BRATISLAVA, antica “Pressburg” (SLOVENSKO): la più giovane e la più piccola d’Europa…

Occorre un giorno per girare a piedi, conoscere e scoprire alcuni tra gli angoli più significativi di questa giovane capitale europea bagnata dalle acque del Danubio e posta al confine con l’Ungheria e l’Austria; con un centro storico tale da sembrare un gioiellino urbano tutto da vivere coi suoi numerosissimi negozietti e locali (pub, locande, trattorie, vinerie, birrerie…) dalle appariscenti vetrine e dalle tipiche atmosfere “bohémien” che si rifanno al mondo artistico, intellettuale e letterario del IX secolo. BRATISLAVA non è molto grande, tutte le sue attrazioni ed i luoghi più importanti e significativi sono concentrati nel centro della città; l’anima pulsante ruota all’interno di un borgo storico e medievale che sembra essere diviso in due e attraversato da due larghe arterie stradali, fortunatamente chiuse al traffico veicolare. Tra i principali viali, attraversati dalla linea tramviaria, c’è il viale Obchodnà coi suoi numerosissimi negozi e locali ove gustare pietanze della tipica cucina locale, ai fast food più in voga, agli accoglienti ristoranti tra “modern style” e charme.

Proprio lungo questo viale compare il più antico pub della nazione: lo SLOVAKJ PUB, ricavato dalla struttura di una chiesa sconsacrata. L’ingresso ha una rampa di scale in legno che sale al piano di sopra. Tra antichi eroi slovacchi, spade nella roccia, saghe e leggende legate a santi, eremiti e guerrieri, nel pub (di fine ‘500) si cammina su travi calpestate, per secoli, dai tanti viaggiatori passati da qui; tipiche pietanze e birre locali che ti inebriano ma non fanno barcollare, e quel profumo d’antico che non guasta mai, rendono il luogo molto speciale. Appena superati lo sbilenco (perché a differenti quote) piazzale caratterizzato dal largo viale Hurbanovo nàmestie attraversato dalla tramvia, siamo alle porte della CITTÁ VECCHIA. “Staré Mesto” è, appunto, il fulcro della capitale slovacca. Questa parte della città è piccola, raccolta, accogliente e – attraversandola a piedi – si visita facilmente in poche ore. Il centro storico è attraversato da due principali vie (la Michalskà/Ventrùrska e la Panskà) con vicoli lastricati su cui s’affacciano palazzi colorati dai diversi stili e che raccontano molte vicende del passato.

Siamo sul ponte (most) che immette all’arco “bràna strednà” che attraversa l’antico perimetro settentrionale della città vecchia. Tra vicoli strettissimi, portali in pietra finemente decorati e le meravigliose vetrine del centro storico si incontrano i più importanti edifici e monumenti di Bratislava, le sue caratteristiche statue, nonché numerosi alberghi, ristoranti, chiese, musei e teatri; senza poi dimenticare – naturalmente – i caffè storici che riportano indietro nel tempo. La via che piega e scende a sx lascia apparire, in tutta la sua imponenza, la TORRE di San Michele. Questa è l’unica porta medievale conservata della città che risale al XIV secolo. Coi suoi 51 metri d’altezza era una delle quattro porte cittadine; la ristrutturazione del 1758 diede alla torre un aspetto più barocco. Uno dei monumenti piú significativi della città sia per la sua imponenza che per la storia che l’accompagna. É bello varcare l’arco sottostante e soprattutto percorrere la strada dell’incoronazione con le coroncine incastonate nel manto stradale in ricordo della passeggiata che qui svolgevano gli imperatori appena incoronati.

La via Michalskà/Ventrùrska scende verso sud fino ad incrociare la via Panskà; qui una fontana caratterizza l’unione tra le due vie. Volgendo a dx si giunge presso la parte esterna del centro antico; la bellissima facciata di un palazzo in tardo stile liberty che si sovrappone all’art-nouveau. Qui, sempre a dx, s’apre lo slargo alberato Anton Berdolàk (con fontana) dietro cui primeggia l’imponente torre campanaria della Katedràla Svätého Martina. Il suo campanile dai colori verde/oro termina a punta con la corona ungherese; era la “Chiesa delle Incoronazioni”. Di fronte, oltre la strada soprelevata a scorrimento veloce, s’erge – dall’alto di una verde collina (propaggini meridionali dei Piccoli Carpazi) – il Castello. La vecchia fortezza s’affaccia, in tutta la sua imponenza, sul Danubio con le 4 torri poste ai lati e le pareti bianche; esso è il simbolo indiscusso della città. Per raggiungerlo si prende il sottopasso Podchod pämati, si volge a dx per una prima rampa di scale e poi subito a sx per i gradoni acciottolati di Zàmocké schody, fino a raggiungere la singolare porta delle mura meridionali di Ẑigmundova bràna.

