VILNIUS è la capitale della Lituania, una delle tre regioni (insieme a Lettonia ed Estonia) baltiche ex repubbliche dell’U.R.S.S. La città trae la sua origine da una leggenda che ha per protagonisti i lupi, e giace proprio alla confluenza dei fiumi Vilnia e Neris, da cui trae il nome. Vilnius, oltre ad essere il principale centro della Lituania, è anche conosciuta come la “capitale dalle mille chiese” e conserva – nel cuore del proprio centro storico – strutture architettoniche di grande valore stilistico/decorativo ove prevale, su tutto, il legno. Fu un tale Kriviu Krivaitis, gran sacerdote pagano della Lituania, che interpretò la visione dei lupi come la rappresentazione di una grande e potente città come – appunto – l’ululato dei lupi; la città vecchia è il suo cuore pulsante. Come tutte le grandi capitali, anche Vilnius ha un cuore pulsante nella propria città vecchia, caratterizzata dai ponti sul fiume, dal Castello e dalla Cattedrale (con la Torre di Gediminas); in esso sorgono oltre mille monumenti tutelati come capolavori di architettura gotica, rinascimentale, barocca e neoclassica.
Oggi la nuova Vilnius si presenta come una vivace metropoli ove, a metà fra storia, tradizione, commercio e cultura, trovi di tutto. La Lituania, coi suoi mille contrasti tra passato e futuro, riesce benissimo a tenere il passo della modernità senza tralasciare ciò che di buono questa terra e la sua gente riescono, da sempre, ad esprimere. Ed è proprio una leggenda che narra la nascita di Vilnius, capitale della Lituania, una leggenda che ha per protagonista i lupi che ululavano, sopra la collina che sovrasta la città, alla confluenza dei fiumi Vilnia e Neris. Entriamo in Vilnius dal ponte Karaliaus Mindaugo tiltas, ove si scorge, in alto a sinistra dal lato opposto al fiume, la collinetta da cui si staglia la Torre di Gediminas; raggiungerla con una breve passeggiata a piedi (o salendo in funicolare), dalla sua è possibile godere della più famosa vista panoramica su Vilnius con una bella skyline sui tetti rossi della Città Vecchia. Ridiscendendo dalla collina si giunge lungo la via pedonale Pilies gatvė, la più antica arteria che attraversa Vilnius, ricca di storici caffè, artisti di strada e negozietti di ambra.
In poche decine di minuti si giunge in vista della già ben visibile torre campanaria (di forma cilindrica) del complesso monumentale della Cattedrale che, con la sua facciata simile a un tempio neoclassico, caratterizza la skyline di tutta la Piazza della Cattedrale. La bianca Cattedrale di Vilnius (arkikatedra bazilika) in evidente stile neoclassico è dedicata ai Santi Šv Stanislovo ir Šv. Vladislovo; mentre la sua imponente Torre Campanaria (Arkikatedros Varpinè) è staccata e isolata. Nei pressi è possibile cercare a terra la celebre mattonella “Stebuklas” (Miracolo), che ricorda la catena umana del 1989. Superati nuovamente il fiume si accede in un particolare quartiere bohémien – Repubblica di Užupis – autoproclamatosi in una sorta di repubblica indipendente. Attraversare il quartiere offre la possibilità di poter ammirare le numerose installazioni d’arte all’aperto; nelle vicinanze c’è la statua dell’Angelo di Užupis ove nei suoi pressi è leggibile, in bella evidenza, la sua divertente “costituzione” tradotta in decine di lingue appesa sui muri di via Paupio come, ad esempio, “Tutti hanno il diritto di essere felici” oppure “Un cane ha il diritto di essere un cane“…
Muovendosi dalle sponde del fiume Neris, s’apre un dedalo di viuzze e traverse che portano in tutte le direzioni; il selciato è caratterizzato da antichi basolati (che richiedono particolari attenzioni nell’attraversare) su cui prospettano bellissimi e caratteristici bistrot ove si incontra di tutto: personaggi stravaganti, venditori di fiori, ragazzi che giocano, bancarelle che espongono qualsiasi tipo di souvenir e, un po’ ovunque, numerose persone che chiedono l’elemosina (quasi nascondendosi) in maniera dignitosa e senza pretese. Le tante chiese dei vari culti rappresentano i credi religiosi che qui s’incontrano (cattolici, cristiani, cristiani-ortodossi, ebrei…) ove prevalgono, su tutto, le bellissime icone di Santi, Madonne e raffigurazioni del Cristo. Numerose sono le botteghe di artigianato locale che offrono molteplici spunti per sostare e apprezzare la qualità dei prodotti locali, mentre le facciate dei palazzi più imponenti ancora mostrano, ben visibili, le tracce del trascorso impero sovietico coi famigerati palazzi/cortina, proiettanti ai lati di ampi viali, che tanto dovevano presentarsi al mondo come la monumentalità di un regime.
Altra meraviglia – non solo architettonica – dal fascino stilistico/decorativo, oltreché strutturale, e coinvolgente è la Chiesa di Sant’Anna (Kościół pw. Świetej Anny). Raggiungere questo capolavoro d’arte e di architettura del gotico fiammeggiante, costruito con ben 33 tipi diversi di mattoni rossi, è una meraviglia per gli occhi che non si stancano mai di scorrere alla scoperta dei suoi angoli più caratteristici. Narra una leggenda che il generale Napoleone se ne innamorò a tal punto da volerla (emotivamente) portare a Parigi sul palmo della propria mano. Il cuore pulsante della città è la zona universitaria con i suoi bellissimi, coinvolgenti e caratteristici locali, ma anche tutti gli altri quartieri adiacenti ove si trova (e si incontra) davvero di tutto. Fermarsi in qualche locale tipico della Città Vecchia è una esperienza da provare; per gli amanti del buon gusto è possibile assaggiare i Cepelinai (grandi gnocchi di patate ripieni di carne) oppure la Šaltibarščiai (la tipica zuppa fredda rosa alla barbabietola).
Girovagando tra le meraviglie nascoste di questa capitale lituana è possibile imbattersi attraverso quel reticolo di viuzze e traverse che caratterizza il Quartiere Ebraico e Vetrai (Stiklių gatvė) ove è facile potersi perdere tra i vicoli acciottolati di quello che un tempo era il cuore della “Gerusalemme del Nord“. Oggi questo quartiere, ammirando le vetrine dei negozi più in vista e abbellite con gusto e sobrietà, risulta essere è una delle zone più eleganti e fotografate della città. Abbiamo iniziato questo viaggio a piedi attraverso le bellezze e le curiosità di una capitale europea (forse) poco conosciuta. Aver avuto la possibilità di scoprirla – in una successione di scorci ed angoli suggestivi – riuscendone ad apprezzare tutte le sue (spesso insolite) curiosità e bellezze, siamo giunti, camminando verso sud, nei pressi della sua periferia meridionale ove si scorge la Porta dell’Aurora (Aušros Vartai), l’unica porta difensiva superstite della città; il suo interno racchiude una cappella con una veneratissima icona della Madonna tutta ricoperta d’oro. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
