Studiare è una cosa meravigliosa, la storia – soprattutto – è un qualcosa che ti coinvolge… ma è quando ti trovi al centro di essa che si diventa protagonisti assoluti di eventi che hanno lasciato il segno per sempre, e qui – su questa immensa spiaggia di DUNKIRK dai bassi fondali – sono state scritte alcune delle più sanguinose pagine della II Guerra Mondiale ed è avvenuta una tra le più imponenti operazioni di salvataggio (coinvolgendo anche civili) per strappare alla morte migliaia di giovani vite; praticamente, tutto l’esercito inglese!
Dunkerque/Dunlirk è quella lunghissima spiaggia di bianca e finissima sabbia (molto più sottile della farina!) che affaccia sul Canale della Manica ad un centinaio di km dalle coste inglesi. Camminarci sopra fa quasi paura e di certo bisogna stare attenti alle maree che qui non scherzano prima di avventurarsi troppo in profondità e prima di restare sorpresi dall’alzarsi delle acque. Camminare in questo scenario è un’esperienza entusiasmante, la vastità del posto il susseguirsi impetuoso di nuvole e cielo azzurro sono da non perdere.
Molto toccante e a pochi passi dal luogo dove tutto è accaduto. Consiglio di fare anche una passeggiata sulle spiagge che sono state il vero teatro della storia. L’operazione Dynamo ha segnato davvero le sorti della seconda guerra mondiale. Qui, nella primavera del 1940, quando la guerra infuriava nel cuore dell’Europa, l’esercito britannico e parte di quello francese si trovavano in una situazione disperata. Migliaia di uomini circondati: davanti a loro l’esercito di Hitler, dietro il mare del Canale della Manica.
Mentre per i francesi la guerra era già persa per la maggior parte dei soldati britannici la situazione era diversa. in quel momento, erano bloccati in Francia. Il 21 maggio gli anglo-francesi si accorsero di essere circondati. Il 26 maggio i tedeschi ricominciarono ad attaccare con carri armati, fanteria e aerei. La sera del giorno prima il governo britannico aveva preso la sua decisione: una gigantesca operazione di soccorso via mare; l’esercito britannico in Francia sarebbe stato evacuato via mare.
L’operazione venne chiamata “Dynamo” e fin dal primo momento tutti i partecipanti si resero conto che sarebbe stata un’operazione ai limiti dell’impossibile. Una volta arrivate al porto francese di Dunkerque, Dunkirk in inglese, le navi avrebbero dovuto avvicinarsi ai due lunghi moli frangiflutti che dal porto si allungavano verso il mare per più di un chilometro. E avrebbero dovuto caricare i soldati in attesa, pigiati gli uni sugli altri gomito a gomito lungo i moli, per poi ripartire.
Sulle spiagge, in quel momento, c’erano 400 mila soldati in attesa di essere portati in salvo: chi sarebbe rimasto sarebbe stato catturato o ucciso. Il 27 maggio, meno di 8 mila soldati vennero imbarcati. Le operazioni dovevano essere accelerate e venne dato ordine di iniziare a imbarcare gli uomini anche lungo le spiagge: squadre della marina furono mandate a requisire migliaia di piccole imbarcazioni civili e un appello fu lanciato a tutti i proprietari di barche del sud dell’Inghilterra perché corressero in soccorso all’esercito intrappolato.
Il giorno dopo centinaia di piccole imbarcazioni civili, a volte guidate dai loro proprietari, si affiancarono ai cacciatorpediniere della marina nelle operazioni di salvataggio. Il 28 maggio, quando appena 25 mila soldati erano stati evacuati, l’esercito belga – alleato dei britannici – si arrese. Il 29 maggio gli evacuati salirono a 45 mila, mentre i tedeschi riuscirono ad affondare 19 navi britanniche e francesi. Grazie agli sforzi dei francesi via terra, degli aerei in cielo e dei marinai e dei civili in mare, nei tre giorni cruciali dell’operazione furono messi in salvo almeno altri 120mila soldati.
Dal 2 giugno effettuare evacuazioni di giorno divenne impossibile, tanto i tedeschi erano arrivati vicino alle spiagge. Gli ultimi quattromila soldati britannici vennero messi in salvo la notte del 3-4 giugno. La mattina dopo, 40 mila soldati francesi che avevano difeso accanitamente Dunkerque si arresero ai tedeschi. In tutto, nel corso di nove giorni di operazioni, 338 mila soldati furono portati in salvo, circa 240 mila britannici e altri 100 mila francesi.
Furono affondate più di duecento imbarcazioni, tra cui decine di piccole barche di privati. L’esercito britannico si salvò ma dovette lasciare in Francia tutto il suo equipaggiamento. Lungo la strada seguita dall’esercito britannico in ritirata fino alle spiagge di Dunkerque, i tedeschi trovarono 2.400 cannoni, 20 mila motociclette, 65 mila veicoli di altro tipo, 75 mila tonnellate di munizioni e 147 mila di carburante.
L’Operazione “Dynamo” si conclude con il discorso che il primo ministro britannico Winston Churchill fece al Parlamento al termine delle operazioni di soccorso: è il discorso divenuto famoso come “We shall fight on the beaches”, “li combatteremo sulle spiagge”. Quel giorno Churchill riconobbe che quella che era avvenuta era una fuga in seguito a una sconfitta: ma fece capire che il Regno Unito non aveva intenzione di arrendersi e che avrebbe continuato a combattere i tedeschi fino alla fine del regime nazista.
“Andremo avanti fino alla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, combatteremo in aria con crescente forza e sicurezza, combatteremo in difesa della nostra isola, qualunque sarà il prezzo che dovremo pagare. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sulle teste di sbarco, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline. E non ci arrenderemo mai…!” (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
