
Antica Città medioevale, conosciuta in tutto il mondo per la sua storia, per i suoi monumenti, per la magia dei suoi paesaggi e delle sue dimore patrizie; questi sono, per chi ancora non lo sa, i principali biglietti da visita che presentano – al grande pubblico di “amanti del bello” un gioiello paesaggistico, storico, culturale e ambientale come quello espresso da RAVELLO.
Terra di incanto, così come la descrissero i più illustri viaggiatori di ogni tempo che la elessero a “Patria dello spirito”. Solo visitando Ravello, in un alternarsi di scenari e scorci paesaggistici che s’intrecciano tra ville e giardini pensili, è dato vivere intensi momenti di magico stupore!
Il suo Duomo (del 1086-87) prospetta sull’omonima piazza col suo bel portale centrale, a formelle bronzee, ed il Campanile (XII sec.) a due piani, con bifore ad archi intrecciati. Al suo interno due splendidi amboni realizzati a intarsi marmorei lo arricchiscono fronteggiandosi: a destra quello del Vangelo (1272), a sinistra un altro di derivazione bizantina, raffigurante l’episodio biblico del profeta Giona inghiottito dal mostro marino.
Muovendosi da Piazza Duomo si prosegue per Via Roma fino a portarsi lungo Via Castiglione. Giunti all’altezza del tunnel (a dx) si prosegue in discesa verso sx mantenendosi sul marciapiede a bordo valle della strada. Raggiunti la curva a gomito che scende a sx si devia a dx per Via Porta di Scala; quest’ultima immette su Via Cavalieri di Malta fino ad incontrare, sulla dx, una rampa di gradini che consente di tagliare un enorme tornante. Raggiunti la strada superiore si oltrepassa la via e di fronte, presso un pergolato, si prende una successiva rampa di scale che raggiunge Via Vescovado. Si prosegue lungo quest’ultima fino a raggiungere il centro di SCALA (410 m) entrando in Piazza Vescovado (pavimentata in basoli) su cui prospetta, a sinistra, la Cattedrale di S. Lorenzo (patrono della città) con la facciata a 2 colonnine, un portale ad arco in pietra, la cripta medioevale e pavimento maiolicato; sulla dx c’è il Palazzo Municipale. Al lato opposto, sulla sinistra, compare una bella fontana del ‘700.
Da qui parte in lieve discesa Via Torricella passando subito sotto un ponte e affacciandosi lungo uno splendido panorama sulla sx, è possibile godere della promenade sull’abitato di Ravello con le sue splendide ville. Raggiunti la curva a gomito (sulla dx) in località Minuta, si lascia Via Torricella e si discende a sx raggiungendo la Chiesa dell’Annunziata (con spunti paleocristiani del IX sec.) e col suo Campanile già ben visibile dalla strada. Da qui, una rampa di gradoni (Via Bottega), conduce in Piazza dell’Annunziata; un pozzo con fontanino giace nelle adiacenze. Vicino al pozzo, sulla dx, ha inizio una discesa gradonata (Via Lama di Pompei) che dopo ben 3 tornanti porta su Via Sant’Eustachio da cui si raggiunge l’ingresso di uno dei luoghi più incantevoli dell’intera costa d’Amalfi: la Basilica di Sant’Eustachio. Tra le più belle e interessanti del Mediterraneo, essa presenta caratteristiche stilistico/decorative simili a quelle del Duomo di Monreale (in Sicilia) o della Cattedrale di S. Michele a Caserta Vecchia. Da quassù si espande un panorama mozzafiato esaltato dalla bellezza dei marmi, dalle rare tracce di affreschi (nella cripta) che ancora resistono al tempo e dai multicolorati intarsi. Le sue rovine testimoniano lo splendore di un panorama mozzafiato che si estende dalle montagne fino a sprofondare nell’immenso blu del mare; qui la simpatica nonnina “custode” delle antiche pietre – signora Carmela – accoglie i visitatori offrendo loro le caramelline al limone prodotte dai suoi limoneti.
Dopo una successiva serie di abitazioni che prospettano sul lato sx della stradina e superati un passetto, subito dopo compare a sx una rampa di scale che in discesa, lungo (Via Filippo Neri) un bellissimo panorama aereo su pendii coltivati a terrazzamenti (vigneti e uliveti) e dopo aver superato costruzioni in puro stile romanico, mantenendosi sempre lungo il bordo dx della pista, si giunge in Piazza S. Giovanni a Pontone ove sorgono le varie chiese di San Filippo Neri, San Giovanni Battista, Santa Maria del Carmine e i monumentali resti della Basilica di S. Eustachio.
Dal paesino si scende verso la sx orografica della Valle dei Mulini ove la vegetazione comincia ad infittirsi; mentre il bosco diventa più rigoglioso laddove risuonano le acque del rio Canneto, compaiono i ruderi di una fabbrica medioevale. Questa valle era la sede di antichi insediamenti di archeologia industriale, le cosiddette cartiere che servivano per la lavorazione artigianale della famosa carta detta di “Amalfi”, produzione che consisteva nella: cernita degli stracci di lino, il lavaggio e la fermentazione dei cenci, il taglio degli stracci, la tritura dei cenci, l’imbianchimento della pasta, la formazione del foglio (o casso), la compressione e l’asciugamento, l’incollatura di pesce, la lisciatura e l’allestimento.
Ed ancora; antichi acquedotti medioevali immersi nel fitto della vegetazione; una ricchezza di acque che formano un infinito numero di cascate, di rivoli, salti, vasche e torrenti. La bella esplosione di colori e profumi della natura del posto, conserva particolari angoli in cui s’aprono vasche naturali, fragorosi salti di cascate, rocce calcaree dalle strane e curiose forme, vischi e muschi dalle incredibili colorazioni, ruscelli e fontane naturali ove l’acqua fresca, da sempre risulta gelida. Il sentiero termina (230 m) ai piedi di due cascate: la più alta compie un salto di circa 50 metri presso la Riserva Naturale della valle del Grevone, al centro della Valle delle FERRIERE, un’area protetta è chiusa al transito (passaggio per una cancellata accessibile previo pagamento di biglietto d’ingresso). Chiunque vi accede è tenuto a rispettare tutti i vincoli protezionistici, soprattutto per la presenza della rara felce bulbifera Woodwardia Radicans, che cresce spontaneamente solo in questa vallata. Da qui è possibile ritornare indietro e scendere per il sentiero principale ove l’itinerario termina proprio al centro di AMALFI. (tratto dalla guida “CAMPANIA Zaino in Spalla” di ©Andrea Perciato)










































































































