SANTIAGO (España), camminando sul “tratto francese”: da PORTOMARIN a PALAIS de REI, tra storici villaggi e architetture religiose

Molta parte di questa tappa si svolge su “andaderos” (cioè sentieri in terra battuta e ghiaia che costeggiano la strada asfaltata). Sono comodi, ma spesso possono risultare monotoni. La Galizia è umida, e nei tratti esposti il sole può farsi sentire con insistenza; fortunatamente sono presenti numerose fontane e piccoli bar nei borghi che s’incontrano. Questa è una tappa che invita alla riflessione, caratterizzata dal tipico odore di terra bagnata e dagli allevamenti che caratterizzano la Galizia rurale. La tappa da Portomarín a Palas de Rei offre diversi punti di grande interesse storico, artistico e archeologico e numerosi villaggi.

A Gonzar c’è l’Iglesia de Santa María), una piccola chiesa legata ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, un esempio di romanico rurale molto semplice ma suggestivo. A Ventas de Narón è presente la Capilla de la Magdalena, una minuscola cappella che ricorda l’antico ospedale per pellegrini che sorgeva in questo luogo, teatro di battaglie tra cristiani e arabi nel Medioevo. Questa è una tappa che richiede gambe solide per la prima metà, ma che regala quel silenzio mistico tipico della campagna galiziana laddove ognuno riesce a trovare la propria dimensione. Lungo il tratto sono presenti diversi punti d’acqua, ma il tratto tra Gonzar e Ventas de Narón è quello più impegnativo se si cammina sotto il sole.

La prima parte della tappa è abbastanza coperta, mentre l’altopiano di Ligonde è più esposto ai venti e ai cambiamenti meteo. Si cammina su un terreno molto misto, con sentieri di terra battuta (qui conosciuti come i “corredoiras“), ma anche lungo diverse piste asfaltate che servono le piccole fattorie locali sparse nella Galizia. Mettendoci in cammino si esce dalla splendida cittadina di PORTOMARIN. Poco dopo Portomarín, a circa mezzo chilometro una breve deviazione conduce porta a uno dei siti archeologici (il “Castromaior”) più importanti della Galizia ove l’erba è cortissima perché brucata costantemente dalle pecore. Si tratta di un antico insediamento (castro) di matrice celtica risalente all’Età del Ferro, molto ben conservato, da cui si gode anche una splendida vista panoramica sull’intera vallata.

La tappa inizia decisamente con una salita verso il Monte del Cristo. Lungo questo tratto il sentiero è più largo, di color ruggine tale da sembrare una terra argillosa che diventa rossa sotto dopo le piogge. Si esce attraversando il ponte moderno e affrontando subito una salita nel bosco, che non risulta durissima, ma che – poco alla volta – diviene costante fino a giungere in vista dell’altopiano di Sierra de Ligonde. Superata la salita, il cammino si stabilizza sull’altopiano di Ligonde ove – per chilometri – si cammina lungo una cresta esposta e nel silenzio più assoluto. Da qui è possibile scrutare con lo sguardo, a destra e a manca, ampie distese di prati verdi che si perdono a perdita d’occhio.

I numerosi villaggi che s’incontrano sembrano sbucare fuori dai racconti degli antichi druidi e catapultati lungo questi orizzonti quasi a raccontare delle loro antiche vestigia. Camminando possiamo incontrare piccoli borghi rurali che sembrano sospesi nel tempo come: l’Hospital da Cruz, un piccolo nucleo dove spesso i pellegrini si fermano per una breve sosta prima di affrontare il tratto successivo; oppure il Ventas de Narón che risulta essere uno storico punto di sosta molto importante. Proprio qui, nell’820, avvenne una battaglia tra cristiani e saraceni. Nel punto più alto il percorso si snoda lungo la strada statale (ma sempre protetto dalle siepi) sopra un altipiano esposto; se c’è il vento o il sole, qui si sente davvero molto. Alle numerose quercete si alternano splendide boscaglie tra copiose pinete e folti boschi di castagno ove si incontrano gli “artigiani del sigillo”, punti ove il timbro con ceralacca solo un’icona del luogo.

Ancora altri minuscoli borghi come: Bricko e Gonzar, entrambi di matrice agricola. A Gonzar c’è una chiesa dedicata a Santa Maria oltre ad alcuni punti di ristoro. I villaggi attraversati sono composti da appena tre o quattro case di pietra scura (ardesia), mentre l’odore dominante che si avverte è quello del letame e dell’erba tagliata. A Eirexe non si disdegni di osservare il portale della chiesa: un piccolo e austero gioiello del romanico rurale. E siamo all’apice della discesa verso Ligonde, luogo un tempo importante come punto di sosta per la presenza di un ospedale per pellegrini e dove soggiornarono Carlo V e Filippo II; la Sierra de Ligonde è il punto più alto della tappa. Da qui ha inizio una piacevole discesa verso il fiume Ulloa. Se si ha tempo, a circa 2 km dal percorso principale (vicino a Palas de Rei), c’è un monumento nazionale: l’Iglesia de San Salvador de Vilar de Donas. Questa chiesa romanica è famosa per i suoi affreschi gotici e per essere stata il luogo di sepoltura dei Cavalieri dell’Ordine di Santiago.

Gli ultimi chilometri che ci dividono dalla meta si snodano lungo sentieri che corrono paralleli alla strada principale (N-547). Il paesaggio è un susseguirsi di prati verdi e piccoli corsi d’acqua. E così, dopo un ultimo tratto che alterna sentieri e brevi tratti di asfalto (spesso affiancati dalla strada principale), si entra a PALAIS de REI. L’ingresso a Palas de Rei, ove spicca un portale romanico del XII secolo, unico resto dell’antica struttura medievale, avviene attraverso il quartiere di San Tirso, che conduce direttamente al cuore di questa cittadina. Nei dintorni spicca il Castillo de Pambre, uno dei pochi castelli galiziani sopravvissuti alle rivolte “Irmandiñas” del XV secolo; un magnifico esempio di architettura militare medievale. Palas è una cittadina funzionale e moderna, ma ha un’anima profondamente legata al Cammino; il suo nome deriverebbe da un presunto palazzo del re visigoto Witiza. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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