Appena varcati la frontiera istriana, si entra in Slovenia, territori che si aprono lungo orizzonti montuosi solo in apparenza aspri e irraggiungibili; si stanno attraversando i territori delle Alpi Giulie al confine tra Italia e Slovenia. La via principale conduce in direzione Lubiana (di cui parlerò/illustrerò in un successivo report), la capitale slovena, ma la meta da raggiungere è un luogo davvero bellissimo: il lago di BLED sormontato dal suo incredibile castello di BLES (Blejski grad) che si espone a picco su uno sperone roccioso a nord del lago. Siamo all’interno del Paco Nazionale del Triglav e – nello specifico – nel “Regno dei Sette laghi del Triglav” è un paesaggio senza tempo, né confini di spazio, poichè così profonde e determinate erano le forze della natura quando plasmavano il suo volto (rocce, montagne, cascate e torrenti) e quando sceglievano i suoi colori (boschi, prati, ruscelli e acqua). Giunti così a BLED, sulle sponde dell’omonimo lago, si avverte subito di come questa località, dallo spirito cosmopolita, sia circondata – letteralmente – dal Paradiso.
La sua sua skyline si riflette nelle acque del lago dai fondali che vanno dal color verde al blù più intenso. Ma ciò che desta il nostro interesse è raggiungere quella rocca che s’impenna dalla rupe che spiove sul lago: la fortezza di Bles. Per raggiungerla a piedi, basta portarsi alle spalle della Cerkev sv. Martina (chiesa di San Martino), da cui hanno inizio due possibilità per raggiungere a piedi il castello: un sentiero che taglia sulla destra e, per ripidi tornanti, giunge alla spianata del castello; mentre l’altro a sx, passa proprio sotto la rupe e risale – per incredibili punti panoramici – dal lato opposto. Siamo finalmente così giunti alla spianata che determina l’accesso al castello. Eretto sulla roccia che affaccia proprio sopra il lago giace questo pittoresco Castello di Bled: varcati il portale d’accesso si entra all’interno di una prima corte da cui prospetta una prima balconata panoramica sui paesaggi del lago ove ci sono un Museo, l’antica Tipografia all’interno della Torre di guardia, la cantina nobile (Vinska klet), la Sala delle Erbe e la Sala dei Cavalieri; raggiunti il cortile superiore su di esso prospetta la Grajska kapela (Cappella gotica) con manufatti artistici di pregiato valore.
Il castello fu donato dall’imperatore Enrico II nel 1004 ai vescovi di Bressanone. Nel 1511 fu distrutto da un terremoto e prontamente ricostruito mostrando le caratteristiche dei vari stili d’architettura militare che si sono succeduti nel tempo, da elementi romanici e rinascimentali fino al barocco. Il Museo al suo interno racconta la storia di Bled nelle varie fasi succedutesi nel tempo; la Stamperia presenta l’antica arte della stampa; la Cantina offre degustazioni dei pregiati vitigni locali; mentre il pozzo al centro del cortile narra di una leggenda legata alla “Campana del lago”. Tra gli edifici più interessanti di cui si compone l’intera struttura del castello vi è, senz’altro, la Grajska kapela (cappella gotica) che si erge nel cortile superiore; essa è dedicata ai vescovi Sant’Albuino (Albino) e a Sant’Ingenuino (entrambi Vescovi del Tirolo e patroni di Bressanone). Sorta nel secolo XVI, la cappella fu rinnovata in stile barocco alla fine del secolo XVII e ornata con affreschi a trompe-l’-oeil. Accanto all’altare sono ritratti i donatori dei possedimenti di Bled, l’imperatore tedesco Enrico II e sua moglie Cunegonda. I loro ritratti si trovano anche nella chiesa della Madonna sul lago sull’isola di Bled.
Il Castello di Bled offre una veduta paesaggistica che si distribuisce – per 270° – dalle aspre cime montuose delle Alpi Giulie e dal Parco Nazionale del Triglav, in una posizione perfetta da cui poter ammirare dall’alto l’incantevole specchio lacustre di Bled col suo pittoresco isolotto che emerge dalle acque. Il panorama che da quassù s’apre sul Lago di Bled è semplicemente mozzafiato! Ma il castello, arroccato sulla scogliera, è intriso dei racconti di fiabe e leggende che si tramandano da secoli, mentre la vista risulta essere estremamente spettacolare, da qualsiasi parte possa giungere lo sguardo. Rimanendo estasiati da così tanta bellezza rivolgiamo il nostro interesse a scoprire qualcosa in più sul lago ed il suo caratteristico isolotto, storie e vicissitudini che si tramandano dalla notte dei tempi anche da leggende come quelle della “Campana Sommersa” (o dei desideri) che narra di una vedova inconsolabile, Polissena, il cui marito fu ucciso e gettato nel lago. In sua memoria lei fece fondere una campana per la cappella che giace sull’isola, ma la barca che la trasportava affondò; disperata, vendette tutto, e in seguito Papa Clemente VII inviò una nuova campana, la cui suonata esaudisce i desideri di chi la fa suonare.
