S. ANGELO in GROTTE (IS, Molise): dalle opere di “Misericordia” ai silenzi che “regolano” lo scorrere del tempo!

Sant’ANGELO in GROTTE è un borgo montano di origine medievale, esso è arroccato sul fianco di una montagna rocciosa e prospetta di fronte al massiccio del Matese; località immersa in un paesaggio fatto di caverne e picchi montuosi che si erge a 974 metri di altitudine. Camminare tra i suoi vicoli acciottolati, transitare sotto l’arco da cui s’impenna il Campanile, tra fede e spiritualità ci si immerge nelle tranquille atmosfere nel cuore del centro storico di S. Angelo in Grotte. Accanto al Campanile, quasi fosse appoggiato, c’è la chiesa di S. Pietro in Vinculis che conserva – al suo interno – una splendida cripta sotterranea dalle pareti affrescate (raffiguranti le opere di “Misericordia” di sicura matrice giottesca) con dipinti risalenti al XIV secolo.

L’ingresso al borgo avviene dalla terrazza/belvedere meglio conosciuta come il “balcone del Molise”. Da qui si ha la possibilità di poter godere di un bellissimo panorama che s’apre sulla valle di Bojano fino a toccare le cime circostanti tra cui quella più nota del Matese. Uno slargo acciottolato in lieve pendenza introduce all’antico ingresso della borgata. Sulla sx una lapide/epigrafe, incastrata in una parete in pietra, con una citazione letteraria è posta accanto a una figura zoomorfa, mentre di fronte una enorme meridiana con scritto augurale che dice “Horas Tibi Serenas”, che – tradotto – afferma “Che io possa sempre segnare per voi ore liete.” Altre lapidi ed epigrafi caratterizzano l’area di questo spazio. Ma è la vicina Torre Campanaria che cattura il nostro interesse a pochi metri dall’ingresso in paese.

Eretto in pietra grezza e soffocato dagli spigoli delle adiacenti abitazioni che sembrano quasi poggiare su di esso, la costruzione di questo Campanile risale ad epoche remote rispetto agli altri edifici interni al borgo. Esso risale infatti al XVI secolo e ricorda, nella forma, quello della Cattedrale di Isernia. Di base quadrata, presenta un grande arco al pian terreno che il passaggio e raggiunge la vicina piazza Colonna. Al piano superiore sono ben visibili quattro alte finestre ad arco dietro le quali si nascondono quattro campane. Sul lato esterno sporgono tre statue in pietra raffiguranti figure zoomorfe che sembrano essere leoni; figure che servivano probabilmente ad incutere timore in chi varcava il passaggio che, anticamente, determinava l’ingresso nel borgo.

Alla sinistra di Piazza Colonna c’è la Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, dalle origini piuttosto antiche; essa infatti nacque insieme al borgo, che nel corso del tempo fu edificato tutto intorno, ma l’attuale aspetto è il risultato delle numerose modifiche e rimaneggiamenti subite durante i secoli. Quella che è possibile vedere oggi è una chiesa di stampo settecentesco, mentre la sua facciata risulta essere decisamente particolare; essa è in parte nascosta dal Campanile che si erge proprio davanti, ed è collegato, al piano rialzato della chiesa, attraverso un brevissimo passaggio. Alla sinistra del portale d’ingresso, una lastra marmorea usata come panca (o sedile) appoggiata alla parete di facciata reca scolpita sulla superficie le “insegne” di San Pietro: le chiavi del Paradiso.

San Pietro in Vincoli appare, decisamente, di matrice settecentesca ma, sicuramente, doveva essere molto più antica di quello che si vede oggi. Il suo interno nasconde uno tra i più bei tesori d’arte pittorica medioevale di questo sacro luogo: la sua Cripta, da cui si accede per mezzo di una scalinata posta vicino all’ingresso. Guidati dal disponibile sig. Giovanni, pochi gradini immettono in un luogo magico, scavato nella viva roccia, come fosse da sempre fuori dal tempo, così straordinariamente bello e ricco di affreschi a carattere sacro che generano stupore, meraviglia… incredulità! Lungo le pareti della minuscola cripta sono raffigurate le “Sette Opere di Misericordia” corporale: “Dar da mangiare agli affamati”, “Dar da bere agli assetati”, “Vestire gli Ignudi”, “Ospitare i pellegrini”, “Visitare i carcerati” e “Seppellire i morti”, un ciclo pittorico che – da dx verso sx – si conclude con la rappresentazione della Città di Betlemme e un sole infuocato che simboleggia la vita, la luce e l’eternità.

Fuori la chiesa s’apre il modesto spazio di Piazza Colonna (oggi Largo Garibaldi), un tempo crocevia di scambi e traffici tra la locale popolazione. Un obelisco in granito d’epoca settecentesca, conosciuto come il “Mercante”, veniva utilizzato per legare, schernire al pubblico ludibrio e fustigare gli inadempienti. Dalla piazzetta parte la principale arteria (via Roma) che attraversa l’intero borgo; camminando lungo essa si possono ammira i particolari portali in pietra chiusi da portoni in legno, qualche epigrafe marmorea, piccole lapidi incastrate nelle pareti delle facciate, antiche dimore gentilizie, supportici, archi, piccole corti, rampe e gradoni, balconi e finestre finemente decorati, stretti vicoli con scorci sui tetti e i paesaggi circostanti, fino a raggiungere il belvedere opposto col Monumento ai Caduti delle guerre.

I passi scandiscono il ritmo sui “sanpietrini” della via centrale restituendo l’eco – da una parte all’altra del piccolo paese, perdendosi tra i vicoli più nascosti – di un ritmo mosso dal viaggiatore che si mostra attento, coinvolto in ciò che lo circonda; un semplice viandare che oltre allo stupore e alla meraviglia riesce ad accostare sentimenti di bellezza e curiosità che forse erano da tempo dimenticati negli angoli remoti dell’animo; un’estasi emotiva che si lascia coinvolgere dalle bellezza del borgo e che riesce a far sue quelle sensazioni di raccoglimento e solitudine che solo un caseggiato come Sant’Angelo in Grotte riesce ad offrire. Non ci credete…? Provate a trascorrere qualche giorno quassù…! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento