Non è accertato l’anno di fondazione del primo insediamento della comunità francescana nella città di TREVI, tuttavia documenti papali del 1258 (breve di Alessandro IV) e del 1285 (bolla di Onorio IV), attestano l’esistenza del convento e il prestigio che questo aveva già nella seconda metà del XIII sec. La fondazione pertanto si fa risalire a poco dopo la morte di San Francesco. Il primo nucleo del convento, costruito nei pressi della chiesa romanica di Santa Maria, successivamente ampliata e dedicata al Santo fondatore dell’Ordine, ven-ne completamente ricostruito nella metà del XVII sec. La struttura ruota intorno al chiostro centrale, costituito da un portico a pilastri di base ottagonale ed un loggiato superiore. La decorazione pittorica delle lunette con Storie della vita di San Francesco, venne realizzata nel 1645 da Bernardino Gagliardi (1609- 1660), durante il suo soggiorno a Trevi nel 1645. La lettura delle lunette inizia dal lato nord del chiostro da destra: “annuncio della nascita – la nascita – il monito del Crocefisso di San Damiano – la rinuncia degli averi davanti al Vescovo di Assisi – il sogno del Papa Innocenzo III- Onorio III approva la regola- la visione del carro di fuoco- San Francesco predica agli uccelli – visione dei Troni – la predica di San Francesco nella piazza di Trevi – Francesco guarisce i ciechi e gli storpi – tentazione del Santo – il miracolo del bambino – il Santo assiste gli infermi.”
Dopo essere stati ospitati presso una struttura conventuale in Trevi, il silenzio mattutino viene nuovamente rotto dal calpestio dei passi sul selciato delle stradine medioevali che attraversano il cuore antico della città. All’uscita di Trevi ci attende un lungo e bellissimo viale alberato, un’autentica galleria vegetazionale composta da folti e secolari platani: sulla skyline che s’apre a sinistra scorre il profilo dell’antico abitato di Trevi mentre sulla destra, verso N, s’intravedono, già in lontananza i, tetti e le torri di Foligno, punto d’arrivo dell’odierna tappa lungo il Cammino sulla Via di Francesco (da Roma ad Assisi). Dopo 100 metri, si gira a sinistra per la traccia di un sentiero in discesa. Il tratto iniziale è sconnesso e ciottoloso, ma molto breve. Superato un portale, con un antico affresco della Vergine con Bambino, si ritorna su asfalto e in discesa, fino ad un fontanile con lavatoio, dove si volta a destra e poi di nuovo a destra, per imboccare una strada sterrata. Il paesaggio sulle colline con i terrazzamenti coltivati ad olivo è al suo massimo splendore in questa zona. Giunti presso la chiesa di Sant’Antonino della Valle si scende a sinistra su via Collecchio. Attraversati l’abitato di Collecchio, con le sue belle edicole votive e i fontanili; giunti nei pressi del n° civico 50, si volge a destra per uscire dall’abitato, seguendo l’apposito segnale.
Il percorso nella campagna alterna tratti su asfalto a tratti su sterrata, ma sempre sotto il sole (il cappello e la scorta d’acqua sono quasi d’obbligo!). Si interseca più volte la strada asfaltata passa Via dei Giardini poi, giunti all’incrocio con via Venezia, si attraversa la strada in salita, proseguendo su una carrareccia in direzione di una pieve di campagna in località San Clemente; qui la chiesetta è collocata su una collina ricoperta di olivi. Il cammino procede piacevolmente, anche se in basso si vedono i segni della modernità: la statale Flaminia e i capannoni industriali. Attraversando ancora bei terrazzamenti ulivati, e superati antichi portali in legno, lungo un piacevole pendio solcato dal bianco selciato della pista, il custode di un maneggio ci invita a visitare le sue bellissime creature: cavalli di tutti i tipi da corsa, sia da trotto che da traino; di cui alcuni impegnati nella famosa e storica rievocazione della “Quintana” di Foligno. I “segni” del Cammino sulla Via di Francesco ci accompagnano ovunque, mentre numerose sono le edicole votive e le cappelle isolate (molte di queste anche dirute!) che segnano il nostro viandare. Col cielo che gioca a fare i capricci, non potevano certamente mancare – all’improvvio – quattro gocce di pioggia, quella tanto cara “Sora Acqua” decantata dal poverello di Assisi.
