Il cuore della città è proprio la piazza su cui prospetta la poderosa facciata del Duomo di Vienna, il tempio religioso più importante della capitale austriaca. “Stephansdom”, ovvero il Duomo di Santo Stefano, è visitato da milioni di persone ogni anno, e nel suo stile si riscontrano un’unione di diverse correnti artistiche, decorative e architettoniche, principalmente il gotico che si alterna col romanico e il barocco; il tetto è formato da 250.000 tegole colorate, posizionate in modo tale da formare lo stemma austriaco. Il Duomo è famoso per essere uno degli esempi più raffinati di architettura gotica nel cuore dell’Europa, oltre ad essere il simbolo stesso di Vienna. La sua struttura è composta (nel senso che si evidenzia) in totale da 4 torri, ma quelle importanti sono 2. Un giro intorno al suo perimetro esterno lascia intuire qualta maestria è stata adottata per rendere questo edificio davvero un’opera d’arte a cielo aperto. Ma non limitatesi a visitarla solo dall’esterno, qualche decina di minuti occorrono per entrate e poter ammirare i suoi splendidi interni che contengono: le Catacombe del XVIII secolo; le decorazioni interne in puro stile gotico con alcune (tra le 18 presenti) cappelle in stile barocco, e il “Tesoro del Duomo” (Dom Museum) che ospita tantissime opere d’arte di inestimabile valore.
Osservando la facciata, ci si sposta alla destra del duomo; muovendo verso sud-ovest si passa sotto quell’incredibile edificio moderno (che risalta nella classicità degli edifici del centro storico) in vetro e acciaio e dalle forme sinuose conosciuto come “Haas Haus”. Appena superati quest’ultimo si sbuca sull’ampio Viale Leopoldsbrunner e la nostra attenzione, oltre alla bellezza architettonica degli edifici che vi prospettano, viene attratta dalla Colonna della Peste, (la Wiener Pestsäule). La Colonna della Peste, s’impenna proprio nel bel mezzo del Graben, e rappresenta un vero e proprio capolavoro della scultura barocca viennese. Commissionata dall’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo quale ex voto per la fine della terribile epidemia di peste del 1679, realizzata da vari artisti, fu completata nel 1693 da Paul Strudel, scultore austriaco con la collaborazione dello scenografo italiano Lodovico Bornacini. Con la sua slanciata eleganza essa domina il Graben in virtù dei suoi 21 m di altezza. La sommità in rame dorato raffigura la Trinità e al di sotto c’è gruppo di nuvole dalle quali escono gli angeli; in primo piano la statua dell’Imperatore che prega. Dal Viale Leopoldsbrunner, appena poche decine di metri oltre la Colonna della Peste, una strada a destra lascia già intravedere la Chiesa di San Pietro, che prospetta sulla Peterskirche, una delle piazze più affascinanti di Vienna. L’area circostante è un luogo molto elegante e raccolto, capace di trasmettere subito un senso di calma, accoglienza, decoro e bellezza, nonostante si trovi in una zona centrale, spesso trafficata e molto frequentata. Appena arrivati, l’attenzione viene catturata dalla splendida Chiesa di San Pietro, che domina la piazza con la sua architettura imponente e raffinata.
La chiesa è davvero sorprendente, sia all’esterno che all’interno. L’ingresso è gratuito e vale assolutamente la pena fermarsi ad ammirare gli affreschi, le decorazioni dorate e la suggestiva atmosfera – artistica e religiosa – che si respira. È uno di quei posti dove viene naturale rallentare, sedersi e godersi il momento, lontano dal caos anche se si è nel cuore della città. Petersplatz è perfetta per una pausa durante una passeggiata nel centro storico. Intorno le caratteristiche stradine rendono la zona molto piacevole da esplorare. Durante l’anno, e in particolare nei periodi festivi, la piazza diventa più suggestiva grazie all’atmosfera curata e accogliente. Un angolo elegante e rilassante, ricco di storia e fascino, per chi davvero vuole vivere la città in modo autentico. La nostra scoperta della capitale austriaca ci conduce a raggiungere il retro della Peterskirche e voltare a destra sulla Freisingergasse; poi – superando ancora edifici dalle bellissime finezze (portali, balconi e finestre) architettoniche che si rifanno al XVII e XVIII secolo – subito alla sinistra si procede per Bauernmarkt, fino ad incrociare l’affollato Viale Lichtensteg e – come per incanto – proprio davanti ai nostri occhi oltre la strada compare, in tutta la sua straordinaria bellezza il “passetto” che contiene il bellissimo Orologio di Ankeruhr, in puro stile liberty con statuine ed elementi in rame che segna le ore.
Allo scorrere di ogni ora, compare una statua specifica, mentre le altre sfilano lungo il corridoio. Alle 12 sfilano tutte le statue accompagnate ciascuna da un diverso motivo di musica classica: la durata complessiva della sfilata è di circa 10/15 minuti. Alle 17, nel mese di dicembre, vengono diffusi canti natalizi. Costruito tra il 1911 ed il 1914 come un ponte (il “passetto”) sulla Bauermarkt, il nome deriva dalla compagnia di assicurazione le cui sedi erano nei due edifici che il ponte di questo orologio collegava. Le statue ritraggono l’imperatore Marco Aurelio (simbolo del periodo di occupazione romana), e le successive dominazioni di Carlo Magno, Leopoldo VI il Glorioso con la moglie Teodora, Walter von der Vogelweide (un menestrello), re Rodolfo d’Asburgo con la moglie, il capomastro Hans Puchsbaum, l’imperatore Massimiliano, il sindaco Johann Andreas von Liebenberg, il conte Ernst Rüdiger von Starhemberg, il Principe Eugenio di Savoia, Maria Teresa e suo marito Francesco Stefano I di Lorena, Joseph Haydn. Infine compaiono il sole, una farfalla, una clessidra, un teschio ed un basilisco, oltre a scudi e a cifre.