Altra leggenda – invece – un tantino dal sapore più cruento – narra di un “Vendetta delle Fate” che attribuisce la formazione del lago stesso, in seguito ad un torto che i pastori transumanti del tempo che coi loro greggi pascolavano in queste vallate, non ascoltarono i consigli che le stesse fate offrivano loro per ottenere migliori elementi utili alla produzione (della lana e dei formaggi) ricavata dagli armenti. Ignorate dai pastori le fate, allora, assunsero un atteggiamento vendicativo nei confronti di questi fino ad allagare l’intera vallata, lasciando emergere dalle acque solo l’isolotto dove esse danzavano. Mentre invece nel punto in cui si trova l’attuale bacino lacustre qui un tempo giaceva un buco tettonico creato, nel corso del tempo, dal ghiacciaio Bohinj. Il percorso glaciologico veniva ostacolato da un’enorme roccia raschiata in modo così persistente che l’unica cosa rimasta era l’attuale isolotto. Allo sciogliersi del ghiaccio il bacino si è riempito d’acqua, ed è così che è emerso il lago di Bled, la cui profondità in alcuni punti è fino ai 30 metri; i suoi fondali sono molto frequentati subacquei. Qui vivono 19 specie di pesci, come carpe, montoni e trote; mentre sulla sua superficie nuotano – indisturbate – soprattutto anatre cigni.
Paragonare questi scenari paesaggistici che sembrano essere usciti dal racconto di una favola… non è poi così tanto esagerato! Qui, a Bled, la fiaba sembra aver preso vita; l’intera skyline che circonda il lago è da lasciare talmente così meravigliati da togliere il fiato. Tutto il circondario, tra monti e boschi, è quel tipo di luogo che sembra essere davvero estratto da un libro di fiabe: calmo, magico, etereo, sereno; la piccola isola di Blejski otok, con la sua affascinante chiesa e il campanile di Cerkev Marijinega Vnebozetja (chiesa dell’Assunzione di Maria), sono la perfetta immagine di questa incredibile cornice paesaggistica. Il lago di Bled è pura magia con le sue acque talmente così limpide, intrise del colore verde smeraldo che domina su tutto, è semplicemente stupefacente; sembra quasi di sentire la magia della natura circostante, ma consigliamo di goderla senza avere fretta altrimenti non si potrà essere in grado di ammirare – e lasciarsi avvolgere/coinvolgere – dalle tante bellezze paesaggistiche, naturalistiche e ambientali oltre alle sue incredibili meraviglie che qui, in questo angolo di Slovenia tra cielo, roccia, boschi e acque, trasmette sensazioni ed emozioni difficilmente riscontrabili in atri luoghi.
Uno tra i paesaggi più iconici (e poco conosciuto dall’overtourism) della Slovenia, considerato come la sua “perla”, assume da sempre atmosfere dal sapore romantico. Oltre alle cupole e alle coperture delle chiese e del castello, oltre al verde smeraldo determinato dai suoi fondali il lago – in molte sue parti ancora – offre la presenza di acque che assumono colori che vanno dal turchese al giada, dallo smeraldo al cobalto. Il romanticismo di cui si pregia questo spettacolare scenario paesaggistico viene determinato non solo dai silenzi che circondano il lago di Bled con la sua pittoresca chiesetta che si erge sull’isola, ma anche dal poderoso maniero che si staglia sulla vicina rupe alle sue spalle. Questo angolo della Slovenia, l’incanto di uno specchio lacustre (il lago Bled), i silenzi che avvolgono una piccola isola (Blejski otok), l’inespugnabilità di una rocca (Blejski grad) sono tutti elementi che valgono assolutamente il viaggio fatto per raggiungerli. Una volta giunti sul luogo, ha inizio quel racconto che anima le fibrillazioni assunte dalla visione di così tanta bellezza; ed è proprio qui, durante questo momento, che ha inizio la sua parte più bella, coinvolgente e intensa; lo stato d’anima raggiunge l’apoteosi nel lasciarsi avvolgere dalle emozioni che questi posti generano il resto, poi… è solo pura magia! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
