Rilski Monastir, Рилски Манастир (BULGARIA): dai tre “Regni dell’Oltretomba”, un luogo di culto che ci riporta indietro nel tempo

C’è un luogo in Bulgaria, nel cuore dei monti Rila a meno di 150 km dalla capitale Sofia, che accoglie una tra le strutture religiose – per fascino, bellezza, storia, arte, religione – più incredibili al mondo: il Monastero di RILA (Rilski Monastir). Immerso tra le montagne è un luogo suggestivo e di rara bellezza. Un posto veramente particolare, che sorge risalendo la valle fino al suo termine ove non ci si aspetterebbe mai di trovare una simile costruzione. Incastonato alla fine di una valle, in un posto magico dove regnano la quiete e la più assoluta tranquillità, compare questo spettacolare edificio sacro con i suoi profumi e i suoi colori ove si resta veramente incantati dalla bellezza e dal senso di pace interiore che si respira in questo luogo. il posto è molto bello e dagli inizi degli anni ’80 è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Stiamo parlando, naturalmente, dello spettacolare monastero “fortificato” di Rila un piccolo gioiello incastonato tra le montagne; un’oasi di pace e serenità in una posizione suggestiva circondata da boschi e piccoli corsi torrentizi, incastonato in una valle del Parco Naturale dei Monti Rila a 1147 metri d’altezza. Dall’esterno non si avverte la benché minima sensazione di quanto sia grande e di cosa riservi all’interno. Il monastero venne fondato nel X secolo dall’eremita San Giovanni di Rila (Ivan Rilski), che scelse di vivere in ascesi all’interno di una grotta non lontana dall’attuale sito. Inizialmente costruito dai suoi discepoli, il complesso crebbe nei secoli grazie alle donazioni dei sovrani bulgari. Sebbene la comunità sia attiva da oltre mille anni, gran parte degli edifici residenziali che vedi oggi risale alla metà del XIX secolo. Un devastante incendio distrusse la struttura nel 1833, e la ricostruzione successiva diede vita a uno dei massimi capolavori del Risorgimento nazionale bulgaro. Un’autentica atmosfera di pace, immersi nella natura circostante e avvolti dalla bellezza dell’arte, aleggia tutt’intorno. Vista da fuori, non sembra affatto che la struttura – con alte e possenti mura in pietra levigate – possa ospitare, al suo interno, un gioiello di così rara bellezza.

Esternamente il monastero si presenta come una fortezza impenetrabile dalle alte mura in pietra. Una volta varcati i cancelli d’ingresso (la Porta Duplica o la Porta Samokov), si accede a un enorme cortile interno di 8.800 mq caratterizzato da eleganti loggiati in bianco e nero e archi mozzafiato. Entrando dalla porta centrale, a prima vista si rimane a bocca aperta; nel centro si erge, in tutta la sua monumentale bellezza architettonica, la chiesa contornata dal un porticato a dir poco stupefacente, tutto affrescato. Quando si entra dalla porta principale si accede nello spiazzo interno al cui centro si erge – in tutta la sua spettacolarità – la massiccia mole del Monastero, caratterizzata dalla pavimentazione in basoli irregolari e dalla volta a botte tutta dipinta, la cui vista lascia, letteralmente, a bocca aperta. Una cortina di piani, ballatoi, supportici, verande gazebo, tutti realizzati in pietra e legno e tutti sovrapposti secondo un preciso ordine geometrico, avvolto da archi, colonne e balconate, racchiude uno spazio interno ampio come una piazza. Al centro di questo enorme spazio compare. Proprio al centro di questo enorme patio compare la spettacolare Chiesa della Natività della Vergine. Situata nel bel mezzo del cortile, risalta subito agli occhi il suo celebre e spettacolare (interamente affrescato) porticato esterno; qui ogni centimetro quadrato è stato – durante il corso dei secoli – completamente dipinto e rivestito dagli spettacolari affreschi dai colori vividi che raffigurano l’intero ciclo delle scene del “vecchio” e “nuovo” Testamento, oltre a figure di santi e prelati locali. I dipinti, realizzati dai migliori maestri dell’epoca (tra cui Zahari Zograf), illustrano scene bibliche, angeli e dettagliatissime rappresentazioni di demoni e dell’inferno. Al suo interno è custodita l’iconostasi in legno dorato più grande del paese e le reliquie del Santo fondatore. Siamo al cospetto del più grande e celebre monastero di tutta la Bulgaria; esso giace nel fondo di una valle caratterizzata da copiose foreste, corsi d’acqua e imponenti montagne: un luogo che restituisce sensazioni di fascino e mistero.

