La cosa che più affascina durante l’ultima tappa del “Cammino di San Benedetto”, che da Norcia porta sulla sommità di quel monte (Cassino, appunto), ove si erge la mastodontica Abbazia in cui il Santo (patrono d’Europa) dettò – insieme a sua sorella Scolastica – le “regole”; tutto un susseguirsi di emozioni e valori che parlano di obbedienza, silenzio, umiltà, della notte, delle lodi, dei salmi, delle ore della giornata, della riverenza, della scomunica e diverse altre ancora. L’ultimo tratto della “VIAE BENEDICTI” (310 km da Norcia a Montecassino), da Villa Santa Lucia fino all’Abbazia, si apre attraverso panorami aerei sull’immensa valle del fiume Liri, laddove scorre il nastro della “consolare” via Casilina. Tra bellezze paesaggistiche, peculiarità naturalistiche, i silenzi che accompagnano il cammino interrotto soltanto dal calpestare degli scarponcini sulle pietre e dal tintinnio dei campanacci di capre e mucche al pascolo, immediatamente si viene proiettati in un mondo che San Benedetto ha sempre allontanato dal suo pensiero: quello della guerra tra popoli.Camminare lungo lo stesso tracciato ma con due emozioni diverse è cosa un pò insolita: Cammini di Pace (ultima tappa della Viae Benedicti) e Sentieri di Guerra (la Kavendish Road ove trovarono la morte giovani soldati), sono – dal principio e fino alla fine – questi particolari momenti che accompagnano ogni passo durante il nostro cammino su questo tratto di sentiero.
Camminare nel silenzio amplifica le emozioni e soltanto chi è capace a coglierne gli autentici significati, riesce ad interpretare con estrema chiarezza la triste e amara realtà scaturita durante l’ultimo conflitto mondiale e che ha portato la civiltà odierna a tessere la propria trama e la sua ossatura per reggere le sorti di una umanità che troppo spesso, purtroppo, si lascia andare alla deriva dimenticando i cardini della “regola” dettata da Benedetto da Norcia e su cui poggiano – oggi – le fondamenta della odierna Europa. Le emozioni sono indescrivibili, ma le lasciamo a chi le potrà (e riuscirà) vivere nel proprio intimo…! Una full-immersion attraverso sensazioni di sofferenza e dolore, vivendo intensamente avvenimenti e aneddoti legati alle “4 Battaglie di Montecassino” emozioni e testimonianze spesso introvabili sui libri di storia, come un invito a scrutare, lungo i bordi della pista, alla ricerca di cimeli (come il ritrovamento di schegge, proiettili e altro) che riportano a quei tragici mesi del 1944, oppure il restare ammutoliti di fronte ad oltre 1800 lapidi bianche che accolgono le spoglie mortali di soldati polacchi venuti ad immolare le proprie giovani vite per la libertà del mondo intero.
Montecassino e il suo circondario sono luoghi che invitano al pensiero e alla contemplazione; un cammino che parla di pace che proprio durante la sua ultima tappa di avvicinamento a quello che potrebbe sembrare il Paradiso in terra, ma che per mesi sembrava l’Inferno piovuto dal cielo, incrocia i suoi passi con le impronte degli anfibi lasciati dalle migliaia di soldati lungo una linea (la Gustav) che, dal gennaio al maggio del 1944, vide contrapporsi gli eserciti tedeschi, da una parte, e l’amalgama di uniformi multicolori, razze e religioni diverse unificate dagli alleati dall’altra. Camminando si attraversano le “location” di quella che fu il teatro di una delle più tragiche e violente battaglie della II Guerra Mondiale: la distruzione dell’Abbazia ad opera dei massicci bombardamenti aerei e la presa di Montecassino dal gennaio al maggio 1944. La tappa termina proprio sul sagrato di quello che è il più imponente sacrario militare presente nella zona: il Cimitero Polacco ove riposano oltre 1800 giovani vite di soldati che si sono immolati per proseguire nella traccia indicata da San Benedetto: la pace fra i popoli e la costituzione di una grande “famiglia” tra i popoli del vecchio continente: l’Europa. Da queste parti fede, pace e religione si intrecciano con guerra, sacrificio e morte avendo compiuto lo stesso identico itinerario che conduce alle porte delle emozioni sia spirituali che terrene, piste che – molto spesso – incrociano i propri cammini. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
