Nel cuore dell’Appennino centro meridionale, in quell’angolo di silenzio e di profumi nascosti tra montagne e valli profonde, laddove si respira l’autentico senso della vita in cui tutti gli elementi concorrono a generare la sublimazione della selvaggia bellezza della natura, i suoni dell’acqua creano – da sempre – una perfetta armonia tra paesaggio e ambiente. Siamo nel Molise, sì… proprio quel Molise che in tanti dicono che “non c’è”, ma se non ci siete mai stati, ritagliatevi la possibilità di avere tempo per venire a conoscerlo e, soprattutto, nel venire a scoprire le sue innumerevoli bellezze offerte da una natura ancora in continua evoluzione e sempre pronta a generare emozionanti esperienze.
CARPINONE, in provincia di Isernia, è un caratteristico borgo montano il cui centro storico (davvero bello e intrigante) ruota tutto intorno al vecchio Castello, purtroppo poco praticabile poiché al suo interno ci sono macerie e materiali da risulta e a queste condizioni spesso risulta essere pericoloso. La gente del luogo, invece, è molto gentile e i prodotti locali buoni. Tutt’intorno il borgo è avvolto dalla copiosa vegetazione delle montagne circostanti e dal rigoglioso manto forestale che ricopre i profondi valloni scavati dalle acque del torrente Carpino che solcano la rupe da cui si erge il paese. Negli ultimi tempi il borgo è famoso per la presenza – nel suo territorio – di cascate che generano meravigliosi scenari di natura.
Se finalmente si è convinti che il Molise esiste, allora questo luogo è da conoscere. Trascorrere ore in mezzo ai boschi, ascoltare il rumore delle acque, sedersi su una panchina e rilassarsi di fronte ad un ruscello… Il tutto in mezzo ad un paese in cui sembra che il tempo si sia fermato; l’escursione merita e va fatta senza orologio per godere di ogni attimo. Volendo andare a conoscere e scoprire questi scorci naturalistici e ambientali, si parte proprio dalla piazzetta centrale del paesino (qui in estate i giovani presso un gazebo forniscono indicazioni). Osservando con attenzione si seguono le relative indicazioni di un’approssimata segnaletica per raggiunge le cascate ove è necessario seguire un sentiero in discesa.
In pochi minuti di cammino si viene inghiottiti dalla copiosa vegetazione del vallone e si discende verso il centro. Il percorso dura circa mezz’ora ed è quello un tantino più tortuoso dovuto dalla pendenza. Alla fine compare una radura che s’apre ai margini delle sponde, con tanto spazio intorno e un ponticello che raggiunge la sinistra orografica del torrente. Il paesaggio circostante sembra uscito da un racconto di fiabe, un misto tra ruralità, espressione e forza della natura e luogo adattato all’impervio ambiente circostante. Siamo finalmente all’inizio del sentiero principale che conduce alla cascata del Carpino dove a monte una radura ospita l’area pic-nic mentre le prime rapide a valle introducono allo stupore…
Dal ponticello parte, sulla destra, un sentiero nel bosco abbastanza impervio con ripidi scalini appena accennati; mentre per aiutare le persone nella progressione c’è un corri-mano realizzato con cavi in ferro e corde. Il sentiero è tutto salite e discese con eventuali gradini, ma il tutto è circoscritto da paletti, cavo di acciaio o corde utili per far da leva. Si percorre il sentiero che ha volte fa paura, per la ripidità della pendenza, specialmente i primi 150 metri e gli ultimi 20 metri, per poi giungere finalmente alla cascata. Lungo il percorso è possibile ascoltare il rumore dell’acqua che scorre attraverso le montagne circostanti oltre ad avere la possibilità di ammirare il bellissimo scorcio del paese di Carpinone.
Ad un primo tratto in discesa compare, giù nel fondo a destra, un bacino che raccoglie le acque del torrente Carpinone utili per generare una modesta centrale idroelettrica; questo bacino presenta, lungo il suo margine verso valle, uno sfiatatoio da cui hanno origine i due salti delle sottostanti cascate ma… pur ascoltando il suono, ancora non si vedono! Un passaggio per un vecchio cancelletto in ferro e – successivamente – sotto il tronco di un albero sporgente, consente ora di lambire, sulla sinistra, la base di una ripida parete in roccia calcarea mentre sul bordo destro scorre un cavo d’acciaio che funge da balaustra scorrimano per facilitare la ripida discesa che porta alle cascate.
Ed eccole finalmente le cascate, laggiù in fondo sulla destra, un paesaggio bucolico determinato da angoli di natura incontaminati dove l’incontro di due corsi d’acqua genera questo meraviglioso scrosciare d’acqua; una cascata doppia molto scenica con un salto di circa 30 metri alla cui base ristagna un laghetto dove in estate i più temerari possono fare il bagno. Già dall’alto si comincia a vedere, ma quando si giunge ai piedi della cascata si rimane estasiati da tanta bellezza e a bocca aperta; quaggiù, nonostante la canicola dei mesi estivi, il gran bel salto della cascata e la carica del volume d’acqua che precipita, è davvero imponente. Si può restare ore ad ammirarla facendosi rinfrescare dagli schizzi d’acqua.
Al termine del percorso si giunge ai piedi della cascata artificiale dove si forma una piccola pozza d’acqua gelida. Quaggiù è tutto molto suggestivo; è possibile fermarsi e godere, al fresco, lo spettacolo della cascata. Risalire il percorso e un po’ un’impresa ma vale la pena cimentarsi considerato che comunque la salita è sempre all’ombra del bosco. Le cascate – per quanto originate da un modesto corso d’acqua – sono estremamente suggestive e l’orrido in cui si gettano a strapiombo sembra ritagliato in una cornice paesaggistica avvolta da storie e leggende locali. Gli sforzi e le fatiche per raggiungerne il fondo (e, soprattutto quelle da compiere per “tornare in quota”) valgono tutto ciò per cui si compiono.
Un Molise che riesce ad offrire scenari, paesaggi e ambienti del genere, merita sicuramente di poter essere conosciuto, frequentato e apprezzato per la potenza espressa dalla sua natura, poiché tutto concorre alla magnificenza con cui il “Creato” si è davvero impegnato per rendere, questo angolo di paradiso, un luogo in cui poter riuscire a ritrovare sé stessi! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