Vuole la tradizione che intorno agli inizi del X secolo, un giovane nobile si sia trasferito tra questi monti per darsi all’eremitaggio e che fu poi seguito da altri discepoli insieme ai quali, qualche anno più tardi, fondarono il primo nucleo di questo monastero. L’originario edificio di questo monastero ortodosso vide la nascita nel 927 ad opera dell’eremita Ivan Rilski, capo di una colonia di monaci. Successivamente fu poi spostato nel 1335, distrutto e saccheggiato dagli ottomani, successivamente devastato da un incendio fu restaurato – e completamente ricostruito – nel XIX secolo, periodo al quale risalgono le imponenti cupole, gli affreschi che ricoprono l’esterno della chiesa, le balconate e gli eleganti archi. Durante i cinque secoli di dominazione turca è stato custode della cultura bulgara e sostegno spirituale per il popolo. Ricostruito grazie anche alle tantissime donazioni giunte da tutte le popolazioni dei Balcani, dal 1983 è Patrimonio dell’Unesco. Costituito da un corpo centrale, la Chiesa dedicata alla Natività, costruita tra 1884 e 1887, fu abbondantemente arricchita di affreschi (restaurati, durante il corso del tempo, con eccessivo sfarzo di forme e colori rendendo quasi innaturale ogni piccolo dettaglio) dai diversi pittori che si sono succeduti nel corso degli anni, tra cui Zograf. Una gigantesca esplosione di colori che esaltano la tradizione dei popoli balcanici, la loro storia e le tipiche architetture. È un luogo non luogo fuori da ogni possibile immaginazione. La sua storia è lunga e ricca. Negli affreschi della chiesa compaiono le rappresentazioni di Dio Padre e dell’inferno, cosa molto insolita. In tutto il monastero regna la pace. Un ampio cortile immette su quella che può considerarsi la piazza ed intorno alla quale si sviluppa tutto il monastero.

Ogni singolo centimetro quadrato del porticato di facciata, le sue volte dalle imperfette geometrie e le pareti che compongono la parte esterna del nucleo centrale del Santuario, sono affrescate con scene che si rifanno a santi di matrice iconoclasta, a passi/episodi della Bibbia (Nuovo e Vecchio Testamento), alla discesa degli inferi sulla terra, alla potenza del Dio onnipotente e all’alternanza di scene che si alternano/rincorrono fra i Bene e il Male. All’interno casca giù, in tutta la sua imponenza, un gigantesco lampadario circolare in ottone che sembra quasi sfiorare le nostre teste; di fronte l’altare maggiore tutto dorato a forme di icone con figure di Cristo e Santi, gli affreschi invece sono tutti affumicati tranne le due cappelle laterali a destra e sinistra. L’interno del Santuario è la magnificenza assoluta del culto di matrice ortodossa. Accanto alla chiesa s’impenna la Torre di Hrelyo; esso è l’edificio più antico del complesso, l’unico sopravvissuto all’incendio del 1833. Alta 23 metri, la torre di difesa in pietra fu eretta nel 1335 dal signore locale Hrelyo e domina ancora oggi il cortile accanto alla chiesa; in cima c’è una piccola cappella finemente decorata. Durante il corso dei secoli il Santuario ha raccolto un numero sempre più elevato di monaci (fino a settecento), diventando anche un importante e significativo luogo per lo studio ed il mantenimento delle tradizioni religiose bulgare (in particolare durante la dominazione turca); mentre oggi la popolazione residente non conta più di 11 persone tra cui 6 monaci e restanti addetti ai servizi per il mantenimento dello stesso. Di particolare rilievo la chiesa dedicata alla natività della Vergine, dov’è conservata un’icona considerata sacra; e dove tutto è affrescato con scene della vita della Vergine, di Santi e scene bibliche. Intorno alla chiesa gira un alto muro con balconate che si sovrappongono sorrette da archi che scaricano tutta la forza statica dell’imponente struttura.

L’occhio corre fugace alla scoperta delle figure più incredibili da immortalare in uno scatto fotografico; è possibile avere una collezione di immagini, tutte a carattere sacro, di come sono suddivisi gli spazi all’interno e di come l’incredibile ciclo pittorico delle pareti interne restituiscano mistiche sensazioni fuori dal tempo. All’esterno del Santuario ci sono: un Museo (collezione di oggetti sacri, come le bibbie e con il famoso Codice di Rila); la leggendaria Croce di Rafail, una croce in legno millimetrica scolpita dal monaco Rafail utilizzando solo una lente d’ingrandimento e un ago contenente ben 104 scene religiose e 650 miniature di figure umane, le armi dei 40 soldati di guardia, le 5 chiavi del tesoro, le storiche opere dei monaci, senza contare i numerosi oggetti e paramenti sacri per le funzioni religiose. La Torre Hreliova del 1335, alta 23 m, è l’unica parte originale di tutto il Monastero. L’antica cucina (Magernitsa) del 1816 che, con un camino di 22 m sviluppato su più piani, riusciva a preparare, in giganteschi calderoni, contemporaneamente enormi quantità di cibo per sfamare le migliaia di pellegrini che giungevano al Monastero. Qui Ogni giorno un gran numero di persone (provenienti anche da Romania, Grecia, Turchia, Polonia, Ungheria) visitano questo monastero, non tanto per turismo ma per testimoniare tutto il senso della loro profonda spiritualità e devozione verso questo luogo sacro. Se si è in Bulgaria, a meno di 150 km dalla capitale, nel cuore del Parco Naturale dei monti Rila, non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire una visita a questo gioiello di arte, storia, tradizioni popolari, natura, fede e cultura perché siamo convinti che chiunque giunga fin quassù, oltre a ritemprarsi nello spirito e nel corpo, ritornerà ai luoghi d’origine consapevole di aver vissuto un’esperienza davvero fuori dal comune. (testo Andrea Perciato; foto Maria Rita Liliano & A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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