LORETO (AN, Marche), attraverso la “Porta” che conduce… al Paradiso!

Fuori TOLENTINO si cammina sulla SP 125, attraverso le campagne bagnate dal fiume Chienti, passando per la chiesa rurale della Divina Pastora, fino a raggiungere la Riserva Naturale dello Stato “Abbazia di Fiastra”, area di interesse naturalistico/ambientale, dove giace l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, monumentale complesso monastico di grande interesse storico, architettonico e religioso; da sempre considerato importante luogo di accoglienza e culto per i pellegrini che da secoli solcano la Via per Loreto. Superati il Passo del Bidollo ecco scorgere da lontano l’abitato di MACERATA la cui skyline s’adagia sul crinale di un colle che si erge tra i regolari campi attrezzati a colture cerealicole e frumentacee, e le valli fluviali del Chienti e del Potenza.

Con Macerata alle spalle si lascia la valle del Chienti e si attraversano le distese campali della valle del Potenza. Un piacevole e lunghissimo saliscendi attraversa quelle ampie zone agrarie che sono state l’oggetto di una vecchia riforma fondiaria, le cui case coloniche, molto simili per distribuzione degli spazi sia interni che esterni (con ambienti “sottani” adibiti a stalle per animali o depositi per gli attrezzi, e quelli “soprani” utilizzati come principale dimora per gli astanti) e la dislocazione sul terreno, sono tutte indicate come “isola” accompagnate da un numero progressivo.

Così, tra ampi paesaggi agresti, il rumore del trattore che traccia i solchi per le nuove semine, i panni del bucato stesi e agitati – come banderuole impazzite – dai venti dominanti nella vallata, fattorie con animali che fanno sentire la propria voce al nostro passaggio, si giunge presso la borgata di San Firmano, la cui sobria (ma bella) facciata dell’omonima Abbazia di San Firmano sembra essere nascosta alla visione perché inglobata tra gli edifici che la circondano. Il suo particolare interno merita una visita se non altro per l’altare che giace al culmine di una imponente gradinata e per la sua bellissima cripta con volte a crociera ed archi a sesto acuto tutti in pietra bianca con al centro un altare su cui giace la statua del Santo.

Ed è ancora strada fino ad incrociare nuovamente la trafficata Provinciale 571. L’intuito ci suggerisce di staccare dal principale tracciato indicato per seguire la via, come suggerito da tutti, e di affrontare l’ascesa attraverso la Contrada di S. Pietro e puntando decisamente in direzione di Recanati che attraversiamo per tutta la sua interezza attraverso edifici storici, chiese, torri, porticati, piazze, slarghi e antiche porte, tutti elementi architettonici dal sapore “letterario” (patria del famoso poeta Giacomo Leopardi). Una lunga discesa fuori Recanati, conduce in direzione della già ben visibile Loreto che si staglia, oltre l’orizzonte a nord-est, presentandosi con la sua caratteristica skyline “disegnata” dall’inconfondibile sagoma della Cupola e del Campanile del Santuario.

Lungo la strada s’incrocia la bella chiesa dell’Addolorata circondata da ampie distese di campi e terreni opportunamente “lavorati” in attesa delle nuove semine stagionali. Ancora discese, incroci, rotatorie e poi l’ultima, forse la più faticosa, salita che conduce direttamente a LORETO, sfociando nel piazzale caratterizzato da un portico “vanvitelliano” alla cui estremità s’apre la “Porta del Cielo” che immette sulla principale via (lastricata in basoli) che attraversa la parte centrale dell’antico borgo della “Felix Civitas Lauretana” fino a sbucare nel suggestivo scenario della Piazza della Madonna, nel cui centro giace una monumentale fontana circondata da edifici appartenenti al clero le cui facciate sono distribuite su un doppio ordine sovrapposto di portici.

Ora è il momento del silenzio, magari anche della meditazione, ripercorrendo con la mente, tutte le fatiche patite, le difficoltà superate, il peso dello zaino, gli imprevisti accorsi, gli indimenticabili incontri con la gente locale, le gambe che non vogliono saperne, tutte le chiese e le cappelle incontrare e visitate in ogni dove, le articolazioni che scricchiolano e i passi compiuti per giungere – finalmente – sulla soglia della Santa Casa di Maria. Qui ora è il momento della felicità, della gioia condivisa, della partecipazione, della presenza.

Probabilmente Maria ci ha fatto conoscere il “più grande mistero” della vita che da sempre genera fascino, e devozione: dall’Annunciazione, alla traslazione – mattone su mattone – della sua casa da Nazareth a Loreto; offrendo ad ognuno che si reca in visita (per fede, in pellegrinaggio o per semplice curiosità) a Loreto quella particolare interconnessione che da sempre viene suggellata tra il divino, il “regno” dei cieli e l’intera umanità! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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