monti della Tolfa (tuscia viterbese VT), dal borgo della Farnesiana ai ruderi di Cencelle

C’è un territorio, quello dei monti della Tolfa, nel viterbese (alto Lazio) ove ancora si respirano – e si vivono – le tradizioni della Maremma; una terra ricchissima di tutto, dagli estesi campi di foraggio all’allevamento di vacche e cavalli, dalle copiose foreste agli estesi pascoli, dagli intensi profumi ai forti sapori, dal sacrificio di uomini e donne che portano sul volto i “segni” del lavoro in una terra che offre tanto ma che, spesse volte, risulta essere così severa. Allumiere, ha una bella piazza sbilenca ove il signore del tempo, proveniente dalla vicina Siena, portò qui le suggestioni del “Palio” rievocando i fasti della gloriosa tradizione senese in questa fetta di territorio tra i monti.

Già fin dall’antichità queste terre venivano solcate da tribù nomadi etrusche e questa parte di territorio, racchiusa tra i monti della Tolfa e la Valle del Mignone, sono i confini naturali di questa terra in cui si estraeva l’allume (da cui il nome del centro). Fu nel 1462 che tale Giovanni da Castro scoprì i preziosi giacimenti di “alunite”, minerale che veniva estratto per produrre l’allume), materia simile al salgemma con proprietà chimico-minerali che veniva prodotta ed esportata in tutto il mondo utilizzato per la concia delle pelli e per fissare il colore sui tessuti.

Inoltrandosi verso l’interno, ad appena 10 km fuori il paese, si raggiunge il borgo della Farnesiana sorto, tra la fine del XV e il XVI secolo per volere di papa Paolo III Farnese al fine di favorire lo sfruttamento delle miniere di alunite. Questo borgo sorse in quest’area proprio per poter offrire alloggio, ricovero e sistemazione per gli operai impiegati nelle cave di alunite, favorendo loro le strutture necessarie per il sostentamento della sempre più crescente comunità dei minatori. Così, verso la fine del ‘500 qui già erano sorti un mulino, alimentato dal vicino torrente Campaccio, un forno, una tenuta agricola ed una chiesa; solo più tardi, nel XVII secolo vi fu costruito un imponente granaio.

Il piccolo borgo, con lo scorrere del tempo divenne Signoria, ma fu solo alla fine della dinastia Farnese che il mulino ed il forno furono definitivamente abbandonati. Qui è presente forse uno tra gli allevamenti più intensi dei bovini della cosiddetta “razza maremmana”, un’antichissima specie autoctona oggi a rischio di estinzione. In azienda oggi sono presenti circa 250 esemplari, che vagano sui pascoli circostanti completamente allo stato brado. Il centro aziendale oggi è composto da un pittoresco borgo medioevale apparentemente “abbandonato”, una grande chiesa in stile neogotico (ma eretta nella metà del XIX secolo) dedita al culto dell’Immacolata Concezione, e il grosso edificio dei granai.

Dal borgo della Farnesiana, parte la traccia di uno stradello che attraversa il fossato e risale per le verdi pendici dei boscosi crinali dei monti della Tolfa; un luogo spettacolare immerso (e circondato) completamente nel verde. Tra il vagare di vacche che pascolano liberamente, i profumi intensi della macchia mediterranea intrisa delle essenze aromatiche di erbe officinali spontanee usate nella cucina tradizionale locale, si esce allo scoperto lungo un crinale sassoso che offre vedute panoramiche su tutto il circondario.

Muovendosi verso settentrione, lungo piacevoli saliscendi attraverso estesi tappeti erbosi, buoni per i pascoli in cui i cavalli corrono liberamente, si raggiungono le basi di alcune falesie, palestre privilegiate per gli amanti del free-climbing che quassù vengono ad allenarsi. Gli estesi orizzonti che solcano le skye-line ovunque volge lo sguardo, offrono vedute paesaggistiche davvero molto belle, soprattutto dopo la mietitura in cui il giallo intenso dei campi di foraggio esaltano l’azzurro del cielo in tutte le sue livree. Laggiù, verso ovest, è già ben visibile la costa del mar Tirreno.

Dalle falesie della Tolfa, si discende verso il centro della valle ove si scorgono alcuni capannoni per la produzione di prodotti caseari ricavati dagli allevamenti della zona. Giù in fondo, è ben riconoscibile la traccia ove un tempo era la massicciata su cui scorreva un tratto di linea ferroviaria che collegava la costa coi centri dell’interno. Alzando lievemente lo sguardo sull’orizzonte sono già ben riconoscibili i ruderi (torri merlate e cinta muraria) dell’antica città di Cencelle (conosciuta anche come Leopoli), nucleo urbano eretto per volere di papa Leone IV nell’854 per ricollocare in questa sede, più sicura e maggiormente protetta, gli abitanti della vicina Centumcellae (l’odierna Civitavecchia).

Da un abbeveratoio si risale lungo un assolato sentiero, ben tracciato dalla presenza di animali al pascolo e facilmente individuabile (con pavimentazione basolata) che raggiunge il varco d’accesso meridionale della città fortificata. Ben visibili sono le possenti strutture turrite poste a difesa della città e che cingono la perimetrazione delle mura; mura perimetrali di antichi edifici, le nicchie e le (appena accennate) navate di una chiesa, la via principale pavimentata da grossi basoli, i sarcofagi di antiche sepolture ed altri particolari urbani sparsi – qua e là – all’interno di questa vasta area (a tutt’oggi ancora oggetto di studio da parte di campagne di scavo archeologiche), restituiscono le arcane sensazioni di quella che un tempo era una fiorente città, posta tra la costa e i monti dell’interno, importante fulcro per gli scambi commerciali tra il mare e l’Appennino.

Conoscere, e poter vivere, questa parte di Maremma laziale, val davvero la pena trascorrere qualche giorno di vacanza magari progettando escursioni ed esplorazioni per visitare e godere di così tante bellezze paesaggistiche, naturalistiche e ambientali andando alla scoperta di tradizioni e luoghi spesso fuori dalla portata dei più grossi e intensi flussi turistici. Per chi ricerca sensazioni di pace (non solo col proprio animo) e gusto per la scoperta e l’esplorazione di luoghi insoliti, Allumiere, il borgo della Farnesiana e Cencelle… fanno al caso vostro! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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