Una terra, piccola come la decima parte dell’italico “stivale”, ma amministrativamente di gran lunga superiore con gli immensi territori (la Groenlandia) contenenti ben oltre 40 volte la nostra nazione. Una terra che ha ispirato poeti e filosofi, vescovi cavalieri e leggendari pescatori, piccoli ma benevoli folletti nei boschi (i Trǿll) e guerrieri dall’elmo bicornuto (i Vichinghi) dominatori per secoli lungo tutte le rotte dei mari del nord: ecco… questa è la DANIMARCA e le brevi parole che seguono parlano di KOBENHAVN, la sua capitale.
Non siete mai stati a Kobenhavn (Copenaghen) se non avete avuto la possibilità di aver visto e vissuto due stati d’animo molto particolari; due emozionanti “visioni” della stessa terra che fanno della Danimarca un luogo davvero molto originale; attimi e momenti che ti lasciano il segno: i suggestivi tramonti sul bacino di Nyhavn, nel cuore della città vecchia e… ma questa sarà un’altra storia che vi racconteremo più in là!
Una scommessa sicuramente vinta! Il desiderio di scoprire dove andare a camminare in una terra baciata dai venti freddi della Siberia, illuminata dal sole che fa capolino all’orizzonte molto oltre le ore 22,00 (siamo sullo stesso fuso orario con l’Italia) e bagnata dalle gelide acque del mar Baltico con i suoi fondali che vanno dal cobalto più intenso al turchese più splendente. Da non mancare, poi, una capatina al Kastellet in periferia, col suo quartiere militare (occupato con un veloce blitz dai Nazisti), il caratteristico mulino e i bastioni militari.
Le immagini offrono – solo in parte – un breve assaggio del nostro viaggio/trekking esplorativo compiuto in terra danese camminando, senza alcuna pretesa, attraverso enormi distese paesaggistiche i cui odori, le particolari essenze, gli “incredibili colori del nord” si alternano tra campi, fattorie, dolciumi alle mele, acqua salmastra, gamberi, salmoni affumicati e scogliere forgiate dai forti venti del nord. Gettare le basi per un eventuale (e futuro) trekking da proporre qui, non è poi così improbabile…!
Il cuore della città è proprio nel settecento quartiere (borgo marinaro) del bacino-canale di Nyhavn (nuovo porto) che raccoglie una tra le più suggestive promenade al mondo: la multicromatica cortina delle facciate di palazzi ed edifici, alcuni risalenti addirittura al XVII-XVIII secolo. Prima di essere lo splendore di profumi, di colori, di suoni, di essenze così come noi oggi lo conosciamo, Nyhavn fu un malfamato quartiere in cui si concentravano bettole, cantine e botteghe.
Nel corso del tempo fu attuato un gigantesco restauro degli edifici che ha ridato luce e splendore a questo specchio d’acqua che penetra – per alcune centinaia di metri – all’interno del cuore della città. Qui oggi numerosa è la presenza di locali, di ristoranti, di pub, di caffè e delle tipiche trattorie, ove si concentrano la maggior parte dei visitatori che vengono attratti dalle tipiche prelibatezze della cucina danese.
Aspetto caratteristico delle acque che si rispecchiano in questo canale sono gli stabili approdi delle tipiche e caratteristiche imbarcazioni, chiatte, pescherecci, pilotine e altre trasformate dai proprietari in abitazioni private o ritrovi per scopi culturali. Le lunghe passeggiate, il rito della birra a fine giornata, l’incontro tra uomini d’affari o semplicemente una convenevole cena per appuntamento, sono i momenti che anticipano l’altro spettacolo che caratterizza una bella città come quella di Kobenhavn: i lunghissimi tramonti oltre l’orizzonte che si rispecchiano sulle placide acque dei canali.
Lungo il molo del famosissimo approdo/canale di Nyhavn, praticamente il cuore della capitale danese, laddove le differenze fra terra e acqua si assottigliano, una curiosa comitiva di giovani, tutti vestiti (alcuni anche eleganti) con abiti scuri erano fermi, in attesa sul molo; alcuni seduti, altri a fumare, altri ancora a bere birra. Fin qua tutto normale; ma, quella che ha destato il nostro interesse è che questi erano tutti raccolti intorno ad un’urna dorata (tipo una coppa da trofeo di calcio), sul cui coperchio vi era scritto, con un pennarello nero, un nome in lingua scandinava e una nazione (Norge).
È bastato poco per capire che quella comitiva di giovani era lì, sul molo di Kobenhaven, per compiere un ultimo saluto ad un loro parente/conoscente defunto e, successivamente, cremato: questi erano lì per spargere nelle acque del mar Baltico le ceneri del defunto proveniente dalla Norvegia contenute in quell’urna. Anche questa scena – forse un po’ insolita per la cultura mediterranea – riflette quel misterioso fascino, intriso di magia, e della filosofia delle terre del nord; omaggiare un proprio caro restituendolo definitivamente alla natura! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
