Se ancora non avete conosciuto una città europea a “misura” di fanciulli, essa è certamente Friburgo (Freibürg) in Germania, capitale simbolica della Foresta Nera nella regione di Baden Baden. Se il vocabolo “Trek – to Trek” nacque alla fine dell’800 in Sud Africa in seguito all’esodo dei coloni di stirpe boera (olandese), è qui a FRIBURGO (Freibürg in germanico), crocevia di importanti (e antiche) strade commerciali fin dalla caduta dell’impero romano che nasce, nel cuore dell’Europa che prende forma e attecchisce la pratica dell’escursionismo itinerante già fin dagli inizi del ‘900, diffondendo la filosofia e lo stile di vita del trekking e, soprattutto, la pratica del camminare attraverso la natura e l’ambiente.
Ovunque si giri, decine di escursionisti singoli, a coppie o a piccoli gruppi, tutti bardati nelle loro variopinte attrezzature, girano per le strade della città; si avverte che il trekking qui – da oltre un secolo – sembra essere una tra le principali risorse che richiama, ogni anno, migliaia di appassionati del genere da tutto il mondo. Friburgo è questa, una platea in cui tutti si sentono protagonisti assoluti del proprio momento, e per conoscerla basta recarsi nella grande piazza che circonda la monumentale Cattedrale (il Münster) dedicata a San Giorgio, con una gigantesca e possente Torre campanaria (simbolo della città), alta circa 120 metri, in marcato stile gotico e i suoi caratteristici “gargoiles” (utilizzati come fugoli per l’acqua piovana) in pietra rossa dei monti della Foresta Nera.
Ai piedi della Torre e nella piazza circostante si svolge, ogni mattina, un antichissimo (risalente al XVI secolo), vivace e pittoresco mercato in cui primeggiano i frutti locali (ciliegie su tutto), gli ortaggi, i formaggi, gli insaccati (speck) e i fiori; tutt’intorno negozi pulsanti di vita; sulla stessa piazza prospetta il caratteristico edificio in pietra rossa dell’Historisches Kaufhaus, l’antico mercato coperto costruito nel 1532 che fu anche la prima sede di attività commerciali e, successivamente, della dogana. Ma qui non è solo folklore… Friburgo è un concentrato di umanità giunta da ogni angolo del pianeta e che hanno scelto di vivere in quest’angolo di Germania. La città presenta un clima mite, quasi mediterraneo, che la favorisce per periodi di vacanze rilassanti.
I suoi innumerevoli locali, brulicanti di un melting-pot multicromatico, soddisfano i gusti di ogni età, dal semplice e spartano pub, al localino raffinato magari nascosto in qualche vicolo adombro da erbe rampicanti che fanno da copertura vegetazionale. Le vie del centro storico, tutte rigorosamente chiuse al traffico veicolare, sono pavimentate in basoli e ciottoli; i marciapiedi si fanno notare per i mosaici realizzati in pietra che individuano (e identificano) l’ingresso di negozi e locali commerciali; le biciclette (a migliaia) sono il mezzo di locomozione preferito dalla popolazione locale, soprattutto i più giovani; i tram, curiosamente silenziosi, sono una delle caratteristiche di Friburgo e collegano, da una parte all’altra, gli angoli più belli della città.
Ma una curiosità su tutto ha destato il nostro interesse; la maggior parte dei vicoli e alcune delle principali strade che attraversano il centro storico della città, sono delineate – lungo i bordi – da curiosi canalini (i Bächle), autentici ruscelletti a cielo aperto, privilegiati campi da gioco per i più piccoli che, con le loro caratteristiche barchette colorate, si divertono a farle scorrere su e giù a pelo d’acqua. Vuole la tradizione che se si cade, o si inciampi, in uno di questi canalini, colui che si “bagna” è destinato a coniugarsi in matrimonio con un abitante di Friburgo. Quanto sono fighi questi tedeschi… che popolo, educatissimo e (cosa conosciuta ai più) d’indole particolarmente accogliente, ma mai… dico, mai… farli arrabbiare! Ritornare qui è sempre un piacere; poter vivere tutto ciò da protagonisti a pochi passi dalla Schwarzwald (Foresta Nera) è un privilegio per pochi! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
