Questo spettacolare itinerario attraversa il cuore storico e geografico di Atene, collegando i due punti panoramici più iconici della città e passando per il culmine della Grecia classica. Si tratta di una camminata di circa 4 chilometri con una pendenza considerevole in salita sia all’inizio che alla fine, per un tempo effettivo di cammino di circa 2 ora e 30 minuti, escluse – come prevedibile – le indispensabili e lunghe soste per visitare i luoghi d’interesse più importanti.
L’itinerario ha inizio dalla cima della Collina di FILOPAPPO, da cui si ergono (ciò che resta) i ruderi del monumento di Filopappa, eretto nel II secolo d.C., mute pietra in marmo e calcare che svettano circondate da ampie macchie boschive di pini selvatici. Questo monumento celebra Gaio Giulio Antioco Epifane Filopappo, principe del regno di Commagene (odierna Turchia), che fu console romano e cittadino ateniese.
Realizzato in marmo (poroso) e calcare bianco, il monumento presenta una facciata decorata con bassorilievi che mostrano Filopappo su un carro trionfale ed altre nicchie minori. La collina che s’apre con vedute paesaggistiche a 360° su Atene, dalla costa ai rilievi dell’interno, offre uno dei migliori punti panoramici sulla capitale ellenica e la possibilità di poter ammirare da vicino l’Acropoli e il Partenone. L’accesso, che avviene lungo sentieri ben attrezzati, è libero ed è sempre aperto.
Raggiungere la cima della collina di Filopappo è – in assoluto – il miglior punto per ammirare Atene e il suo circondario e per fotografare, in tutta la sua magnificenza, la collina dell’Acropoli frontalmente. Un breve giro per esplorare i dintorni e si scende in direzione dell’Acropoli lungo i suggestivi sentieri, lastricati in pietra, progettati dal famoso architetto Dimitris Pikionis. Durante la discesa, si passa nelle vicinanze della cosiddetta Prigione di Socrate (anfratto nella roccia calcarea) e alla chiesetta bizantina di Agios Dimitrios Loumbardiaris.
Una volta completata la discesa dalla collina, e raggiunti una lieve spianata, ci si ritrova sulla splendida via pedonale Dionysiou Areopagitou, una delle passeggiate archeologiche più belle del mondo. Una breve deviazione consente di raggiungere l’ingresso principale che immette nel sito archeologico dell’ACROPOLI, da cui – una volta varcati l’accesso – ha inizio un bel tratto che serpeggia attraverso i primi ruderi come il “Sentiero Peripatos” fino a raggiungere l’ingresso dei maestosi Propilei e accedere al pianoro dominato dal Partenone e dall’Eretteo.
E qui la meraviglia ha quasi un blocco emotivo! Dopo tanti anni, tra liceo e università, trascorsi a leggere e studiare (tra le pagine e le foto in bianco e nero, della splendida opera editoriale di Carlo Giulio Argan) le meravigliose bellezze architettoniche del PARTENONE e dell’Acropoli di Atene con tutte le loro principali peculiarità, eccoci ora che lo abbiamo proprio di fronte – a pochi metri – da noi, reso così incredibilmente tridimensionale ai nostri occhi in tutta la sua imponente maestosità.
Siamo sulla lunga spianata dell’Acropoli, migliaia di turisti (soprattutto quelli che sbarcano dalle navi di crociere “toccata&fuga”) creano un immenso brulichio intriso dall’intreccio di lingue e dialetti, di colori e bandierine multicromate determinanti il perpetuo cicalio di voci e imprecazioni che si rincorrono di colonna in colonna, dalle frotte di isolati e improbabili “influencer” dell’ultima ora che (come un’armata Brancaleone) cercano – in tutti i modi possibili e impensabili – di realizzare le loro rocambolesche dirette, rendendo questo luogo iconico un “suk”.
In tutta questa baraonda di fameliche orde dello “scatto perfetto” cerchiamo – con non poche difficoltà – di riuscire a trovare un “nostro spazio” (quasi un’oasi felice) ove poter organizzare al meglio la nostra visita in questo luogo unico al mondo. Così decidiamo di compiere la scoperta dell’Acropoli dal lato sx della facciata del Partenone. Ecco laggiù, a poche decine di metri, riflettere sotto la luce del sole, le splendide sculture marmoree dell’Eretteo: le leggendarie “Cariatidi” sculture femminili simili a colonne che sostengono l’architrave del tempio.
Eccoci incamminare lungo il colonnato del Partenone. Questa imponente costruzione fu realizzata tra il 447 e il 432 a.C. su progetto degli architetti Ictino e Callicrate, sotto la supervisione artistica dello scultore del tempo, Fidia. Interamente realizzato utilizzando un pregiato marmo, estratto dal vicino monte Pentelico, esso comprendeva 92 metope, un lungo fregio ionico interno di 160 metri e belle statue incastonate nei frontoni, dedicate ad Atena Parthenos. Tutta l’area subì gravi danni nel 1687 per un’esplosione durante l’assedio veneziano e saccheggi.
