“Stairway to Heaven” walking on PEN-y-FAN (GALLES, Wales/Cymru), in UK

Percorrere l’itinerario compiendo questa escursione in ascesa alla cima del PEN-y-FAN, nel cuore del Brecon Beacons Natural Park, in territorio del Galles (antico territorio di Cymru) sembra di salire proprio lungo una scalinata che porta verso il Paradiso. Led Zeppelin a parte, siamo proprio al centro di un paesaggio ove il nulla persiste per chilometri, oltre tutti i possibili orizzonti di confini che si perdono in lontananza. Superati una cancellata in legno si comincia a salire con un ritmo di passo molto lento; al mattino presto qui, anche se il cielo è terso, libero da nubi e talmente così nitido da scrutare il paesaggio oltre decine di chilometri in lontananza, fa un freddo che falcia il viso e – se non si è ben protetti a riguardo – questo vento gelido del nord può anche far perdere l’equilibrio!

Sostanzialmente il percorso non presenta notevoli difficoltà tecniche, anche perché la progressione viene costantemente catturata dai paesaggi mozzafiato che circondano l’area. Le refole del vento costringono a coprirsi per bene, ma, se la giornata volge al bello totale, lo spettacolo dei panorami che si conquistano metro dopo metro – credetemi – davvero non ha eguali! Volgendo lo sguardo, di tanto in tanto, alle nostre spalle, è possibile ammirare la brughiera; queste dolci elevazioni montuose, nelle parti sommitali, vengono caratterizzate da estesi tratti di torbiera, mentre alla base di queste, soprattutto lungo i solchi vallivi, si estendono copiose foreste formate da querce, frassini, ontani e faggi con un ricco sottobosco di mirtilli ed altre pregiate bacche. Il solco della pista si alterna a tratti battuti con parti formate da listelli di bauxite che originano una lunga serie di gradoni rocciosi che vanno sì ad addolcire l’ascesa, ma che incidono (facendo molta attenzione nella progressione!), sollecitano e mettono a dura prova tutte le articolazioni inferiori.

Il vento qui assume una condizione sublimale e sembra quasi essere al centro di un concerto musicale; l’effetto che se ne trae è che i ripetuti cambiamenti di direzione del vento, emettono labili fruscii che producono suoni e vibrazioni che cambiano ritmo all’improvviso. Superati un cancelletto in legno, dopo una breve discesa si giunge presso l’alveo di un torrente (il Blaen Taf Fawr) la cui sorgente viene originata dal cuore della torbiera. Qui la vegetazione arborea è assente quasi del tutto, tranne che per le praterie d’altura, licheni e specie di cespugli con steli diritti (simili a sottili canne) della lunghezza di 40/50 cm; tutt’intorno, ovunque volge lo sguardo, sulle creste e sulle cime più alte del parco che circondano come un gigantesco anfiteatro, domina la brughiera; mentre nelle aree più riparate sono presenti estesi boschi.

Raggiunti alcuni margini di creste elevate, sono facilmente individuabili e si possono ammirare i segni delle erosioni glaciali risalenti a remote epoche preistoriche; le forme concave di enormi vallate ed il muschio e la torba che ne ricoprono le superfici, rendono questo scenario davvero unico, molto suggestivo come dimostrano gli specchi lacustri che compaiono un po’ dappertutto e, proprio sotto di noi, giace il Llyn Cwm Llwch. Affacciarsi lungo queste creste si ha la sensazione di farsi avvolgere dall’infinito, sembra quasi di essere parte di quell’immenso “immaginario” ed immaginifico che ha sempre elevato lo status emotivo di chi va in montagna. I venti che ascendono da queste vallate ti prendono e ti avvinghiano, facendoti leggermente barcollare, ma basta fare qualche passo indietro dai cigli più esposti ed ecco che tutto si placa in un inteso e incredibile silenzio. Solo i passi degli scarponi sul selciato sorreggono il ritmo altalenante della progressione, per il resto – basta volgere lo sguardo ovunque intorno – che l’animo si riappropria della sua condizione di “misuratore” di emozioni.

Giunti su una prima cima “piatta” (il Corn Du, 873 m) lo spettacolo della natura assume una dimensione paradisiaca; ovunque volga lo sguardo coi nostri occhi, è possibile catturare i profili di monti e vallate che si perdono all’infinito. Ad ogni modo la vetta del Pen-y-Fan è lì vicino, verso NE, a portata di gambe. Guadagnati la dolce sella rocciosa che divide le due elevazioni, per una breve impennata su sentiero roccioso si arriva finalmente sulla vetta più elevata del National Park of Brecon Beacons, il monte PEN-y-FAN (886 m). Sì… siamo proprio nel punto più in alto e al centro di una vasta area montuosa fatta di dolci elevazioni erbose e di estese vallate che si perdono a vista d’occhio verso tutte le direzioni. Il monte Pen-y-Fan è il punto più elevato dei monti Brecon Beacons, ed è una delle mete più interessanti di tutto il parco per i suoi spettacolari panorami.

Nei punti più nascosti, laddove lo sguardo si confonde tra valli e pianure, s’aprono grotte, gole impervie, cascate, caverne, foreste, laghi e corsi d’acqua; un’alternanza di zone umide che sono tra le più importanti caratteristiche geo-morfologiche dell’area, principali elementi del paesaggio di questo Parco, un territorio abitato dall’uomo sin dalla preistoria e che ha lasciato nel corso degli anni numerosi segni delle civiltà che lo hanno “vissuto” come le testimonianze romane, castelli, fortificazioni e chiese medievali, case e fabbricati dell’archeologia industriale; La zona è inoltre ricca di giacimenti di carbone ed in passato furono sfruttati in modo intensivo. Tra la fauna presente su queste montagne primeggiano i volatili, riconoscibili per mezzo di rapaci come allocchi, gheppi, falchi e corvi, numerose specie di passeriformi dai caratteristici piumaggi e mammiferi, come la volpe e il tasso, di cui si riconoscono le impronte e le tracce di feci.

Le vedute paesaggistiche che sono possibili godere da quassù valgono la fatica fatta per arrivare fino in cima, e – soprattutto durante la stagione invernale – con il freddo e il ghiaccio persistente fino alla fine di marzo, rendono il tutto veramente mistico, come se si venisse avvolti da una autentica atmosfera celtica! Raggiungere questa vetta è il completamento di più stati emotivi che conducono alla felicità in assoluto perché – come abbiamo sognato all’inizio prima di compiere l’ascesa sulle note dei Led Zeppelin – siamo riusciti a salire pian piano lungo la “scala che porta verso il Paradiso”; e, credetemi… che Paradiso! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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