Scegliere di compiere un giro nelle profonde, assolate e deserte terre del Sud può – a volte – riservare sorprese davvero incredibili, esperienze ricche di fascino e bellezza, di suggestioni e splendore. Siamo in Basilicata (o Lucania come a noi piace definire questa terra), tra Policoro e Tursi, tra la costa e i desertici calanchi in tufo/gesso bianco dell’interno, agli estremi lembi della val d’Agri, si erge una modesta elevazione ove un tempo fiorirono antiche città come PANDOSIA ed ANGLONA, cui fece seguito l’erezione di un Santuario dedicato al culto di Maria. L’attuale Cattedrale di Santa Maria d’ANGLONA, datata tra il sec. XI ed il sec. XII, è l’ampliamento di una prima chiesetta, (del VII-VIII sec.), corrispondete all’attuale cappella oratorio.
Il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona è un capolavoro di architettura medievale situato su una collina panoramica nel comune di Tursi (MT), in Basilicata. Sorge a 263 metri sul livello del mare, in una posizione strategica tra le valli dei fiumi Agri e Sinni, dominando un suggestivo paesaggio circondato dai famosi calanchi lucani. Questo colle conserva una storia millenaria: fu la sede dell’antica città enotria e magnogreca di Pandosia, poi rifondata nel Medioevo come Anglona prima della sua definitiva scomparsa. Il luogo sacro costituiva un crocevia di transito obbligato per quanti volessero raggiungere la valle del Sinni e il mar Tirreno, e a nord la valle dell’Agri, i monti della Lucania e la città di Roma.
Pandosia (Πανδοσία), collina strategica situata nell’entroterra della Siritide, citata nel documento epigrafico greco della Tavola di Heraklea, avrebbe subito una prima distruzione da parte dei Lucani (il territorio era chiamato dai greci Λευκανία) che la credettero alleata di Alessandro il Molosso che quivi venne ucciso nel 334 a.C. sulle rive del fiume Acheronte (Acheros, Akiris, Agri). La collina è stata abitata fin dall’Età del Ferro. Nell’VIII secolo a.C. Pandosia fu sede di un importante centro della cultura Enotria e poi della Magna Grecia, favorito dalla vicinanza dei fiumi che permettevano ricchi scambi commerciali. Pandosia (ndr che da tutto) sarebbe riconducibile all’omologa città dell’Epiro (Comune di Parga) e alla ninfa rappresentata su alcune monete magno/greche.
Nella mitologia antica sarebbe legata al culto di Demetra denominata la “Pandoteira”, ovvero dispensatrice delle messi che venivano coltivate in località “Conca d’Oro” dove le venne dedicato un recinto sacro. La Siritide era attraversata fino a Pandosia/Anglona da due importanti vie (oidos) o tratturi principali sui lati orientale e occidentale della “Valle Conca d’Oro”. A dimostrazione del ruolo strategico del sito di Pandosia, dominante il basso corso dei fiumi Agri e Sinni, da qui partivano le diramazioni verso la Val d’Agri (durante il periodo romano il prolungamento della via Herculia verso Grumentum) e verso il Golfo di Policastro.
In località Conca d’Oro si sarebbe svolta nel 280 a.C. la battaglia di Heraklea tra le legioni romane di Publio Valerio Levinio e l’esercito di Pirro con l’appoggio dei Tarantini con la vittoria di questi ultimi, mentre nel 214 a.C. vide la presenza di Annibale durante la II guerra punica. Il Santuario è tutto quello che resta dell’antica città di Anglona. La cattedrale è sorta tra l’XI e il XII secolo come ampliamento di un’antica chiesetta, risalente al VII-VIII secolo, corrispondente all’odierna cappella oratorio; nella sua sede vescovile, qui il 20 novembre 1092 sostò papa Urbano II. A seguito di cause perdute nel tempo, la parete nord della cattedrale crollò e andarono perduti gli affreschi che l’adornavano.
