
Lasciati i silenzi meditativi dell’Abbazia del GOLETO, attraverso campagne e terreni coltivati, per una via interna a Sud si attraversano campi coltivati fino a raggiungere un bivio vicino alla SP 270; si prende a sinistra passando sotto il ponte e si raggiunge la SP 154. Di fronte scende un sentiero che sfiora un filare d’alberi, si volge a destra per campi di ortaggi vicino a una masseria fino a sbucare su una via interna. A sinistra c’è un bivio, si prende a destra attraversando l’area industriale e commerciale di Lioni; così facendo si evita il traffico veicolare che scorre sulla vicina SS 400. Giunti sulla Statale, senza prenderla, s’imbocca la carraia di fronte superando villette e case isolate che si alternano a depositi. Più avanti si è nuovamente sulla Statale, dopo aver superato – in successione – capannoni, case, negozi e villette, fino a giunge ancora sulla Statale.

Già si scorgono le prime case di LIONI (AV), località anch’essa molto colpita dalla tremenda onda tellurica. All’altezza di una rotatoria si sale a sinistra lungo Via Nittoli, superando un distributore e un cinema multisala, fino a una successiva rotatoria (Chiesa di S. Bernardino a sinistra). Completamente ricostruita Lioni ha visto la sua espansione urbanistica protendersi verso le periferie mentre il suo centro storico ruota, da sempre, tra la vivace Piazza San Rocco e la ricostruita chiesa di Santa Maria Assunta, degno esempio di uno splendido recupero architettonico che ha restituito ai posteri la loro amata chiesa; ciò che ricorda i tremendi giorni di 40 anni fa è il suo Campanile, rimasto miracolosamente intatto e per niente scalfito dalla potente scossa.

Continuando avanti per la SP 176 (Viale L. Da Vinci) c’è un’altra rotatoria che, a destra, continua per Via Medaglie D’Oro. Alla prima traversa a destra sulla Statale 400 fino a incontrare, dopo 30 metri a sinistra, una rampa di gradoni (Via Garofalo) che va a sbucare in Piazza V. Emanuele III; qui un leone in pietra fa bella mostra di sé davanti al Municipio, mentre il Campanile che svetta lassù in fondo è quello (unica parte originaria sopravvissuta alla distruzione) della ricostruita Chiesa di S. Maria Assunta a margine di Piazza della Vittoria. Si risale leggermente fino alla successiva Piazza S. Rocco che chiude poco più su. Alla prima traversa sulla destra, presso il Centro Polifunzionale “Pertini” e la locale ASL, si sbuca nella piazzetta A. Moro e si devia a destra per la traversa S. Rocco. Da qui si giunge in Piazza S. Carlo, volgendo a sinistra in lieve discesa si prosegue su Via Roma fino a incontrare, sulla sinistra, una piccola “edicola” votiva ricoperta da piastrelle in ceramica raffigurante S. Giuseppe; la via piega a destra e dopo pochi metri, presso una palazzina a due piani con un bel murales, si prende a sinistra su Via S. D’Acquisto e poi subito a destra su Via Napoli. Percorrendo quest’ultima fino in fondo si raggiunge nuovamente la SS 400.

Si esce fuori dal paese prendendo la strada che supera e attraversa la vecchia linea ferroviaria Avellino-Rocchetta-Candela e subito si penetra in un paesaggio agreste fatto di campi coltivati, stalle, masserie, ampie vedute panoramiche tra l’Ofanto e i monti e le numerose case coloniche che costellano un paesaggio bucolico davvero interessante. Superata la Statale si continua in avanti scendendo per la SP 368 (segnaletica per Laceno e Oppido); dopo il passaggio a livello (sempre aperto, senza sbarre ma fare sempre, e comunque, attenzione) si esce definitivamente da Lioni. Si passa sotto il ponte della SS 7 e si prosegue tra campi aperti, boschi e filari d’albero. Si attraversa Contrada S. Maria del Piano e senza mai lasciare la pista, si giunge a un incrocio. Si lascia la Provinciale che sale a destra e si devia a sinistra per campi coltivati e boschetti con ampie vedute paesaggistiche sui monti Picentini e i crinali della Valle dell’Ofanto. Presso un ponte con balaustre in ferro, a sinistra compare una bella (e antica) cappellina dedita al culto di S. Gerardo.

Si risale a destra attraverso paesaggi agresti di notevole bellezza; case sparse e masserie isolate determinano la skyline di orizzonti dall’atmosfera tipicamente rurale, mentre la via si sviluppa tra ombrose gallerie vegetazionali ed aerei tornanti lasciando spaziare lo sguardo lungo orizzonti che si perdono a vista d’occhio. Il rosso della terra argillosa, passando per il giallo (delle ginestre), fino al dorato dei campi di grano, sono la tavolozza dei colori in cui si rispecchia questa parte di territorio: Valle delle Mole. Presso un bivio ignorare la rampa che sale a sinistra e continuare a destra attraverso le case sparse di Masseria Ciccone. Raggiunti un copioso filare di querce, con vedute paesaggistiche sulla valle dell’Ofanto, si devia a destra (Contrada Bosco) per una via di crinale che scorre tra campi arati e frutteti; da qui si comincia a scorgere, verso Sud, l’alta Valle del Sele. Superati una casa isolata, per la prima deviazione si scende a sinistra attraverso il copioso manto forestale del Bosco della Difesa, in cui è possibile sostare al fresco presso l’area attrezzata (Bosco Difesa) con fontane e tavolati. Si continua lungo questa autentica galleria vegetazionale fino a sbucare (casa colonica sulla sinistra) presso un incrocio.

Da qui ora si scende (per Corso Europa) e si raggiunge CAPOSELE in Piazza Sanità; sulla destra si scende per Corso Europa fino a imboccare Via Roma (palazzina rossa con farmacia a destra). Tra le prime case a monte del borgo, nascono le famose sorgenti che alimentano uno tra i più interessanti corsi fluviali del sud: il Sele. Al successivo bivio si continua a destra sbucando in Largo Di Masi con la ricostruita Chiesa di S. Lorenzo Martire. Più avanti Vico Garibaldi scende a sinistra per Corso Garibaldi fino a quella casa rossa in fondo e a sinistra, per case ricostruite e tinte dai vivaci colori pastello, si giunge al Ponte sul fiume Sele. Appena superati il ponte sul fiume compare a destra un’antica fontana. Dalla fontana, per una casa con cinque croci, parte la rampa (inizialmente in cemento) che conduce, per un sentiero di fede (la Via Sacra) che – dopo ripetuti tornanti – termina proprio davanti al sagrato del poderoso Santuario di SAN GERARDO a MATERDOMINI (AV) concludendo questo Cammino… attraverso le “Terre Violate” (©Andrea Perciato)

(La parte descritta di questo itinerario, completo di illustrazioni, foto a colori scheda tecnica dettagliata e cartina completa del percorso, sono contenuti tra le pagine del libro/guida il “CAMMINO dell’ARCOBALENO” di ©Andrea Perciato per le edizioni Viesse, Angri (SA) 2020. Per chi desidera ricevere il libro può farne richiesta scrivendo mail a: info.trekkingcampania@gmail.com o whatsapp 339.7456795)

