Siamo in Polonia nei territori del Tatrzanskiego Parku Narodowego, il Parco Nazionale dei monti TATRA. Qui si estende un immenso oceano di verde si perde all’infinito con numerose ondulazioni di campi coltivati (a frumento) che sembrano variopinti tappeti distesi al sole; da questo oceano, si alzano copiose foreste di betulle, pinete e abetaie. Le case sembrano tutte uguali, coi loro tetti inclinati e tutte costruite in legno, erette su solide basi di muratura in pietra a secco. Le abetaie sono il principale aspetto che colpisce chi si avvicina per la prima volta ai monti Tatra, avvertendo la maestosità di cime aspre e arcigne, coronate dal silenzio dei boschi, dal suono delle acque di ruscelli e delle pianure di fondovalle. Questi ambienti un tempo offrivano (tra XVII e XVIII secolo) sicuro rifugio alle numerose bande di briganti, tra cui – il più famoso di tutti – JANOSIK.
Uno tra i più famosi di questi è, a tutt’oggi, ancora conosciuto in tutti i Tatra, JANOSIK (una sorta di Robin Hood delle montagne carpatiche) che, per vendicare le ingiustizie e le angherie subite dalla sua famiglia, rubava i ricchi e nobili mercanti che per questi sentieri transitavano, per regalare tutto alle popolazioni locali più disagiate. Amato e protetto dai poveri, emarginati, sbandati, contadini e oppressi fu tradito, condannato e giustiziato dai soldati austriaci nel 1713. A lui, e agli esponenti della sua banda, da tutti conosciuta come i “Bravi ragazzi della Montagna”, sono dedicate antiche romanze, tipici canti popolari della tradizione polacca ed anche alcuni sentieri che attraversano queste montagne.
Camminando attraverso la valle KOSCIELISKA è possibile ascoltare i fischi delle marmotte o vedere il volo delle aquile; una buona cartellonistica segnalata anche la presenza dell’orso. Un vocabolo che ricorre spesso nella descrizione dei luoghi è “Dolina”, che in polacco significa valle, pianura; mentre rifugio, invece, si indica come “schronisko”. Nei pressi del villaggio di KIRY c’è l’ingresso che consente di accedere in questa bellissima valle; qua e là sono sparse le tipiche case in legno coi tetti spioventi, abitazioni di montanari che sorgono su un pianoro solcato dalle acque del ruscello Koscieliski Potok; un capanno gestito dai guardia parco funge addirittura da biglietteria e negozio di souvenir. La Dolina Koscieliska si estende per circa 9 km e va a chiudersi fin sotto alle pendici di una delle principali creste dei Tatra: il monte Bistra (2248 m).
Dopo circa 2 km di full-immersion attraverso una natura incontaminata, si giunge nei pressi (Zahradziska) di un primo ponte in legno ove un cartello indica, a sinistra, un sentiero che sale alle vecchie miniere in disuso. Continuando attraverso boschi ombrosi, l’escursionista avverte la presenza delle antiche tradizioni minerarie che risalgono al XVI secolo; alla destra del percorso compare un’edicola votiva in pietra, con tetto spiovente in legno, dedicata alla Madonna; ben visibili sono i simboli dell’attività mineraria da sempre presenti in questa zona. Anticamente, qui, i minatori prima di recarsi al lavoro, sostavano per una preghiera; mentre gli escursionisti che oggi conoscono questa antica tradizione, usano ripetere l’antico gesto devozionale: e cioè, dopo la preghiera, offrono in dono monete lanciandole con le spalle rivolte alla grata dell’edicola, esprimendo così desideri in protezioni e fioretti. Dopo mezzo chilometro si attraversa una stretta gola le cui pareti, in granito e calcare, sembrano quasi toccarsi.
Ancora un chilometro e la gola – poco alla volta – comincia ad aprirsi; qui fanno la loro comparsa una serie di ponti realizzati in legno, mentre lungo gli argini del fiume s’aprono marmitte, sifoni e cavità ipogeiche che danno origine a numerose sorgenti naturali; diversi cartelli indicano la presenza dell’orso bruno che qui staziona spesso. Finalmente si giunge allo Schronisko Ornak (1094 m), nei cui pressi c’è una stazione meteo. Alla sinistra del rifugio parte la traccia di un sentiero che dopo un chilometro e mezzo, attraverso una copiosa abetaia, raggiunge il laghetto Smreczynski Staw (1226 m). L’intera valle è avvolta dai racconti di antiche leggende che parlano di un tesoro custodito in uno dei suoi angoli più nascosti, forse una caverna o una miniera… ma noi – più che rincorrere le indicazioni di una leggenda – preferiamo godere della bellezza e dei silenzi di queste montagne che si riflettono nel sottostante specchio lacustre; tutto il resto… è pace e armonia! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