Per raggiungere questo gioiello, si compie un breve viaggio (circa 15 km) dalla costa verso l’interno, attraversando un suggestivo scenario paesaggistico caratterizzato da una rigo-gliosa natura (frutteti e uliveti) a cui si alternano le ruvide e bianche pendici dei calanchi (zona di Aliano). Raggiunti lo spiazzo antistante compare la bianca/rosea facciata del sacro edificio che presenta una costruzione, in tufo e travertino, con elementi architettonici di pregiata e notevole importanza stilistico-decorativa. La chiesa si presenta con pianta a “croce latina” e il suo interno si apre con una navata centrale, con un doppio ordine di cinque arcate, pilastri su cui poggiano archi a tutto sesto, ed archi ogivali sul lato sinistro.
Un incredibile gioiello di arte e spiritualità, costruito in travertino e tufo con all’interno splendidi affreschi duecenteschi. La sua posizione isolata che si ammira – soprattutto – al tramonto, ne hanno fatto un luogo da contemplare e da ammirare. Splendida chiesa romanica immersa in un irreale silenzio tra colline brulle dal sapore metafisico. Molto interessante è il portale con splendide formelle figurative in terracotta; bellissima, invece, la Torre campanaria e l’elegante abside finemente decorato. La facciata presenta motivi tipici della manifattura lombarda, come gli archetti ciechi in tufo. L’interno si presenta a 3 navate, con quella centrale coperta da un tetto a volte in legno; le mura sono in nuda pietra e ricoperte, in parte, da bellissimi affreschi medievali con figure di Santi e scene tratte dall’Antico Testamento.
L’Interno, invece, presenta una struttura a croce latina. Le pareti conservano importanti affreschi medievali e cinquecenteschi che raffigurano scene dell’Antico Testamento e immagini di santi (tra cui San Nicola e San Rocco). Oggi, gli affreschi residui si sviluppano, in sequenza, a partire dall’abside, sulla parte alta della parete di destra della navata principale e su parti dell’adiacente navata sinistra (crollata per cause imprecisate e ricostruita) restandone soltanto poche tracce in prossimità della crociera. La decorazione dell’abside centrale è completamente perduta, mentre le absidiole conservano frammenti della testa di Pietro sulla sinistra, dell’Arcangelo Michele sulla destra.
La parete della navata è divisa in due registri; in quello superiore si sviluppano gli episodi della Genesi, con la Separazione della luce dalle tenebre, della terra dalle acque, la Creazione di Adamo ed Eva, il Peccato, la Cacciata dal Paradiso Terrestre, il Lavoro dei progenitori, Caino e Abele, l’Uccisione di Abele, Rimprovero di Caino; nel registro inferiore si susseguono gli episodi dell’Arca, di Noè ebbro, della Torre di Babele, dell’Ospitalità di Abramo, dell’Offerta di Abramo a Melchisedek, del Sacrificio di Isacco, della Benedizione di Giacobbe da parte di Isacco e della Lotta di Giacobbe con l’angelo. Le scene neotestamentarie erano invece raffigurate sulla parete della navata sinistra.
Gli affreschi erano – e ancora in parte lo sono – corredati da iscrizioni greche, su cui se ne sovrapposero altre latine. L’abside esterna è l’elemento più bello della struttura, con intagli e ornamenti, archi pensili, un finestrone centrale, lesene e mensole; mentre sulle pareti esterne si ammirano le numerose formelle con figure zoomorfe a rilievo che creano un bellissimo effetto cromatico. Il suo interno è ricco di pregevoli affreschi databili intorno al XIV secolo che raffigurano storie del vecchio e nuovo testamento, con figure di Santi, scene bibliche come la Torre di Babele, la “creazione” con Adamo ed Eva, l’uccisione di Abele (più altre scene minori), il martirio di San Simone ed altri ancora.
Esternamente, poi, s’apre un paesaggio davvero molto bello. Il posto da cui si erge il Santuario elevato a Pontificia Basilica Minore dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 17 maggio 1999 è bellissimo: isolato in un’autentica oasi di pace e silenzio, con un panorama mozzafiato a 360 gradi che si distribuisce tra le aride valli dell’interno e la costa, viene simpaticamente invaso da mucche al pascolo che si annunciano per il caratteristico campanaccio che portano al collo. Raggiungere questo posto val davvero la pena di compiere un lungo e articolato viaggio, ma le sensazioni che si provano nel viverlo attraverso tutte le sue essenze, lasciano davvero quel senso di pienezza e meraviglia, difficilmente riscontrabile altrove! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
