Se si capita di esplorare l’isola di Cipro, nel cuore del Mediterraneo, ma vicino alle terre del Medioriente, in quella parte di mondo conosciuta geograficamente come “Eurasia”, non si disdegni di girovagare per la sua capitale Nicosia, letteralmente divisa in due (una, se non l’unica città che ancora è divisa da mura e recinzioni) zone ben distinte: quella turca a nord e quella di matrice greca a sud. Varcati l’accesso alla zona turca, a pochi metri compare il caravanserraglio di BÜYÜK HAN (che significa “Grande Locanda“), uno dei gioielli architettonici più significativi di Cipro e rappresenta una tappa imprescindibile per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura ottomana dell’isola.
L’imponente edificio fu costruito nel 1572 sotto Muzaffer Pasha, primo governatore ottomano dell’isola, appena un anno dopo la conquista di Cipro a scapito dei Veneziani. Fu occupato dai turchi poco dopo la conquista dell’isola da parte degli Ottomani, e a tutt’oggi viene considerata la più antica struttura turca presente sull’isola. Progettato sul modello del celebre Koza Han di Bursa (Turchia), nacque per offrire rifugio, vitto e alloggio ai commercianti, ai viaggiatori e ai loro animali che giungevano a Nicosia dalle rotte commerciali del Mediterraneo orientale.
In epoca ottomana la “Han”, il vocabolo che in lingua turca identifica la locanda, era utilizzata come albergo per i mercanti e i viaggiatori del tempo. Il profumo del fieno che saliva dai depositi, l’olezzo del letame delle cavalcature che esalava dalle stalle, le essenze e i profumi di una cucina a base di carni ovine e verdure, le concitate urla dei mercanti per richiamare l’attenzione ed invitare all’acquisto, l’ombra dei porticati eretti con blocchi in arenaria che offrono perenne frescura dalla canicola; attraverso queste considerazioni spazio/temporali viene esaltata la bellezza (non solo storica) di questo luogo.
Durante il corso dei secoli, il caravanserraglio di Büyük Han non ha ospitato solo mercanti, viaggiatori, viandanti, pellegrini ed eserciti. Sotto l’amministrazione britannica, a cominciare dal 1878, fu utilizzato anche come la principale prigione centrale di Nicosia. Successivamente, verso la metà del XX secolo, divenne un rifugio economico per offrire ospitalità e accoglienza alle famiglie in difficoltà, prima di essere – definitivamente – sottoposto a un importante restauro durante il corso degli anni ’90 che ha restituito, all’edificio, il suo splendore originale.
Visitare oggi il Büyük Han offre una visione profonda di come Nicosia sappia conciliare il suo passato, stratificato nel tempo, con una vitalità moderna e accogliente. Esso si trova a breve distanza dal varco pedonale di Ledra Street, rendendolo facilmente accessibile per chi esplora la capitale divisa. Posto a pochi minuti dall’ingresso nella parte turca della città esso è da visitare assolutamente. Varcando il suo arco d’accesso si penetra in un mondo ove ancora oggi si respirano le atmosfere di un tempo in cui il commercio era fiorente lungo le principali rotte del Mediterraneo, tra i fasti di un occidente in decadenza e un oriente sempre più prodigo di meraviglie.
Il Büyük Han riflette la classica struttura fortificata dei caravanserragli orientali. Il Cortile Centrale s’apre con una spaziosa piazza quadrata circondata da un elegante porticato a due piani sorretto da pilastri e archi in pietra. Al centro del cortile sorge una rara moschea ottomana a pianta ottagonale, sollevata su pilastri, al cui interno – o al di sotto – si trova una fontana per le abluzioni rituali (lavaggio dei piedi) prima della preghiera. 68 invece sono le stanze; fin dalla sua istituzione, i locali al piano terra fungevano da stalle e depositi per le merci, mentre le stanze al primo piano (tutte munite di camino) ospitavano i mercanti per la notte.
Il caravanserraglio fungeva principalmente da ostello per i viaggiatori del tempo. Luogo in cui i mercanti, uomini di fede, pellegrini e uomini d’arme sostavano, e i carovanieri spesso cambiavano anche i cammelli o le cavalcature. Il caravanserraglio di Nicosia oggi si presenta con la sua architettura originale del XVI secolo, sicuramente restaurata, ma che non ha perso nulla del suo fascino. Nati come luoghi per assicurare il ricovero dei viandanti, adesso sono una sorta di monumento con una vocazione simile: quella di accogliere i turisti per invitarli a pranzare le tipiche pietanze locali ed invogliare ad acquistare oggetti del locale artigianato.
All’interno delle sue spesse e possenti mura, si era davvero al sicuro dai ladri, quindi anche per le merci al seguito e gli animali da soma per il trasporto erano in un posto sicuro. Il Büyük Han (Han è la parola turca per indicare il caravanserraglio) di Nocosia si presenta con due piani: al piano terra venivano ospitati gli animali ed alcune piccole botteghe, al piano superiore invece c’era la zona notte dei viaggiatori che potevano alloggiare in particolari e fresche cellette. L’ampio cortile centrale fungeva principalmente da mercato e luogo di scambio per le numerose merci provenienti dal vicino oriente e dalle lontane terre occidentali.
Si comprende subito che il complesso non è più un albergo ma è stato riconvertito in un vibrante centro culturale e artistico. Le antiche celle dei mercanti ospitano gallerie d’arte, laboratori artigianali e negozietti dove acquistare i tradizionali merletti ciprioti, ceramiche di pregiato valore artistico, gioielli fatti a mano, saponi, essenze e “autentici” souvenir. Al piano terra ci sono caffè all’aperto, dove rilassarsi all’ombra dei porticati è possibile assaggia-re i piatti tipici della tradizionale cucina turco/cipriota, oppure bere un caffè tradizionale o gustare un tè aromatico. Il cortile ospita regolarmente spettacoli di danza folkloristica, musica dal vivo, recital e il tipico teatro d’ombre turco.
Oggi, come ieri, il caravanserraglio pulsa continuamente di vita, ma la sua anima più autentica resta immutata (e ferma) nel tempo dal XVI secolo. Poter vivere – anche se per poche ore – gli spazi, la storia, gli ambienti e i profumi del caravanserraglio è un’esperienza immersiva dove l’architettura ottomana si manifesta in tutta la sua solennità e purezza, senza le distrazioni della vita commerciale. Scoprire il Lefkoşa Büyük Hamam, nel cuore di Nicosia lì, tra i vapori e le pietre storiche, si avverte la sensazione di come se il tempo sembra essersi fermato davvero, offrendo quel silenzio e percependo quella maestosità che completano definitivamente la scoperta dell’Han. Un autentico tuffo nella storia di Nicosia che merita di davvero di essere vissuta in toto.
Per poterlo visitare ed apprezzarne tutte le sue peculiarità che in esso risaltano, è consigliabile recarsi molto presto al mattino, oppure nel tardo pomeriggio, questo affinché non termina la massiccia frequentazione delle numerose – e chiassose – comitive di turisti; solo allora lo sguardo può tranquillamente concentrarsi a scorgere gli aspetti più salienti di questa struttura, mentre i suoi particolari architettonici e decorativi offrono lo spunto di poter fare delle belle foto. Ancora una sosta al fresco per riprendersi dal caldo prima di ricominciare a camminare ed andare alla scoperta di altre, e interessanti, storie (e cose belle) da raccontare di Cipro. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
