Si ritorna sempre molto volentieri in una terra che riesce ad offrire emozioni durante tutte le stagioni dell’anno; una terra dove arte, storia, natura, folklore, cultura e tradizioni s’intrecciano coi doni offerti da una terra e da un mare su cui prospettano antichi luoghi di culto in pietra bianco/rosea, in cui si ergono i monumentali castelli e dove sorgono le masserie fortificate le cui radici si fondono nelle memorie di un tempo passato e giungono da culture antichissime. Basta un weekend per andare alla conoscenza e alla scoperta di nuovi itinerari che ci conducono nell’antico cuore della “Terra dei Messapi”.
TRANI ci accoglie coi suoi splendidi gioielli fatti di arte, di natura e di paesaggi. Capitale del “romanico pugliese”, la sua gigantesca Cattedrale, dedita al culto di San Nicola “pellegrino” offre uno spettacolo di inaudita bellezza con la splendida mole che s’impenna dal profondo azzurro del mare Adriatico e si staglia oltre un orizzonte che si estende sempre di più verso infinito. L’incredibile spettacolo offerto al tramonto della sua monumentale facciata indorata dagli ultimi raggi del sole e illuminata da scenografiche luci, ci introduce alla conoscenza di questo tempio federiciano (XI secolo) con un terrazzo/pronao raggiunto da una gradinata in calcare bianco/rosato.
Il suo interno è distribuito su due distinti livelli: la cripta inferiore e la basilica superiore; un magnifico portale in bronzo si armonizza con figure zoomorfe che si alternano a rilievi dai motivi floreali mentre l’imponente Campanile completa quest’opera che ha fatto del romanico pugliese il suo gioiello più caratteristico. Ma Trani è bella anche per il suo singolare porto, le cui splendide acque riflettono (ed evidenziano), oltre alla monumentale Cattedrale, una caratteristica “promenade” in cui si alternano palazzi gentilizi e chiese di antichissime origini; le coloratissime imbarcazioni, poi, completano questo pittoresco scenario fatto di bianche pietre che si rispecchiano nell’azzurro del mare e del cielo. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
