Nella splendida cornice dei territori, aspri e montuosi, dell’alto Lazio, in provincia di Rieti, risaltano – per bellezza degli scorci paesaggistici e e lo stupore di una natura ancora incontaminata – i due specchi lacustri (bacini artificiali) del lago Salto e lago del Turano. Raggiungere questi luoghi non smette mai di meravigliarsi; ed è proprio lo stupore la prima sensazione che si prova camminando attraverso questi incredibili scenari paesaggistici, insolitamente creati dall’intervento dell’uomo. Anche se siamo in piena stagione estiva, l’abito più bello queste ambientazioni naturali lo rivestono in autunno e in inverno, periodi dell’anno che offrono il meglio di sé.
E come non restare estasiati di quando una coltre di nebbioline rasentano la superficie delle acque, avvolgendo e riempiendo l’aria ampliando a mille la percezione dei sensi, come annusare l’aspro profumo del muschio e dell’erba bagnata dalla rugiada del mattino, percepire gli odori emanati dalla delicatezza delle erbe aromatiche… Tutte sensazioni – queste – inducono a scrutare l’orizzonte, a gustare della magia degli intensi momenti di silenzio che ci circondano, a percepire il mistero di questi luoghi e a condividere così tanta bellezza, oltre che con se stessi, con chi si ha la fortuna di avere accanto.
La diga fu creata nel 1940 sbarrando il corso del fiume Salto; una imponente muraglia di cemento alta circa 90 metri; l’operazione permise di colmare con l’acqua oltre un chilometro della lunga e stretta valle percorsa dall’omonimo fiume. Il Lago del Salto e quello del Turano (divisi dalla massiccia e imponente mole del monte Navegna, alto 1500 metri) sono collegati tra loro da un canale artificiale lungo circa 10 km; entrambi i corsi d’acqua alimentano una centrale idroelettrica. Ma nella realizzazione di questa gigantesca opera di ingegneria civile, nel momento in cui la diga fu creata, tre caseggiati furono costretti ad essere abbandonati, poiché sommersi dalle acque: Borgo San Pietro, Teglieto e Fiumata. Ed è per questo motivo che i paesaggi in cui sono immersi i laghi sono davvero unici e, per certi versi, soprattutto speciali.
Circondati da una copiosa natura, nascosti tra montagne ricche di vegetazione ricolme di boschi e foreste, questi ambienti sono davvero qualcosa di indescrivibile. Incontrando qualche abitante del luogo e scambiando con loro, oltre al saluto, anche qualche informazione, è facile essere catturati dalle loro storie che ci narrano, con passione ed enfasi emotiva, a proposito del fascino – magico e misterioso – che avvolge questo lago; qualcuno, indicandoci la strada, ci ha addirittura fatto intendere che qui, sotto il livello nascosto delle acque, siano sepolti i resti della “mitica” Atlantide. Quando il livello dell’acqua si abbassa, affiorano le guglie di antichi borghi, e ciò che è custodito nelle profondità non sono certamente i resti della leggendaria isola.
Camminando, per quel che è possibile, lungo le strade (fortunatamente a basso impatto di circolazione veicolare) che scorrono tra le due fasce costiere che circondano il lago, si godono scorci paesaggistici davvero molto belli, con alcune skyline che sembrano i bracci di fiordi norvegesi laddove l’acqua penetra in grandi anse lungo sponde frastagliate. Lo sguardo verso la costa opposta offre la spettacolare visuale della borgata di Fiumata, con il paesino e le vette delle montagne che si riflettono sullo specchio dell’acqua, offrendo un’immagine cartolina di questi luoghi dal tipico sapore nordico. Ed è proprio camminando attraverso questi scorci che più si apprezza quel senso di autentica pace e solitudine, dei silenzi, dell’atmosfera fiabesca che avvolge il tutto, oltre ai sapori, ai profumi e le tradizioni locali.
Terra ospitale e mai banale, in questa cornice paesaggistica fatta di monti aspri e boscosi, e solcati da valloni profondi che nascondono numerosi ruscelli, torrenti e piccole cascate, i due invasi divisi dalla selvaggia mole montuosa del Nevagna e del Cervia, sono ricchi di faggi e castagni e, soprattutto, popolati da una avifauna degna di tutto rispetto. Qui d’estate, durante i periodi di secca, oppure quando si abbassa il livello delle acque, avviene un suggestivo spettacolo che per i più anziani risulta essere anche commovente: col livello che scende, poco alla volta, affiorano dalle acque le parti più alte di alcuni degli edifici più particolari e significativi dei borghi sommersi, durante la costruzione della diga, e scomparsi alla vista, tra cui il bel campanile del duecentesco monastero delle Clarisse di Borgo San Pietro.
Entrambi i bacini lacustri riescono ad offrire alcune tra le più belle e suggestive viste sul paesaggio in questa parte dell’Appennino Centrale. Da qualsiasi angolo lungo le sponde lo sguardo pone gli occhi, sono possibili scorgere piccole dune che si intravedono in fondo ai percorsi tra gli arbusti profumati, boschi che con le loro chiome si affacciano e, addirittura, sprofondano nelle acque verdi del Lago del Salto. In alcune zone circumlacuali è possibile sostare per un fugace pic-nic o – semplicemente – solo per rilassarsi lasciandosi cullare (e godere) dal dolce sciabordio delle silenziose onde che s’infrangono lungo le rive. Piacevoli momenti di sosta che lasciano spazio ai propri pensieri; mentre il cielo si rispecchia – lungo la sua superficie – in mille piccoli frammenti di luce.
Territori e popolazioni, queste, che affondano le proprie radici attraverso una cultura millenaria tramandata da generazioni di pastori, mandriani, boscaioli, contadini, taglialegna, carbonai… briganti! Incontaminati ambienti naturali – fatti di acque e di verde – che vengono esaltati dalle luci riflesse del sole durante l’arco del giorno e che riescono ad offrire scorci di rara bellezza. Anche se non abbastanza conosciuti, questi luoghi sono la meta preferita e sempre più ricercata dagli escursionisti, dai trekker e dagli amanti della natura e dell’outdoor che qui, più che altrove, riescono a vivere e trovare, anche se per poche ore, autentici valori di una cultura per il territorio e di tutte le valenze che in esso ricadono e che qui… si rinnovano da tempi immemori! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
