la “via di Francesco” da sud: tappa da SPOLETO a TREVI (Umbria, PG)

Da SPOLETO ha inizio il “sogno” di Francesco. “…Subito dopo gli appare in visione uno splendido palazzo, in cui scorge armi di ogni specie e una bellissima sposa. Nel sonno Francesco si sente chiamare per nome e lusingare con la promessa di tutti quei beni. Allora, tenta di arruolarsi per la Puglia e fa ricchi preparativi nella speranza di essere presto insignito del grado di cavaliere. Il suo spirito mondano gli suggeriva una interpretazione mondana della visione, mentre ben più nobile era quella nascosta nei tesori della sapienza di Dio…

E infatti un’altra notte, mentre dorme, sente di nuovo una voce, che gli chiede premurosa dove intenda recarsi. Francesco espone il suo proposito, e dice di volersi recare in Puglia per combattere. Ma la voce insiste e gli domanda “…chi ritiene possa essergli più utile, il servo o il padrone? “Il padrone”, risponde Francesco. “E allora – riprende la voce – perché cerchi il servo in luogo del padrone?” E Francesco: “Cosa vuoi che io faccia, o Signore?” “Ritorna – gli risponde il Signore – alla tua terra natale, perché per opera mia si adempirà spiritualmente la tua visione”. Ritornò senza indugio, fatto ormai modello di obbedienza e trasformato col rinnegamento della sua volontà.

Ha così finalmenteinizio… il CAMMINO sulla Via di FRANCESCO! Dopo le splendide atmosfere medioevali di Spoleto, con la sua poderosa rocca che si erge a guardia della storica via “Flaminia”, tra facili saliscendi si raggiungono le silenziose case del villaggio di Poreta; poche case lungo una strada campale Si prende in direzione nord, costeggiando un campo di calcio e usciti dal caseggiato, all’incrocio con la strada provinciale, si scende brevemente a sinistra fino alla prima deviazione sulla destra imboccando una strada sterrata.  Attraversando numerose macchie coltivate ad ulivo, in breve la strada sterrata curva in salita piegando a sinistra. Si cammina lungo recinzioni di muretti a secco contenenti le coltivazioni d’olivo tipico delle colline dell’Umbria. Si raggiunge nuovamente la tranquilla strada asfaltata, fino ad arrivare nella frazione di Lenano, dove una fonte d’acqua garantisce acque sempre fresche.

Superata una graziosa edicola, la cui presenza è uno dei segni distintivi delle campagne umbre, si prosegue in direzione di Campello Alto, già ben riconoscibile da lontano per le candide mura circolari. Si scende a sinistra su via Don B. Fabbrizi fino a giungere a Campello Alto , in prossimità del Convento dei Padri Barnabiti. Le mura bianche del castello si stagliano nette tra l’azzurro del cielo e il verde degli uliveti della costa del monte Serano, sulla quale il castello è stato edificato. Le origini sembrano risalire al 950 d.C., ad opera di Rovero di Champeaux. All’esterno del castello sorge il Convento dei SS Giovanni Battista e Pietro, dove vivono i Chierici Regolari di S. Paolo, detti Barnabiti. L’intento primario dei Barnabiti è quello di creare una casa di preghiera, un’oasi in cui incontrare il Signore nelle profondità del proprio spirito e nella comunione fraterna. Un luogo di forte spiritualità, il cui protagonista è il silenzio.

Continuando a seguire le indicazioni per Trevi, si lascia la strada principale e si sale su via San Silvestro. La salita ha uno strappo in pendenza, per fortuna breve. Dopo circa 1 km riprende la comoda strada sterrata (km 4,5) e si cammina tra i grandiosi alberi di pino e i terrazzamenti contenenti le piante d’olivo. Si inizia a scendere e si intravede in distanza il grande muro che chiude l’eremo francescano del “Giardino delle Allodole”. Giunti ad una staccionata in legno, si sale prima su sentiero e poi su una carrareccia, attraversando fiorenti uliveti. In alcuni tratti il percorso è ciottoloso e ripido, ma con passo lento si affronta agevolmente, fino a giungere all’eremo francescano, detto delle “allodole”.

