Valle dell’ORFENTO (Abruzzo, PE): silenzio… qui la “Natura ci parla!”

Un itinerario che attraversa uno degli scenari ambientali e paesaggistici più incredibili d’Italia, unico nel suo genere, esso si apre nel cuore dell’Appennino Centrale, lungo i versanti della Majella. Questa montagna, rispetto agli altri “giganti” dell’Appennino, offre intensi scorci panoramici che spaziano dagli estesi altipiani alle copiose foreste. Regno indiscusso del camoscio, del lupo e dell’orso, ma anche di valli nascoste laddove – i più fortunati e pazienti – potranno scorgere il muso della lontra, nascosta tra le rocce sporgenti e le fronde a pelo d’acqua. Siamo nella Riserva Naturale all’interno del Parco Nazionale della Majella, rinomata per il suo ambiente puro ed incontaminato, caratterizzato da una profonda gola scavata dalle limpide e fredde acque del fiume ORFENTO.

Qui la natura risulta essere estremamente meravigliosa, vivibile con percorsi che raggiungono fino a sfiorare il pelo dell’acqua, camminando su sentieri che scorrono lungo le sponde del fiume le cui acque limpide e cristalline preservano una flora e una fauna unica. Tra gole scavate nella roccia, ponti, salite e discese, l’itinerario è davvero bellissimo, coinvolgente e bisogna assolutamente percorrerlo. Imboccando il “sentiero delle Scalelle” si cammina lungo uno dei percorsi più suggestivi di tutta la Valle dell’Orfento, situata nel cuore del Parco Nazionale della Majella, vicino a Caramanico Terme. Questo itinerario, estremamente naturalistico, offre una full-immersion totale attraverso ambienti selvaggi e incontaminati, caratterizzato da gole strette, vegetazione rigogliosa e il costante scorrere del fiume.

Il sentiero, spesso indicato come Itinerario “Scalelle”, prende il nome dai passaggi scavati nella roccia che permettono di risalire o discendere lungo le pareti della gola, affiancandosi – spesso – lungo il corso d’acqua. Una volta raggiunti il fondo si comprende come l’ambiente circostante viene caratterizzato una profonda forra fluviale, circondata da copiosi boschi di faggi e scoscese pareti rocciose. La valle è nota per essere un prezioso e privilegiato habitat che accoglie – al suo interno – diverse specie animali, tra cui i lupi (possono scorgersi le tracce lasciate nel fango) e la rara lontra; mentre invece tra la vegetazione si possono osservare numerose piante e fioriture selvatiche, tipici degli ambienti delle montagne appenniniche.

Camminando lungo le sue sponde orografiche il percorso si alterna facilmente per mezzo di ponti realizzati con belle strutture lignee; Il luogo è davvero stupendo, l’atmosfera si tramuta subito in meraviglia lasciandosi avvolgere – ripetutamente – dal suono delle acque e ammirando i colori di una rigogliosa natura che non stanca mai di lasciarsi ammirare. L’Orfento è, sicuramente, uno dei percorsi fluviali più belli che caratterizzano l’Appennino; molto ombreggiato, il fiume ci accompagna per gran parte del percorso tanto da doverlo attraversare diverse volte grazie ai diversi ponti in legno presenti lungo il percorso. Gli scorci paesaggistici, che si susseguono di metro in metro, non stancano mai di sorprendere accompagnando lo sguardo attraverso ambienti naturali di rara bellezza e grande biodiversità.

La curiosità di riuscire a scrutare con gli occhi, quasi a scovare l’impensabile, induce i pensieri a scoprire (e comprendere) come, durante il corso dei millenni, un modesto corso d’acqua abbia potuto così incidere e modellare queste profonde gole, le cui incredibili pareti – che troneggiano lassù in alto – sembrano chiudere la volta celeste scavando grotte e rientranze; mentre i zampilli di cascatelle creano melodie sonore di inaudita bellezza. La sorpresa, l’incanto, la meraviglia, l’incredulità… sono le prime emozioni e sensazioni che si provano raggiungendo il fondo di questa valle; è davvero un qualcosa di incredibile riuscire a visitare questa valle.

Discendendo per l’impervia (ma non difficile) traccia di sentiero che scorre lungo le cosiddette “Scalelle” e un continuo immergersi in questa natura incontaminata (evitando di smuovere le acque) per vedere – più che scoprire – come un fiume, nel corso dei millenni, è riuscito a scavare una gola che lascia senza respiro, per ascoltare lo scorrere (a volte lento e spesso) impetuoso delle acque, per assaporare l’odore della rigogliosa vegetazione. Quaggiù “madre natura” detta le sue regole, come un affascinante intrigo di scorci naturalistici in cui le varie ambientazioni si rincorrono, si intrecciano, si susseguono… vivendo – da protagonisti – quella magica atmosfera di potersi subito immergere (quasi lasciarsi avvolgere) nella natura.

La Valle dell’Orfento è una delle tante “perle” che offre la grande montagna della Majella. La magia di un paesaggio che ad ogni angolo superato presenta scenografiche platee naturalistiche di pregiato valore ambientale. Camminare quaggiù, anche nelle giornate più torride, si gode di una totale freschezza, con una flora (determinata dalle infiorescenze, da bacche, radici, piante officinali) resa così incredibilmente spettacolare, perché – appunto – bagnata dalle acque di un fiume che rinfresca, e rende frizzante, l’aria; mentre infine, la cascata che vien giù, poco prima della risalita nei pressi del ponte, è davvero qualcosa di magico. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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