Agafay desert (اكفاي – MAROCCO)… dopo un te sotto la tenda, a dorso di dromedario a spasso per il deserto.

A poche decine di chilometri a sud di Marrakesh s’apre uno spettacolo naturalistico e ambientale di notevole bellezza: chilometri e chilometri di silenzio tra l’immensità di paesaggi che si perdono all’infinito, mentre nel mezzo… il nulla del deserto di AGAFAY. Siamo alle soglie del più ambito (e sabbioso) Sahara che ha inizio nella parte a sud del paese, e questa esperienza “desertica” nell’Agafay si avvicina molto alle storie vissute sulle vie carovaniere, storie di uomini e cammelli, che da sempre attraversano il celebre deserto. Tutt’intorno, per centinaia e centinaia di chilometri non c’è nulla, solo un vasto orizzonte di sabbia e roccia ove ogni tanto, in lontananza, si scorgono muretti di pietre a secco (ovili) e qualche pastore che segue il suo sparuto gregge di capre che pascolano in una distesa di altopiani che – tra dune e dossi – creano un affascinante luogo, molto simile ad un autentico paesaggio lunare.

L’alto spirito di accoglienza e ospitalità che contraddistingue queste popolazioni stanziali nel deserto, tra berberi e nomadi tuareg, ha dell’incredibile. Appena raggiunti una piccola oasi che – improvvisamente – compare nascosta dietro una duna ecco comparire una piccola oasi; ma più che un’oasi è il risultato di come queste popolazioni riescano a ricavare, in un ambiente così aspro e – all’apparenza – inospitale, un angolo di paradiso davvero inaspettato: campi sapientemente coltivati ad ulivo e sufficientemente irrigati da acqua di pozzo astutamente ricavata da una falda sotterranea. Una grande vasca ricavata in un recinto di pietre a secco contiene centinaia di litri d’acqua che una pompa provvedere a trasferire nei canaletti appositamente ricavati tra i piccoli filari ulivati.

In un ampio spiazzo tra questi alberelli (che sembrano grossi cespugli) si ergono almeno 4 grosse tende, che si rifanno alla tradizione beduina; esse sono state realizzate per accogliere i viaggiatori che si trovano a transitare da queste parti. Qui, prendere parte al rito del te intriso con la menta sorseggiandolo seduti intorno ad un tavolo basso accovacciati su tappeti multicolori e cuscini dagli incredibili disegni, più che una tradizione che evidenzia l’ospitalità di questa gente, esalta la gentilezza dell’accoglienza e la cura che si esprime verso il forestiero per farlo sentire accolto in casa come amici e non come una fugace visita di forestieri di passaggio; oltre al te, coronano questa piacevole sosta anche biscotti preparati al momento, salsine, pane, marmellate, burro, spezie ed olive accuratamente preparate per l’occasione.

Qui i colori, in questa parte dell’Africa, vanno dall’ocra più intenso al rosso più sbiadito, incorniciando – laggiù sullo sfondo a sud – le aree aride della “cordillera atlantica”. Nonostante la loro latitudine, l’altitudine di queste montagne ti permetterà di vedere le cime innevate. Volgendo lo sguardo a mezzogiorno, se la giornata è nitida sono possibili scrutare i profili innevati delle montagne più alte dell’Africa settentrionale; quei monti dell’Atlante su cui domina, su tutti, la cima del Toubkal. Una escursione a dorso di dromedario è il clou più interessante e divertente della giornata; col suo passo lento e costante l’itinerario attraversa un ambiente naturale perfettamente conservato ove sembra di attraversare un incredibile paesaggio lunare scoprendo, oltre l’orizzonte, delle piccole oasi e ammirando pastori al seguito di centinaia di pecore pronte per il pascolo sulle arse colline incuriositi da cosa mai avrebbero mangiato queste pecore in un territorio così secco, inospitale e senza un filo d’erba.

La particolarità di questo luogo avvolto dal più assoluto silenzio, è che si sta attraversando un deserto di pietra e rocce ove lo sguardo – oltre ogni possibile orizzonte – offre un panorama unico, nel quale si susseguono bianche dune che si alternano a lievi ondulazioni in roccia rossastra, come calanchi in calcarenite, la cui forma e colore ricordano molto da vicino quelle Sahariane di Erg Chebbi. Il capo-carovana guida i passi dei dromedari lungo polverose e assolate piste; in lontananza si scorgono sparuti gruppi di case, più che altro 4 pareti in pietra con il tetto di palme, raccolte all’interno di recinti realizzati con pietre a secco del deserto. Come piccoli villaggi esse sono raccolte intorno ad un palmizio, ciò a testimoniare che in quel luogo la sapiente maestria di chi ci vive e la dura esperienza della vita nel deserto, hanno contribuito nel riuscire a trovare, e a ricavare dal sottosuolo, pozze d’acqua (spesso non potabili) utilissime ad irrigare quei pochi metri di deserto che si riescono a ricavare come colture di bacche, ortaggi e verdure, nonché di ulivi.

L’Agafay, come in molti magari credono di aspettarsi, non è un deserto sabbioso come quello del più blasonato Sahara; esso è, piuttosto, un immenso altopiano di terra arida che – per decine e decine di chilometri – offre una vera, autentica sensazione di deserto da godere soprattutto nei periodi giusti dell’anno. Qui la steppa locale determina anche le contrastanti condizioni climatiche in una terra eccessivamente arida tale da riuscire ad offrire giornate con temperature infernali che si alternano a notti estremamente fredde. Nei periodi più caldi dell’anno in questo deserto le temperature massime riescono a raggiungere (e superare) anche gli spaventosi 40 gradi, per cui queste escursioni su dromedario sono possibili effettuarle o all’alba o al tramonto.

Per il resto, poi, lasciarsi cullare dalla fantasia e sognando ad occhi aperti di poter essere un califfo, o magari l’avventuriero Lawrence d’Arabia o – meglio ancora – l’icona del perfetto cavaliere berbero spesso incarnato dal celebre attore Omar Sharif, riempie di pensieri, di emozioni e di sensazioni il resto dell’escursione ammirando gli splendidi scenari del paesaggio circostante in un’autentica estasi contemplativa. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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