Raggiungibile in pochi minuti di autobus dal centro di Ginevra (20 km circa), questa montagna, che s’apre come una immensa balconata panoramica su tutto il lago e la valla del fiume Arve, è – per i ginevrini – il simbolo per eccellenza dello svago, del relax e delle attività all’aria aperta come l’escursionismo ed altre ancora. Il mount Salève, anche se si eleva in territorio elvetico – come già detto – simboleggia la skyline di Ginevra e da sempre è un luogo tra i sui simboli più rappresentativi. Per la sua bellezza, ed aspra natura al tempo stesso, è una meta di escursione degna di nota con ampie vedute panoramiche che abbracciano la città di Ginevra, il lago, la catena alpina, il Giura e il Monte Bianco.
Appena superata la frontiera compare Veyrier, un villaggio che viene bagnato dalle acque del fiume Arve che nasce nel massiccio del Monte Bianco. A pochi passi, in prossimità dell’inizio del sentiero principale, si passa accanto alla frazione di Sierne, un gruppo di edifici di origini contadine che si alterna alle residenze borghesi del XVII secolo offrendo un paesaggio bucolico in cui si vive come in un viaggio nel tempo. Poco dopo la ferrovia, si prosegue a sinistra sullo Chemin du Bois Mériguet lasciando le ultime case e – superati il ponte dell’Autoroute Blanche – la pista comincia a salire verso destra. L’ambiente cambia improvvisamente; non più prati, non più campi e giardini ma una fitta e copiosa foresta in cui domina l’acero e la faggeta. Gradualmente la pendenza aumenta d’intensità e il sentiero è sempre più roccioso.
Il sentiero continua a salire attraverso il bosco di faggi ed offre – volgendo verso sinistra – splendidi panorami su Ginevra e il lago. L’escursione continua, lungo impervi tornanti, sulla montagna che è l’emblema di Ginevra: il Salève, situato in Francia, offre non solo uno dei più bei panorami della regione ginevrina, ma anche molte sorprese sia dal punto di vista storico che naturale. Piccola nota dolente di questa prima parte di ascensione al Salève che avviene – superando impervi tornanti dalle incredibili pendenze – interamente avvolto dalla copiosa foresta, è il fastidioso rumore (quasi un rombo) generato dal passaggio delle auto nel tratto autostradale giù nel fondo; una balaustra scorrimano in acciaio e qualche fune in metallo aiutano nell’impegnativo superamento delle pendenze.
Nella scarpata, prestando molta attenzione tra baratri e profondi valloni, il sentiero prosegue su una scalinata (del XIV secolo) scavata interamente nella roccia. Questa collegava i transiti tra il Salève a Ginevra prima della costruzione (nel XIX secolo) di una ferrovia a cremagliera (Érrembieres), in funzione fino alla metà degli anni ’30 dello scorso secolo; dell’infrastruttura ferroviaria oggi rimane una galleria (interdetta) che s’incrocia lungo il sentiero. Fin dai tempi remoti, la montagna del Salève ancor pima di divenire la meta preferita per l’escursionismo ginevrino, i suoi sentieri permettevano il passaggio e i collegamenti lungo la linea del vicino confine, a traffici commerciali relativamente alle attività boschive, a qualche passaggio illecito di contrabbando e ad essere zona sicura e punto di riferimento per f che fuggivano dalle persecuzioni naziste della II Guerra Mondiale.
Appena superati l’ultimo tornante della galleria interdetta della vecchia ferrovia, incredibilmente l’eco trasmessa dalla sottostante autostrada finalmente termina e si viene circondati dal più assoluto silenzio ove regna, sovrano, il cinguettio degli uccelli del bosco accompagnati dall’intenso profumo delle erbe aromatiche; qualche altro ospite della foresta come alcuni esemplari di scoiattoli rossi, rendono ancor più magica questa atmosfera. La pista spiana presso Le Pas de l’Échelle; a destra un ponticello (che non va preso), a sinistra un portale in pietra (privato) con piccola torretta; si continua appena superata una sbarra che immette su un lungo rettilineo nel bosco (Chemin du Funiculaire). Si esce fuori dal bosco in prossimità della bella chiesa di Saint Pierre aux Liens, al centro del villaggio montano di Monnetier (700 m).
Da qui ora una rotabile (Route des Trois Lacs) sale a destra verso la montagna. Seguendola per qualche centinaio di metri, a destra stacca una pista (Chemin des Carrières) che penetra nel bosco fino a raggiungere alcune case isolate, proprio sotto il ben visibile Chalet de la Croix (890 m), che offre uno spettacolare punto panoramico sulla valle dell’Arve, con Ginevra e il suo lago e una fantastica veduta paesaggistica sul Mount Blanche. Dallo Chalet de la Croix parte – sempre attraverso il bosco – un lungo sentiero segue il crinale di cresta, esce dal bosco e continua lungo pendii prativi che ricordano quelli del Giura, a cui il Salève appartiene. A quasi 1100 m il luogo offre una vista sconfinata sull’intera regione ove si riconoscono gli elementi emblematici del paesaggio ginevrino come la rada, il jet d’eau, i fiumi Rodano e Arve; più avanti la stazione d’arrivo della funivia del Salève. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