Superata la porta la pista basolata risale sfiorando i bastioni meridionali della cinta muraria fino a raggiungere – sulla dx – l’arco d’ingresso (Leopoldova bràna) che immette nel perimetro interno della fortificazione. Poco più avanti, parte sulla sx una serpentina di rampe dai listelli in cotto che sbuca presso il monumentale cancello sulla panoramica spianata; e qui, a dx, compare in tutta la sua poderosa e magnifica bellezza, il CASTELLO (Kràlovskў palàc na Bratislavskom hrade) di Bratislava, col suo ampio piazzale caratterizzato dalla statua equestre di Svâtopluk. L’imponente facciata del Castello è uno dei punti di riferimento più importanti della città; esso s’apre con una splendida vista sul quartiere medioevale e la parte più antica di Bratislava. Esso è una delle migliori attrazioni della capitale, in una splendida posizione su una collina ai margini occidentali del centro. La spianata s’apre su uno splendido paesaggio, con verde e fiori. Dal cortile del castello si gode di una splendida vista sui tetti città antica e sul fiume Danubio. Oltre a scorgere tutta la città, in lontananza i mulini a vento, che si trovano in Austria.

Il Castello di Bratislava domina l’intero centro storico sottostante, che risulta essere – indubbiamente – la parte più bella della capitale. Usciti nuovamente fuori le mura dalla porta di Ẑigmundova bràna, e rientrando nella vecchia città si attraversa un altro pittoresco angolo di Bratislava; un borghetto (dimora di antiche famiglie ebraiche) con alte e strette case ricco di storia, con slarghi fioriti e belle piazzette distribuite lungo impensabili pendenze, attraversate da strade lastricate e rampe acciottolate ai cui lati si ergono antichi palazzi dai colori pastello. Rientrati nel centro storico della città si cammina lungo la via Panskà fino ad incontrare, presso l’incrocio con Rybârska brâna, un’altra delle figure simbolo associate alla città di Bratislava. Praticamente da un tombino fuoriesce – con le braccia poggiate lungo il bordo della pavimentazione – un buffo personaggio in “bombetta” che sembra divertirsi osservando le persone che camminano su e giù per la via. La singolare figura si chiama Čumil (Man at work o Gaper), e raffigura un lavoratore della rete fognaria cittadina; esso è un’attrazione molto fotografata.

Proseguendo verso occidente lungo il viale Laurinskà si sbuca nell’enorme piazza di Kamennè nàmestie, in cui convergono – e si incrociano – cinque tra le principali arterie che comunicano tra la parte vecchia della città e quella nuova. Edifici di nuova concezione architettonica si alternano alle tipiche costruzioni edilizie e agli ampi spazi urbani determinati dal potere sovietico; un susseguirsi di tempi ed epoche storiche che hanno determinato la vita di questa città e della sua popolazione durante la “Guerra Fredda” e l’oblio della “Cortina di Ferro”. Imboccando via Dunajska prestare molta attenzione al suo lato dx: tra due strette palazzine compare un varco (Liga pasàz, specie di sottopasso quasi al buio), privo di illuminazione, che sbuca lungo il viale alberato di Grösslingovà; un centinaio di metri sulla sx e poi, subito immediatamente a destra per via Bezruĉova, ecco comparire – in lontananza sulla dx – lo splendido campanile della singolare Chiesa Blu dalle bizzarre forme architettoniche (quasi di matrice gaudiana), dedicata a Kostl svătej Alžbety, Santa Elisabetta.

La Chiesa Blu di Santa Elisabetta è una delle principali attrazioni di Bratislava, un monumento di art nouveau tra i più belli della città. Dedicata a Santa Elisabetta d’Ungheria. L’edificio sacro esprime uno forte stile di art nouveau ed è nota come la Chiesa Blu per via del colore della sua facciata. Anche le decorazioni interne, le panche e persino il campanile sono colorate di blu. Il Modrý kostol sembra essere uscito da una favola, sempre circondato da gente curiosa, per via del suo stile unico; architettura secessionista ungherese e anche un pò di arte bizantina, risaltano le sue tonalità dai colori azzurro e turchese, da qui il nome di Chiesa Blu. La giornata volge al tramonto e, purtroppo, siamo riusciti a vedere e conoscere solo alcuni tra i principali edifici, monumenti e luoghi di culto che caratterizzano questa giovane capitale. All’interno della città vecchia ci sono ancora altre “perle” architettoniche come le piazze, che hanno per sfondo i tipici edifici dall’architettura medioevale, rinascimentale e neoclassica che ha sempre caratterizzato queste terre ai margini tra oriente e occidente. Qui le invasioni turche tra la fine del XVI e i primi del XVII secolo furono fermate dagli eserciti europei e qui – noi, purtroppo – di fronte a questo insolito e curioso edificio di culto, chiudiamo il nostro bel giro a piedi per Bratislava. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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