Sulle colline dall’altra parte della valle si scorge Montefalco. Proseguendo in leggera discesa, si superao alcune belle edicole “mariane”, elemento – questo – caratteristico della campagna umbra. Giunti ad un incrocio, si trova sulla destra un’edicola con una rappresentazione “orientale” della Madonna. Si continua quindi in leggera discesa fino a raggiungere Matigge, dove è possibile servirsi di un bar e un supermercato. Lasciato alle spalle il bar, si prosegue in discesa su asfalto; alla prima biforcazione si gira a destra, in località San Niccolò. Giunti di fronte all’ingresso di una villa, si prende a sinistra, in pianura. All’altezza di una curva, si lascia l’asfalto e si prosegue diritto su una mulattiera, che s’inoltra prima nel bosco e poi ritorna in mezzo agli olivi, fino a raggiungere il vocabolo Formoni. E così, continuando ancora a camminare con l’alternarsi tra edicole votive e masserie, sfiorando antichi casali e attraversando silenzi intrisi dall’intenso profumo dell’ulivo bagnato dalla pioggia coi primi papaveri in fiore, si susseguono lievi salite a leggere discese, sempre in mezzo a distese di olivi. Siamo giunti alle porte l’abitato di Sant’ERACLIO, tra le prime case del minuscolo borgo posto proprio alle porte di Foligno. Una monumentale fontana ci introduce all’antico villaggio, storico punto di sosta lungo la via Flaminia, sviluppatosi intorno al Castello. Entrati nel centro storico dalla porta medievale, lo si attraversa longitudinalmente; si prosegue circondati da antiche mura e da costruzioni medioevali con le sue due grandi porte che s’aprono – lungo l’arteria principale che l’attraversa per intero – in meno di 100 metri da sud a nord, da un punto all’altro del perimetro antico; proprio nel suo centro s’impenna una bella Torre.
Usciti fuori dal borghetto di Sant’Eraclio si volge a destra per raggiungere Via Roma, in direzione di Foligno; da qui, ora, il cammino è interamente in piano e su asfalto. Si prosegue lungo la caotica e (già) trafficata via “Flaminia” che rasenta la periferia meridionale della Città della “Quintana”, fino ad imboccare e giungere a valicare la Porta Romana, nel centro storico di FOLIGNO. Percorrendo l’elegante corso Cavour si raggiunge la celebre piazza con il Duomo di San Feliciano, dove una targa ricorda che in questo luogo Francesco, ancora mercante, vendette le stoffe del padre per restaurare la chiesa di San Damiano. La chiesa di San Francesco venne edificata nel XIX sec. sul luogo occupato da una cappellina dove il Santo si recava spesso quando era di passaggio ad Assisi. A Foligno si trova anche il Santuario della Beata Angela, terziaria francescana e mistica, che visse seguendo l’esempio di Francesco e nell’imitazione di Cristo. Nei pressi di Foligno, numerose città conservano memorie del passaggio di San Francesco, tra queste vanno citate, anche in vista di eventuali deviazioni: Cannara, Pian d’Arca e Bevagna. Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio. Meritano senz’altro una vista il Duomo, con la splendida facciata romanica, il palazzo Comunale, e il Palazzo Trinci, sede del prezioso Museo della Città; da non perdere, se si ha tempo, una visita alla chiesa romanica di Santa Maria Infraportas e al Palazzo Orfini, dove fu stampata la prima edizione della “Divina Commedia” di Dante. Lo splendido Palazzo Pierantoni ci accoglie per trascorrere la notte. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
