Una spettacolare passeggiata dalla vivace Piazzetta di Capri ai ruderi ove sorgeva il sontuoso Palazzo di Tiberio (o Villa Jovis) che s’affaccia su un paesaggio sospeso tra cielo e mare. Il percorso a piedi dalla Piazzetta di Capri (Piazza Umberto I) a Punta Tiberio (dove sorgono i resti di Villa Jovis e il leggendario “SALTO di TIBERIO”) è una delle passeggiate più celebri e spettacolari dell’isola. Si sviluppa interamente in salita verso la parte orientale dell’isola, allontanandosi gradualmente dal glamour del centro mondano per immergersi nella natura più incontaminata e nella storia di matrice imperiale.
Quello che si propone viene considerato – a ben ragione – il principale percorso turistico-escursionistico più conosciuto dell’isola; quello di primo impatto, dove il turista, appena giunto in Piazzetta, chiede di andare a visitare il “leggendario” Salto di Tiberio. La famosissima Piazzetta (cuore pulsante della Capri glamour), risulta essere il naturale punto d’incontro di tutte le stradine che collegano il paese alle varie zone dell’isola. Appena superati la Torre con l’Orologio, nella Piazzetta si entra passando sotto l’Arco del Campanile e, portandosi accanto al palazzo del Municipio, si esce su Via delle Botteghe.
Un agglomerato di curiosità, come una “casbah” densa di profumi e di colori, in cui è possibile incontrare vetrine maiolicate; traballanti mensole stracolme di oggetti; botteghe di profumi dalle aromatiche fragranze; tipiche cantine che espongono (e propongono) vini bianchi e rossi delicati, sempre freschi, dagli intensi profumi e dai sapori morbidi, asciutti e aromatici sapientemente aromatizzati con essenze di terra caprese: finocchio e mirto. Tipiche locande che si rifanno alla fusione di due civiltà (l’una contadina e l’altra marinara) così diverse e complementari tra salse e sughi dai condimenti tutti a base di pomodoro (la “chiummenzana”, la “aumm aumm” e la saporita “sciuè sciuè”).
Dalla Piazzetta (142 m), fulcro dell’intensa vita mondana dell’isola, si procede spostandosi gradualmente verso il caseggiato di CAPRI che si estende verso la parte orientale dell’isola. Superati il Municipio camminando in lieve ascesa attraverso vicoli silenziosi dove le pareti delle abitazioni sembrano quasi toccarsi, poco alla volta si lascia il chiassoso e mondano centro fino ad entrare in un paesaggio dominato dai muretti di recinzione in pietra a secco, passando accanto a giardini dai particolari pergolati fioriti. Piastrelle in ceramica caratterizzano un po’ tutti gli ingressi delle case private. S’imbocca Via Longano oppure la parallela Via Le Botteghe; entrambi i vicoli sono stretti e caratteristici, pieni di negozietti e architetture tipiche capresi.
Si prosegue dritto seguendo le indicazioni (molto chiare, spesso impresse su maioliche colorate) verso Villa Jovis. Da qui le stradine confluiscono tutte verso Via Fuorlovado e, successivamente, in Via Croce. Poco dopo aver superato l’antica croce in pietra, la strada diventa ufficialmente Via Tiberio, ove – poco alla volta – ha inizio la salita tra le ville e la macchia mediterranea. Da questo momento in poi la salita si fa più evidente ma regolare. Il panorama cambia radicalmente: i negozi lasciano il posto a muretti a secco, giardini privati protetti da fioriti pergolati di bouganville, orti e uliveti. Continuando a salire incrocerai la piccola Chiesa di San Michele.
Mentre gli scorci cominciano ad aprirsi lungo livelli sfalsati tra macchie verdi e l’intenso azzurro tra cielo e mare, dai bianchi tetti delle volte a botte delle case emergono le splendide e inconsuete forme dei suggestivi “comignoli” di Capri, particolari canne fumarie dagli inediti stili architettonici e decorativi. Giunti alla biforcazione della “Croce” con Via Matermania (che, proseguendo a destra, non va presa), senza indugiare si prende a salire sulla sinistra imboccando la rampa di Via Tiberio. Subito a destra compare la bianca chiesetta del XV secolo, dalle particolari forme a volta, di San Michele Arcangelo completamente circondata da aiuole sistemate su più livelli.
Si cammina ancora in salita sfiorando case dai tetti ricolmi di fiori e i giardini ter-razzati di ville spesso irraggiungibili. Superati i caseggiati di Mongiardino e Moneta, l’asse viario principale (sfiorato sul lato destro, verso ponente, da una copiosa pineta) perviene alla parte estrema nord-orientale dell’isola, in località Lo Capo, proprio sotto la rupe dove si erge quella che un tempo fu la Villa di Tiberio. Qui una balconata panoramica lascia scorrere lo sguardo su panorami mozzafiato con burroni e profondi precipizi (il “Salto di Tiberio”) a picco su un mare i cui fondali assumono molteplici tonalità d’azzurro.
A destra una casetta funge da biglietteria d’ingresso all’area archeologica, mentre a sinistra compare la scala che permette l’accesso alla poderosa struttura della Villa Romana: il Palazzo di TIBERIO (conosciuto anche come Villa Jovis) fu la residenza dell’imperatore romano che qui trascorse molti anni della sua vita. Per un articolato sistema di rampe, cunicoli, cisterne, gallerie, vasche e camminamenti la visita alla villa trova il suo culmine in cima alla Cappella di Santa Maria del Soccorso (335 m) da cui si gode un panorama di incredibili bellezze paesaggistiche che spaziano dal golfo dominato dal Vesuvio alla Penisola Sorrentina col “Promontorio Ateneo” di Punta Campanella. (testi ©Andrea Perciato; photo ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