Alla sinistra dell’orologio s’apre lo slargo Hohermarkt. Da qui, si ritorna brevemente indietro e passando, ora, sotto il “passetto” contenente l’Orologio di Ankeruhr si raggiunge l’imbocco del viale Lichtenseg ove compare – poco distante – la bella statua dell’inventore della stampa: Johannes-Gutenberg. Peccato che il monumento sia posizionato in una piazza piccola, seppure centrale e con un bel palazzo dietro che fa da sfondo. Il Monumento a Gutenberg sul piedistallo raffigura un tizio con il berretto a tesa larga, rivelando essere uno dei personaggi storici più importanti della storia d’Europa. Prima di concludere questa “toccata e fuga” dalla capitale austriaca, non si può non andare a visitare uno dei quartieri più bizzarri e insoliti di Vienna. E così, prendendo per le seguenti strade, viali e ponti come Sonnenfelsgasse, Shönlaterngasse, Ukrainerplatz, Postgasse, Barbaragasse, Dominikanerbastei, Rosenbursenstraße, Oscar Kokoschkz platz, il Canale Wienfluss; proseguendo lungo il Viale Marxergasse, Seidlgasse e Kegelgasse si giunge in vista dello stravagante e bizzarro quartiere di Hundertwasser Village, una vecchia fabbrica di gomme convertita dall’artista filosofo Friedensreich Hundertwasser in uno spazio con negozi, bar e giardino pensile, ove l’architettura è davvero particolare, affascinante, tanto da avere la percezione di poter entrare – con lo sguardo – attraverso un altro mondo.
Di fronte alla Hundertwasserhaus si può visitare l’Hundertwasser Village, l’unico centro commerciale realizzato dall’artista. Costruito nel 1990-91 comprende una piazza, un bar e numerosi negozi nello stile tipico di Hundertwasser. Questo è di sicuro il posto che più ci ha colpito in tutta Vienna, dalle facciate colorate in tutte le possibili scale cromatiche (soprattutto colori “pastello”) e nel vedere palazzi, muri, è botteghe così abbellite, per qualche minuto ci fa tornare bambini. Tanta è la curiosità che viene trasmessa da un luogo come questo, che non ci facciamo scappare nessun particolare, neanche il più minuscolo; tutto contribuisce a forgiare questa meraviglia di arte e di pensiero, di impegno e di filosofia. Il villaggio è un insieme di edifici alquanto bizzarri, caratterizzati dalla completa mancanza di linee rette, angoli e spigoli. L’opera è frutto dell’ingegno di Friedensreich Hundertwasser, celebre architetto e artista viennese, famoso per essere stato un personaggio tanto geniale quanto fuori dalle righe. L’edificio in totale ospita 52 appartamenti, creati per permettere ai più bisognosi di trovare un alloggio a buon prezzo a pochi passi dal centro di Vienna. In genere questi appartamenti vengono assegnati alle famiglie che hanno bambini con un particolare interesse per il mondo dell’arte. La facciata dall’esterno è un mosaico di colori, e sul tetto si ammira una vera e propria “foresta urbana”, con piante e alberi che crescono liberamente.
Una particolare attenzione va a tutta la parte della “natura” espressa tra alberi, elfi ed altro; veramente sembra di ritrovarsi in un altro mondo. All’interno di una galleria si trovano tanti negozi che vendono souvenir. Tutto che si vede, si tocca, si annusa… è fuori dal comune; un pavimento ondulato, le originali scale semielicoidali, i particolari bagni coi servizi abbelliti da vasi e fiori; è un luogo, questo, che stimola davvero la curiosità. Tutto ciò che stiamo osservando esalta l’arte del visionario viennese, che grazie alle sue idee sull’ecologia e la sostenibilità viene annoverato tra i primi pensatori “verdi” in Europa, è apprezzata ed esposta in tutto il mondo. L’Hundertwasser è un complesso di “case viventi”, quasi come se respirassero; le sue geometrie rompono tutti gli schemi ed ogni regola dell’architettura tradizionale. Con le sue forme ondulate, le facciate ricoperte di piante e i colori vivaci, sembrano uscite direttamente da un sogno perverso, quasi come in una sorta di “Kamhar thaj”. Qui ogni elemento è unico: nessuna finestra è uguale all’altra, mentre invece il pavimento è volutamente irregolare, perché, secondo l’artista, “la monotonia è un crimine”. A pochi passi, puoi esplorare il KunstHausWien, un museo dedicato al lavoro di Hundertwasser che approfondisce la sua visione artistica ed ecologica. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato) ARTICOLI COMPLETI di ESPERIENZE ZAINO in SPALLA CONTINUANO SUL BLOG:
