Uno tra i luoghi più suggestivi d’Irlanda, un iconico posto che incanta per la bellezza del suo fascino bucolico che emerge – prepotentemente – da un paesaggio che, al succedersi delle stagioni, riesce ad esprimere la sublimazione di una natura aspra e selvaggia che regala paesaggi la cui bellezza, e le suggestioni che riesce ad offrire, si perdono attraverso lo scorrere del tempo. Specchi lacustri, torbiere color verde oro, folti boschetti di querce, pinete e betulle, ampie distese d’erica, cespugli di rododendri che esplodono in mille chiazze rosate, la brughiera color ruggine che si perde tra le nuvole basse, è questa… la cornice paesaggistica in cui sorgono gli spettrali ruderi della DUNLEWEY Church; una sorta della nostrana San Galgano nell’isola dello “Shamrock” simbolo culturale del trifoglio legato al culto di San Patrizio. L’atmosfera che la circonda sembra mettere i brividi, tale da risultare particolarmente tenebrosa soprattutto se le condizioni meteo volgono al peggio con nubi cariche di pioggia e inquietanti temporali.
Un lago, diviso in due distinte parti (Nacung Upper) a valle e (Dunlewy) a monte che serpeggia attraverso rilievi montuosi dominati dalla singolare mole del monte Errigal, la cima più alta del Donegal, definita dai locali come “Ireland’s most iconic mountain” ovvero “la montagna più iconica d’Irlanda”. Uno scenario paesaggistico che cattura i sensi fin dal primo sguardo; qui, alla testa del lago, la pista degrada leggermente in basso verso destra – lungo un pianoro rialzato – ove sorgono le rovine solitarie della “Old DUNLEWEY Church“, una pittoresca chiesa costruita in marmo locale, incastrata in una cornice paesaggistica fuori dal tempo, proprio ai piedi del monte Errigal, in una posizione che domina la valle; al cancelletto d’ingresso entriamo – quasi in punta di piedi – andando alla scoperta della storia di questo luogo; un posto dal fascino tenebroso che trasmette sensazioni di mistero e stupore. se poi sulla testa della torre campanaria volteggiano i corvi che, spesso, si annidano anche al suo interno, allora la leggenda che caratterizza questa vallata merita di essere scoperta e vissuta!
La sua storia ci narra di un forte legame d’amore che ha portato qui – in queste terre – i coniugi Jane Smith e suo marito James Russel, un ricco commerciante di luppolo (fondamentale ingrediente per la produzione di birra!) e proprietario locale. Coi soldi guadagnati decidono di acquistare il terreno ove ora giace la chiesa. Purtroppo il 2 settembre 1848 James morì e, straziata dal dolore, la sua vedova decise di far erigere questa chiesa come monumento all’amore per il marito scomparso che, a tutt’oggi, è lì sepolto in una volta sotto il pavimento della stessa. La chiesa fu consacrata il 1° settembre 1853, costruita in marmo bianco estratto dalle vicine montagne e da quarzite blu, così come i mattoni rossi degli archi prodotti localmente. Col passare del tempo la chiesa fu gradualmente abbandonata e – andando in disuso – nel 1955 fu successivamente privata del tetto e degli arredi cadendo definitivamente in rovina. Sulla testa della torre campanaria se volteggiano i corvi che si annidano anche al suo interno, allora la leggenda che caratterizza questa vallata merita di essere scoperta e vissuta!
La terrazza prativa da cui si erge, viene spesso sferzata dalle raffiche di vento che, muovendo gli steli dell’erba prativa e le felci che cingono lapidi e antiche sepolture nel perimetro adiacente la chiesetta, producono suoni misteriosi; forse in tanti vedono in questo luogo solo quattro pietre sparse, ma per quelle che sono le prime impressioni questo è, sicuramente, uno dei posti più spirituali ed emozionanti in cui si cammina. I ruderi di questa minuscola chiesa, resistono alla prova del tempo e degli elementi da oltre 150 anni. La presenza di questa vecchia chiesa oggi rimane una testimonianza dello spirito resiliente di coloro che vollero la sua costruzione, la famiglia e le maestranze che eressero questa semplice struttura utilizzando marmo locale e mattoni rossi. Della chiesa rimane oggi soltanto un guscio vuoto che – da qualsiasi punto lo si scorge – appare così magnetico tale da attrarre su di sé occhi e obiettivi fotografici sempre alla ricerca del suo fascino arcano.
Testimone silenziosa dello scorrere del tempo, le sue mura a cielo aperto, l’assenza tetto resistono da tempo agli implacabili venti irlandesi. Nonostante ciò, la chiesa rimane un luogo di estrema bellezza, che sorge in un luogo di serena contemplazione; le sue linee semplici, sobrie e risolutive ricordano la semplice fede dei suoi costruttori. L’atmosfera che la circonda sembra mettere i brividi, tale da risultare particolarmente tenebrosa soprattutto se le condizioni meteo volgono al peggio; se poi sulla testa della torre volteggiano i corvi che, allora la leggenda che caratterizza questa vallata merita di essere scoperta e vissuta! Escursionisti o semplici amanti della natura, backpacker, fotografi o artisti, tutti sono attratti dalla inquietante bellezza di questo luogo. Qualunque sensazione o curiosità che possa attrarre nel venire fin quaggiù, i ruderi della vecchia Chiesa di Dunlewey, in Irlanda, sono una destinazione imperdibile. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
