Tatrzanskiego Parku Narodowego (POLONIA), ai laghi di “MORSKYE OKO”, specchi di acque color giada e turchesi protesi verso il cielo, nascosti in uno scenario unico al mondo…

Immaginiamo di accostare i paesaggi delle Dolomiti coi romantici tramonti sulle vette alpine e i dolci crinali delle boscose cime appenniniche col rigoglio delle chiare acque di fiumi, torrenti e cascate… ecco la vera indole di queste montagne nel cuore dell’Europa Centro Orientale: i Tatra, in Polonia nel TATRZANSKIEGO PARKU NARODOWEGO. Il territorio dei monti Tatra è costituito in Parco Nazionale (T.P.N. Tatrzanskjego Parku Narodowego) già fin dal 1949 e tutto il comprensorio viene tutelato da vincoli protezionistici che regolano il flusso ed il comportamento degli escursionisti per rispettare e preservare sia la flora che la fauna che in questo particolare habitat persiste. A 23 km da Zakopane si raggiunge la Dolina Bjalki, ove c’è la biglietteria che immette in un lungo rettilineo. A un chilometro si incontrano le cascate di Wodogrzmoty Mickiewicza. Quella che si attraversa è una delle vallate più belle dei monti Tatra: la Valle dei Cinque laghi. Dopo 2 km inizia una lunga serie di tornanti; un sentiero realizzato con gradoni in roccia calcarea permette di superarli e terminano nella Dolina Rybiego Potoku. Più avanti, nascosto tra gli abeti, compare (Wlosienica) un primo rifugio.

I principali sentieri all’interno del Parco, quelli che penetrano nelle vallate, sono larghi e bene attrezzati (omini in pietra sistemai lungo i bordi; ponti tutti realizzati in legno; segnavia e cartelli indicatori dei sentieri bene in vista, ecc.). I tracciati, le carraie e le piste che attraversano queste montagne sono accessibili a tutti e sono percorribili da tutti, anche anziani e bambini. Naturalmente ci sono anche quei particolari sentieri (come vie ferrate su roccia o particolari passaggi) ove i più ardimentosi possono cimentarsi in scalate ed impegnative salite. Salendo ancora per mezzo km si giunge in vista di quello che viene considerato, non a torto, lo spettacolo paesaggistico più bello di tutti i monti Tatra: il grande bacino del lago Morskye Oko (Occhi del Mare) a 1410 m, con un bellissimo rifugio dal caratteristico portico in legno. Incastrato tra le montagne il lago si presenta con le sponde delimitate da ghiaioni originati dallo sfaldamento di grossi massi erratici; le trasparenze dei suoi fondali presentano la ghiaia, la sabbia e un fango di origine melmosa; mentre i colori argenteo/smeraldo della superficie riflettono i profili montuosi.

Le acque sono limpide e pulite, sempre fredde e, a seconda della luce del sole, cobalto/turchesi. Intorno regna un silenzio assoluto intriso del profumo dei boschi. I monti che circondano il bacino superano gli oltre 2000 metri d’altezza. Molti escursionisti che giungono qui per la prima volta non conoscono (poiché nascosto dalla visuale) l’esistenza di un altro lago a un livello superiore. Leggendo con attenzione la carta della zona, con incredibile sorpresa si scopre l’esistenza di un altro specchio lacustre di minore grandezza: il Czarny Staw, ma collocato più in alto (SE) di 350 metri, facilmente raggiungibile con un sentiero che parte dal rifugio lungo le sponde orientali del lago. Numerosa è la presenza, nel lago più grande, di pesci d’acqua dolce come le trote; da cui la vecchia denominazione del bacino (Rybie Jezioro, cioè Lago dei Pesci). MORSKYE OKO significa “Occhio di Mare” e deriva da un’antica leggenda secondo cui il lago era direttamente collegato da un passaggio sotterraneo con il mare. Nel rifugio, sulla riva del lago, è possibile ristorarsi con una calda e squisita minestra (la golonka) e un buon tè bollente, oppure riposarsi all’ombra del suo panoramico porticato in legno. Il ritorno avviene lungo la stessa via fatta per la salita.

Scrutando verso S si riconosce la caratteristica cuspide piramidale in granito del Mnich (il Monaco, 2069 m). Anche una leggenda aleggia tra queste montagne; il suo segno è presente un po’ ovunque, negli oggetti d’uso quotidiano, così come negli arnesi e gli utensili in legno o nei tipici costumi locali. Questi ambienti un tempo offrivano (tra XVII e XVIII secolo) sicuro rifugio alle numerose bande di briganti. Uno tra i più famosi di questi è, a tutt’oggi ancora conosciuto in tutti i Tatra, JANOSIK (una specie di Robin Hood delle montagne) che, per vendicare le ingiustizie e le angherie subite dalla sua famiglia, rubava i ricchi e nobili mercanti che per questi sentieri transitavano, per regalare tutto alle popolazioni locali più disagiate. Amato e protetto dai poveri, emarginati, sbandati, contadini e oppressi fu tradito, condannato e giustiziato dai soldati austriaci nel 1713. A lui, e agli esponenti della sua banda, da tutti conosciuta come i “Bravi ragazzi della Montagna”, sono dedicate antiche romanze, tipici canti popolari della tradizione polacca ed anche alcuni sentieri che attraversano le montagne. Ovunque, in giro, tra le botteghe di souvenir e dei prodotti di artigianato tipico locale, è possibile trovare (e acquistare) una sorta di bastone intagliato che nella parte alta termina con una scure, la Valaska, indicata come l’arma incantata che nelle leggende rendeva forte e invincibile l’amato difensore del popolo, Janosik. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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