Si lascia l’eremo alle spalle e si prosegue sulla comoda carrareccia; prima di giungere al cancello di una proprietà privata, si fa attenzione a prendere a sinistra, costeggiando la recinzione, sulla destra. Superata la località I Falcioni si ritorna su asfalto e si raggiunge la località i Camponi, dove si trova una fonte d’acqua, mentre si scorge in lontananza l’abitato di Bovara, luogo della “visione” di Fra’ Pacifico. Si continua a scendere per attraversare l’abitato di Alvanischio. Superato un incrocio, si giunge in località La Croce, dove si gira a destra e si prosegue per un breve tratto su asfalto. Al segnale giallo-blu si gira a sinistra su carrareccia sterrata e inizia il piacevole tratto verso Trevi già visibile all’orizzonte.

Superato il muro di cinta del santuario della Madonna delle Lacrime, che vale una visita, si raggiunge l’antica porta d’accesso che immette nel centro storico di TREVI. Da qui si può entrare nella città e risalire lungo le scalette dei vicoli del centro, oppure si lascia la porta sulla sinistra e si sale su strada, costeggiando le mura esterne dell’antico comune. Il paese è adagiato su un colle, dominante la valle spoletana. Cantata da Leopardi per la limpidezza della sua forma urbana, la città riserva grandi sorprese per gli amanti dell’arte e della cultura. La chiesa di San Francesco, il quale da qui passò nel 1213, è oggi adibita a museo d’arte e della civiltà dell’olivo: conserva un ricchissimo patrimonio di quadri e di affreschi, oltre ad interessanti monumenti sepolcrali.

Meritano una visita anche la chiesa di Sant’Emiliano e il convento di San Martino. Il santuario della Madonna delle Lacrime, posto lungo la Via di Francesco, fu costruito per tutelare un’immagine miracolosa della Madonna, ed esprime uno dei tratti più caratteristici della terra di Francesco: all’apparenza umile, conserva al suo interno meravigliose opere d’arte del Perugino e dello Spagna. Ma è qui a Trevi che… fu subito FRANCESCO! Non è accertato l’anno di fondazione del primo insediamento della comunità francescana nella città di Trevi, tuttavia documenti papali del 1258 (di Alessandro IV) e del 1285 (bolla di Onorio IV), attestano l’esistenza del convento e il prestigio che questo aveva già nella seconda metà del XIII sec. La fondazione pertanto si fa risalire a poco dopo la morte di San Francesco. Il primo nucleo del convento, costruito nei pressi della chiesa romanica di Santa Maria, successivamente ampliata e dedicata al Santo fondatore dell’Ordine, venne completamente ricostruito nella metà del XVII sec.

La struttura ruota intorno al chiostro centrale, costituito da un portico a pilastri di base ottagonale ed un loggiato superiore; la decorazione pittorica delle lunette – Storie della vita di San Francesco – venne realizzata nel 1645 da Bernardino Gagliardi (1609- 1660), durante il suo soggiorno a Trevi nel 1645. La lettura delle lunette inizia dal lato nord del chiostro e da destra ci sono: annuncio della nascitala nascitail monito del Crocefisso di San Damianola rinuncia degli averi davanti al Vescovo di Assisiil sogno del Papa Innocenzo III Onorio III approva la regolala visione del carro di fuocoSan Francesco predica agli uccellivisione dei Tronila predica di San Francesco nella piazza di TreviFrancesco guarisce i ciechi e gli storpitentazione del Santoil miracolo del bambinoil Santo assiste gli infermi. Essere accolti a Trevi è come ritornare indietro nel Medioevo; profumi, odori, colori tutto porta al ricordo della presenza di Francesco tra queste antiche mura… (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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