ACQUARIO di Genova: 20000 leghe tra cielo, terra, traffico negli abissi e dintorni…!

È indescrivibile lo stupore, la meraviglia, l’incredulità di trovarsi a camminare in gallerie d’acqua circondati da squali curiosi, foche giocherellone, delfini acrobati e tutto ciò che le multicromatiche creature marine, tutto il mondo che ruota intorno all’acqua, sia dal cielo, sia in superficie che nel sottofondo… riescono a trasmettere a chi giunge – per la prima volta – in visita all’ACQUARIO MARINO di GENOVA, presso il molo antico della stessa città. I profumi del mare, le cromie viventi e i suoni provenienti dall’abisso poi… sono la più bella colonna sonora che la natura riesca ad offrire… Visitare l’Acquario di Genova è come immergersi in un viaggio attraverso i mari del mondo. Essendo la struttura più grande d’Europa per numero di ecosistemi, l’itinerario segue un percorso obbligato che si snoda tra la struttura storica e il più recente Padiglione Cetacei. Si punta verso il Pianeta Blu e la Grotta delle Murene; qui il percorso comincia con una spettacolare proiezione immersiva che subito conduce nella zona dedicata al Mar Mediterraneo. Qui la protagonista principale è la “Grotta delle Murene”, un’enorme vasca cilindrica alta oltre 6 metri dove questi animali nuotano tra gli scogli. Segue poi la Laguna delle Sirene, mentre più avanti s’incontra la zona dei “Lamantini”, rari mammiferi acquatici erbivori che hanno dato origine al mito delle sirene.

L’Acquario di Genova è una delle poche strutture in Europa che non solo lo ospita, ma che riesce anche a farli riprodurre. Ecco la Baia degli Squali; e qui si entra nel vivo adrenalinico del predatore dei mari. La vasca degli squali ospita diverse specie, tra cui lo “squalo grigio” e lo “squalo nutrice” ed è – praticamente – un privilegiato punto di osservazione per poter ammirare questi predatori da diverse angolazioni. Ma le meraviglie non si esauriscono solo con la visita all’acquario ed a tutte le straordinarie creature che lo popolano… appena adiacente una gigantesca cupola trasparente accoglie tutto ciò che identifica e rende viva una foresta sul mare tra uccelli dallo splendore (e dal canto) unico e piante tropicali che si nutrono dell’acqua. Nelle adiacenze dell’Acquario un galeone offre la visione della vita per mare al tempo dei pirati; mentre spostandoci di appena una darsena siamo alla Galata, il Museo del Mare, cinque piani di antichi magazzini portuali risalenti al ‘500 in cui sono raccolti elementi, immagini, ricostruzioni di vita, commercio, trasporti, migranti, esplorazioni (c’è la tenda/canotto del naufragio oceanico del noto esploratore italiano Ambrogio Fogar nel 1978…) su tutto ciò che è il pianeta mare!  Con l’obbligo di indossare un casco siamo invitati ad entrare nelle viscere dell’elemento blu a bordo del “mitico” sommergibile Nazario Sauro qui ancorato.

Alla prima stretta rampa di scale ecco apparire un mondo che avevamo sempre immaginato (tra letteratura e cinematografia) fin da bambini sul come avveniva la vita tra gli abissi: strette cabine, cuccette ridotte al minimo, spazi asfissianti, periscopi, sala comando, quadrato ufficiali, servizi appena ricavati laddove è stato possibile, siluri e relative bocche di fuoco… tutto avvolto in un affascinante mistero verniano che ci riporta al Capitano Nemo e le 20000 leghe sotto i mari! L’Isola delle Foche e il Regno dei Ghiacci rendono più morbida la visita osservando le foche comuni. Subito dopo, si entra nell’area dedicata all’Antartide (unica in Italia), dove sono possibili ammirare i “Pinguini di Magellano” e i “Pinguini Gentoo” nel loro habitat refrigerato. Il Padiglione dei Cetacei (con la presenza dei delfini), progettato dal noto architetto Renzo Piano, è l’autentico cuore pulsante i tutto l’Acquario. Grazie a quattro vasche a cielo aperto, sono possibili ammirare i *tursiopi* (famiglia dei delfini) sia dall’alto, come se davvero si stesse affacciati dal ponte di una nave, sia da una prospettiva subacquea attraverso un tunnel vetrato tale da permettere una visuale davvero mozzafiato. C’è il Padiglione della Biodiversità e la Vasca Tattile quest’ultimo collocato all’interno della “Nave Italia“, da cui ha inizio un percorso che diventa interattivo.

Nella “Vasca Tattile” è possibile (con le dovute cautele e seguendo scrupolosamente le regole) accarezzare le razze; la “Foresta Tropicale” un’area dedicata a rettili, anfibi e uccelli esotici; la “Barriera Corallina” infine offre un’esplosione di colori con pesci pagliaccio, anemoni e una quantità di coralli vivi. Una passeggiata agli antichi magazzini del cotone (quelli della leggendaria storia che ha dato origine – oltre oceano – alla nascita del più popolare capo d’abbigliamento: i blue jeans) ci porta a far conoscere la tentacolare e avveniristica struttura (il “Bigo”) realizzata dall’architetto Renzo Piano. Questa struttura fu donata (nel 1992) alla “Superba” città della Lanterna in occasione delle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della scoperta delle Americhe ad opera di Cristoforo Colombo. Qui, un “Bigo” che ricorda le antiche gru portuali per il carico/scarico delle merci dalle navi conduce viaggiatori, visitatori e appassionati a 40 metri d’altezza facendo scoprire le bellezze, con una visuale a “volo d’uccello”, sui tetti dei quartieri, dei campanili e delle torri appena prospicienti la marina e l’area dell’antico porto.

Il Museo Nazionale dell’Antartide mi coinvolge pienamente (per la mia smisurata passione per i “Poli” e, in particolare, per il continente antartico), luogo di cui ho approfondito la conoscenza attraverso una letteratura dedicata (fonti e archivi biblio/fotografici) per le mi ricerche in seguito alla mia intervista con l’alpinista/esploratore Reinhold Messner quando fece ritorno dalla sua traversata al Polo Sud; documentazioni utili per le mie presentazioni su tutto ciò che può essere utile alla conoscenza del continente di ghiaccio; indossando le pesanti giacche dei ricercatori alla base italiana dell’Antartide, scoprendo storie già vissute per aver divorato letteratura sull’argomento (le spedizioni di Scott e Amundsen al Polo Sud) , posso dire di essermi veramente… trovato a casa! Si ritorna nuovamente al porto, ammirando quelle che erano le antiche strutture murarie della vecchia sistemazione con blocchi in pietra e anelli per l’ancoraggio di navi. L’itinerario alla scoperta e conoscenza dell’Acquario di Genova, ha il suo termine vicino alla “Biosfera” e al “Bigo”, situati proprio nel luogo di quello che fu il Porto Antico. Che altro aggiungere se non invitare tutti, ma proprio tutti a venire a visitare l’acquario sicura-mente più bello del mar Mediterraneo; non è un parco giochi, e neanche un luogo di intrattenimento; qui si fa la conoscenza (e si viene direttamente coinvolti) del mare e tutto ciò che lo rende vivo in ogni sua forma. Per distogliere – infine – un pò l’interesse dal mare, consigliamo di puntare nell’immediato centro storico adiacente il porto; qui tra gli strettissimi vicoli (meglio conosciuti come) dei “carrugi” s’impenna lo splendido campanile della Cattedrale dedita al culto di San Lorenzo. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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