Il nostro viaggio alla scoperta e alla conoscenza delle meraviglie archeologiche di Atene continua costeggiando la rocca passando sulla roccia dell’Areopago (la collina degli antichi tribunali), che offre una bellissima vista sulla vicina Agorà. Scendendo dall’Acropoli dal lato nord-est, l’itinerario si immerge nei quartieri storici ai piedi della rocca. Camminando tra gli stretti vicoli che si alternano alle scalinate di Anafiotika, si entra nelle antiche atmosfere del minuscolo quartiere dalle case bianche e porte azzurre simili a quelle di un’isola delle Cicladi.
Plaka e Anafiotika sono i due quartieri storici più affascinanti e caratteristici nel cuore di Atene, situati ai piedi del versante NE della collina dell’Acropoli. Successivamente si proseguite scendendo verso il vivace e pittoresco quartiere di Plaka, attraversando – letteralmente – la storia. Qui l’atmosfera si vivacizza incrociando stretti vicoli e strade lastricate in cui s’aprono diverse caffetterie storiche (tra cui caffè letterari) e numerose botteghe di souvenir. Mantenendo sempre la direzione NE, c’è la piazza di Syntagma oppure si costeggiando i giardini nazionali.
La Plaka viene considerato il “Quartiere degli Dei”. Esso è la zona più antica, famosa e celebre di tutta Atene, caratterizzata da un intricato labirinto di stradine acciottolate su cui prospettano le facciate di splendidi edifici in stile neoclassico del XIX secolo. Zona molto vivace e frequentato a tutte le ore, ideale per passeggiare, fare acquisti o cenare all’aperto; al suo interno ci sono botteghe artigianali, negozi di souvenir, taverne greche con le tradizionali prelibatezze locali, il Monumento a Lisicrate, i resti dell’Agorà Romana e le suggestive chiese bizantine.
Il quartiere fu fondato a metà dell’Ottocento ad opera di muratori e artigiani originari dell’isola di Anafi (nelle Cicladi), che furono chiamati ad Atene da Re Ottone per costruire il Palazzo Reale. Per affrontare la nostalgia di casa, essi edificarono le loro abitazioni ricalcando l’architettura cicladica. Il quartiere è un’isola senza mare nel bel mezzo della città: casette cubiche rigorosamente bianche e blu, vicoli stretti e ripidi, scale fiorite e bouganville rampicanti; l’atmosfera qui è incredibilmente silenziosa, intima e rilassata rispetto al resto del centro.
Siamo così approdati nel cuore “elegante” della capitale ellenica: Kolonaki. Per raggiungerlo si attraversate la zona di Piazza Syntagma e, subito dopo, si entra nel quartiere di Kolonaki. Situata sulle pendici meridionali della collina del Licabetto, questa è una delle zone più eleganti di Atene, così ricca di boutique, gallerie d’arte e caffè alla moda; attraversare questo tratto urbano servirà per poter riprendere fiato prima prima di affrontare l’ultima grande ascesa. Camminando lungo via Aristippou o su via Loukianou si arriva fino ai piedi del colle.
Siamo così finalmente giunti alle pendici del colle del Licabetto, ove su giace la bianca Chiesa di San Giorgio. Licabetto è il punto più alto di Atene, e per poter raggiungere la vetta e visitare la pittoresca chiesetta bianca di San Giorgio Licabetto sono possibili due opzioni: a piedi, lungo un sentiero che serpeggia con diversi tornanti nel verde; una salita piuttosto ripida, ma che regala scorci sulla città; oppure la funicolare, all’incrocio tra via Aristippou e via Ploutarchou ove poter prendere la funicolare sotterranea che, in pochissimi minuti, porta in cima.
Dopo una buona mezz’ora di cammino eccoci finalmente giunti ai 277 metri della cima del Licabetto. Dalla sommità si gode di una vista panoramica a 360° che – letteralmente – abbraccia l’intera città di Atene, l’Acropoli e il Mar Egeo. La Cappella di San Giorgio è un piccolo edificio imbiancato a calce; la sua presenza quassù risale al XIX secolo (1870) e fu costruito sui resti di un precedente santuario di matrice bizantina. Secondo la leggenda mitologica, la collina fu creata dalla dea Atena, che fece cadere un grande masso che stava trasportando.
Ma l’altura di Licabetto non è soltanto chiesetta e paesaggi. Il luogo assume una speciale valenza soprattutto al tramonto che si profila oltre l’orizzonte, verso il Pireo. Come una sorta di “premio finale” per questa bella, intensa e coinvolgente escursione, dalla terrazza su cui s’affaccia la chiesa di San Giorgio la vista spazia per 360° su tutta la distesa di Atene e il bacino dell’Attica. Ma è appena al calar del sole che Atene regala la sua splendida magia con l’Acropoli che, al tramonto, si illumina e le cui luci rendono il Partenone una sorta di scrigno. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
