a spasso lungo le sponde del DANUBIO (Hungary-Slovackja), un fiume… “tra due Stati”  

Furono i Celti a giungere per primi da queste parti, lungo le sponde del “magico” Danubio; successivamente sconfitti dai Romani che, a loro volta, furono allontanati da Attila, re degli Unni. Quanta storia, quanta natura e quanta meraviglia tra queste due sponde ove scorre il confine con la Slovackja. L’apoteosi di paesaggi bucolici esplode con le impressionanti skyline autunnali con boschi dagli inediti cromatismi. Siamo tra le sponde del fiume più bello (e più lungo) d’Europa, quel Danubio che ha fatto da sfondo ad epiche romanze e numerose opere d’arte (soprattutto musicali e letterarie) con-segnate all’umanità come Patrimonio Unesco. Giunti a STRIGONIO-ESZTERGOM, in territorio magiaro, dalla locale stazione ferroviaria ci si sposta verso ovest, attraverso prati e boschi, fino a scorgere – da lontano – le placide acque del Danubio.

Il confine tra la Slovacchia e l’Ungheria si estende per circa 655-677 km, correndo da ovest verso est e in gran parte lungo il fiume Danubio. Entrambi gli Stati fanno parte dello spazio Schengen, consentendo il libero attraversamento e scambio di merci senza controlli doganali. Il tracciato attuale è stato ridefinito più volte dopo la Prima Guerra Mondiale con il Trattato del Trianon del 1920, e successivamente modificato nel secondo dopoguerra. Raggiunta la sponda che si affaccia lungo il confine ungherese, sul fronte opposto compare la sponda slovacca, identica per natura e conformazione orografica. Una sosta tra i giardini che si affacciano a lambire le acque e si decide di attraversare il confine a piedi lungo il poderoso ponte in ferro (Mária Valéria Bridge) che collega l’Ungheria ad est, con la Slovackja ad ovest.

Esztergom (in territorio ungherese) è la ex capitale religiosa del paese magiaro, famosa per la sua Basilica di Sant’Adalberto, che viene considerata – a tutti gli effetti – la chiesa più grande di tutta l’Ungheria. Dal suo centro storico in piro stile barocco è possibile superare il Ponte Maria Valeria e trovarsi, direttamente, a Štúrovo (in territorio slovacco), godendo di una vista spettacolare sulla basilica riflessa nel fiume. Successivamente, sulla sponda opposta in territorio slovacco, si raggiungono le prime case della borgata di ŠTŬROVO cittadina semplice, modesta, che vive di turismo e commercio poi-ché posta proprio lungo la via di confine e da cui transitano la maggior parte delle merci su strada; una camminata tra le case basse, tutte colorate e i primi negozi che aprono al mattino, una calda tazza di te sorseggiata tra un viale di giganteschi platani e si rientra.

Superando nuovamente il grande fiume, si fa rientro in territorio magiaro. Se ci si ferma – lungo il ponte – proprio al centro del Danubio, lì risulta essere proprio la linea di confine tra i due stati, è sporgendosi dal lato nord è possibile ammirare la collina sormontata dalla gigantesca Esztergomi Bazilika (dedicata al culto di Nostra Signora e di Sant’Adalberto), un poderoso complesso monumentale in stile neoclassico che riflette la sua skyline nelle lucenti acque del Danubio. Esztergom, che in Italia viene conosciuta col nome di Strigonio, si trova proprio sul confine slovacco. L’importanza religiosa di questo centro abitato è – da tempo – paragonabile a quella di Canterbury in Inghilterra; proprio per questo, non a caso, le due città sono gemellate. Esztergom si può dividere in due parti: Víziváros, la parte bassa in stile barocco e Várhegy, la collina che ospita la maestosa Cattedrale di Nostra Signora e di Sant’Adalberto, la chiesa più grande d’Ungheria, la 18° nel mondo come dimensioni. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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