Riserva Naturale valle e foce del fiume BELICE (Sicilia, AG-TP)

Per raggiungere la foce del fiume Belice, che attraversa l’omonima valle, si attraversa un paesaggio caratterizzato da morbide colline punteggiate dai filari di vigneti che si perdono a vista d’occhio, siamo nell’area del vino Marsala. Ma è presso la foce che la natura, in quest’angolo dell’isola, esprime alcune delle sue peculiarità, alcuni particolari habitat come le paludi e la fascia costiera caratterizzata dalle dune e dai gigli di mare. Paesaggi tra il verde e l’argento offrono una varietà di di elementi naturali, quali le verdeggianti colline che spiovono fino al mare; ampie vallate ricoperte da macchie di conifere ed eucalipto che si alternano al sughero, al carrubo, dall’olivo, e dalla macchia mediterranea tra rovi, corbezzoli e ginestre.

Avvicinandosi all’area ove il fiume Belice, per mezzo della sua foce, riversa le sue acque nel Mediterraneo. E’ qui che ritroviamo alcuni tra gli ambienti ormai quasi del tutto scomparsi in Sicilia; qui le paludi rivestono notevole interesse soprattutto dal punto di vista faunistico. Tra gli ampi specchi d’acqua circondati dalla cospicua ve-getazione palustre, ove spicca il “Limonium siculum” esclusivo di quest’area e dei pantani siracusani, trovano sicuro punto di riferimento per una sosta grandi stormi di uccelli migratori; autentiche oasi di verde in un contesto più ampio di terre aride ed aspre. L’importanza di questi ambienti si evidenzia per la presenza di una copio-sa e ricca macchia mediterranea in cui primeggiano il lentisco, la palma nana, i gigli, canne ed altre… oltre alla presenza di una fauna tipica come il ramarro (che si nasconde tra le canne) e la testuggine.

Particolari scorci paesaggistici si ammirano nelle adiacenze di Selinunte, ove ad un intenso tratto costiero sabbioso, fa da margine la maestosità delle superbe rovine della città greca. Alla foce del fiume Belice e alle dune limitrofe che ne esaltano il li-torale, si raggiunge dopo aver superato un ponte in ferro della ferrovia. Passerelle in listelli con passamani in legno immettono in uno dei tratti costieri tra i più belli e significativi; una costa dalle finissime sabbie che si estende tra Marinella di Selinunte e Porto Palo, autentico scrigno di bellezze sia naturalistiche che paesaggistiche.

Su questo litorale prospettano un insieme costituito da un sistema di dune costiere che spesso – sottoposti alle mutevoli sferzate dei venti, si spostano verso l’entroterra per molte decine di metri, raggiungendo altezze che oscillano tra i 5 e i 7 metri. Queste, continuamente modificate dall’azione dei venti, insieme all’areale della foce accolgono svariate specie vegetali e animali come le erbe striscianti ca-paci di “riemergere” dalla sabbia, delicati fiori come i profumati gigli di mare e le spettacolari acacie e – proprio presso la foce – del fiume, lungo le sue sponde, una ricca vegetazione palustre in cui prevale il canneto.

Tra le varie specie avifaunistiche prevale la presenza degli aironi “cenerini”, passeri-formi, anatre, ghiandaie, il ramarro “siculo” ed è segnalata la deposizione di uova di tartarughe marine; mentre numerosissima è la presenza di lumache (di tutte le di-mensioni) che stazionano lungo gli steli tra i canneti e le dune. Il piacevole sgam-bettare attraverso i canneti e la sabbia, conduce verso un mare dai fondali cristallini davvero unici; di fronte… le coste dell’Africa, l’altra “faccia” del Mediterraneo. (testi & photo ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento