Itinera Fidelis ad Felix Civitas Lauretana: 2 tappe sulla “Via per Loreto” da Colfiorito (PG) a Tolentino (MC)

In cammino lungo la “Via Lauretana”, dall’Umbria (Assisi, PG) alle Marche (Loreto, AN). Per i pochi giorni a disposizione ci siamo incamminati da COLFIORITO (PG) fino a Loreto, quel Santuario della Madonna, ove la “sua” Casa di Nazareth fu qui condotta, pietra su pietra, dal volo degli angeli. Miracolo, leggenda, fede, storia…? Poco importa! Ciò che ha significato per noi sono stati i luoghi attraversati, gli incontri con la gente del posto, le storie che si intrecciano, la disponibilità e l’accoglienza ricevuta. Colfiorito, estremo lembo di terra umbra che s’affaccia sul marchigiano, si protende sull’ampio altopiano di Colfiorito, immensa distesa prativa buona per il pascolo delle greggi e luogo privilegiato ove mangiare del buon formaggio di capra.

Nel mezzo, al centro di questa vasta distesa, sorge l’antichissimo complesso della Basilica di Plestia, punto cruciale di fede, storia e spiritualità in quest’angolo di confine ove tutto è silenzio tranne che i belati delle pecore accompagnate dal suono dei campanacci; scarsa, se non addirittura assente, la presenza antropica. Sulla provinciale, a pochi metri, compare il “limite” umbro/marchigiano tra le provincie di Perugia e Macerata; interminabili distese di campi sapientemente curati, determinano un orizzonte che si perde per chilometri. Le poche case della borgata di Taverne, anche se ristrutturate nel complesso, recano ancora le “cicatrici” del terremoto del 2016 che qui ha colpito duramente. Il cammino tende a raggiungere il termine del pianoro, proprio nel punto in cui questo sbuca sulla rotabile, all’imbocco della stretta valle del Chienti.

Solo il rumore del ruscello che scorre in basso a destra e qualche motore di mezzi agricoli, fanno da colonna sonora a questo ambiente. Si attraversa la cortina delle silenziose case di Serravalle del Chienti, il primo centro marchigiano che s’incontra sul tracciato della Via Lauretana; per strada nessuno, e non è per il cattivo tempo, usci di porte chiuse e finestre sbarrate, varchi opportunamente sigillati da travi in legno come temporanea soluzione in previsione di – quando avverrà – una ricostruzione o ristrutturazione del preesistente. Diverse edicole sacre lungo la strada testimoniano da sempre l’importanza (e la frequentazione) storica del passaggio di pellegrini e fedeli sulla via per Loreto. Il cammino penetra sempre di più all’interno della gola del Chienti fino a raggiungere le poche case della borgata di Bavareto, che ha subito la stessa sorte di Serravalle: abitazioni chiuse e nessuno per strada!

Una deviazione a destra consente di lasciare la Provinciale e di raggiungere il Mulino di Malagna, complesso sistema di regolamentazione delle acque del Chienti, ove l’ingegneria idraulica è ben integrata con l’ambiente circostante. Quel poderoso maniero che si staglia sull’orizzonte, appena offuscato dalle nuvole basse, è la Rocca di Varano che domina il caseggiato di MUCCIA, anch’esso colpito duramente dal sisma del 2016. Da qui optiamo per risalire attraverso boschetti di crinale e vallette scoscese, lungo piste bianche ed ampie vedute paesaggistiche che s’aprono sui campi bagnati dalla pioggia, fino a raggiungere le prime case di CAMERINO. Non si lascia Camerino se non si va a conoscere la possente Basilica di San Venanzio, col suo ampio colonnato della facciata. Rinomata località di studi, con la famosa Università, numerose case ed edifici restano chiusi e “sigillati” sempre in seguito al recente terremoto.

Si riaggancia nuovamente la strada di fondovalle del Chienti, in prossimità della Rocca Varano (omonima ma non uguale alla prima) passando attraverso le borgate di Bistocco e Valcimarra (disabitate e ingabbiate dal doposisma) fino a raggiungere l’estremità occidentale del lago (un invaso) di Borgiano. Da qui, lasciati la Statale 77 si costeggia la parte meridionale del lago fino a salire sul borgo di Pievefavera con panorami sulla valle e lo specchio lacustre. Proseguendo lungo il cammino lauretano attraverso un’ampia zona che s’apre al centro della vallata del Chienti si superano, in successione, prima Caldarola e poi Belforte del Chienti. Ora la strada scorre nuovamente al centro della stretta gola “chientiana” fino ad aprirsi in una spianata eccessivamente antropizzata dalla presenza di un’area industriale e sfiorare un successivo invaso, il lago delle Grazie. Da qui, in breve, si perviene all’imbocco dell’abitato di TOLENTINO varcando la suggestiva porta d’accesso (con torre) del Ponte del Diavolo che immette nell’antico borgo. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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