CAGGIANO (SA): per la Strada nella Roccia lungo la “Via dei Templari

Una veglia d’armi alla “Porta verso il Cielo”… Pregare in solitudine al cospetto della Casa di Dio… Qui, i Cavalieri si accostavano ai Sacramenti… Qui, ogni peccato veniva loro perdonato!

Il paese si esprime per il suggestivo Centro storico, detto anche “antico Borgo e Museo diffuso“, di Caggiano è – sicuramente – uno tra i più particolari con le antiche vie dalle atmosfere d’altri tempi, e grazie anche al Castello Medievale con le Mura di Cinta, le numerose Chiese e Cappelle e i tipici Portali. L’insieme delle testimonianze recuperate, la cornice suggestiva offerta dal borgo medievale, compongono il “Museo Diffuso”. Sia il Castello che le fortificazioni, posti a difesa dell’abitato, risalgono al IX o X secolo. Le Mura di cinta presentano quattro porte di accesso. Qui i Portali hanno un chiaro valore simbolico che va ben oltre la generica porta in quanto indica il passaggio da uno spazio pubblico (la strada, la piazza) ad uno spazio privato (la casa, la chiesa). La forma e le dimensioni dipendono dal committente: più esso è ricco, più il portale è finemente decorato.

I portali esprimono i valori originali della cultura locale tra cui l’uso dei materiali utilizzati (la pietra, lo stucco, il legno, i mattoni, il ferro) e la tecnica costruttiva, e testimoniano inoltre il valore e le capacità delle maestranze professionali (scalpellino, lapicida, stuccatore, falegname, fabbro ferraio) presenti in loco. Elemento funzionale e decorativo del portale è il “Truzzulatùr“, ovvero il picchiotto (solitamente un martelletto in ferro o ghisa) con cui si bussava alle porte prima che venissero introdotti i campanelli. Vi è poi la Strada Medioevale nella roccia. Probabilmente uno degli ultimi esempi di Via gradinata e selciata risalente a quest’epoca storica presente in tutto il meridione. La strada si inerpica con alcuni tornanti sul costone roccioso sud-occidentale attraversando un paio di caratteristiche gallerie scavate nella roccia e passando nei pressi del rudere dalla Chiesa di Santa Sofia, unico edificio religioso della zona in stile greco-bizantino, fino a raggiungere le antiche Mura di cinta.

CAGGIANO (828 m). Caratteristico paese dominato dal poderoso Castello Normanno, esso si presenta come una delle più belle borgate montane, tra i più alti e interessanti paesi della provincia di Salerno. Ritrovamenti in zona hanno consentito di ipotizzare che Caggiano, all’arrivo dei Lucani, godesse già di una certa importanza e fosse popolata da gente di stirpe sabellica o italiota. Caggiano ebbe due chiese di rito greco: la chiesa di Santa Maria dei Greci e quella di Santa Caterina. Il territorio di Caggiano è stato sfiorato appena dalla tremenda onda d’urto del sisma del 1980. Il suo centro storico, racchiuso nell’antica cinta muraria, preserva un caseggiato dalle abitazioni addossate una sull’altra, con solai e ballatoi che s’intrecciano o si accavallano, e raccordati da archi rampanti; luoghi intrisi di fascino e particolari ambienti che riconducono ai fasti dell’epoca dei cavalieri Templari che qui ebbero una loro “mansio”.

A oriente del caseggiato si stagliano i bastioni di monte Capo la Serra che si ergono da campi coltivati a graminacee, verdi tappeti che si spingono a superare i 1000 metri di quota. Dalla mansio, antica stazione di sosta, un po’ sul modello dei più noti “Kerak” dei Templari in Terra Santa, si risale al paese attraverso la “Strada nella Roccia”, una gradinata scavata nella pietra calcarea che fin dall’antichità consente di raggiungere direttamente l’abitato: si tratta di una grigia via rocciosa d’epoca medioevale che serpeggia con i suoi tornanti lungo incredibili pendenze tagliate da rampe e gradoni squadrati a mano, che avanzano arrancando lungo la roccia; su alcune pareti in roccia sono ben visibili – a tutt’oggi – alcune croci incise che richiamano i fasti e la leggenda della presenza Templare qui a Caggiano.

Fuori dal paese, su una rupe, è possibile scorgere i ruderi della Cappella di Santa Veneranda, risalente probabilmente all’XI secolo, a navata unica e con abside semicircolare, distrutta da un terremoto nel Sette-cento. La cappella è raggiunta percorrendo la strada scavata nella roccia, e probabilmente accoglieva i cavalieri in preghiera prima di intraprendere un viaggio, svolgere una missione o andare in battaglia. Si conquistano i gradoni con la profonda sensazione di rivivere un mondo vissuto e mai finito; si sente nell’aria il suono di preghiere e atti devozionali a Dio, mentre improvvisamente altre croci segnano la roccia a testimonianza del transito e della vocazione (antico passaggio che i Templari compivano tra la mansio e il paese) di questi. Per la porta di Marvicino (cosiddetta perché all’orizzonte è visibile il lontano golfo di Salerno) si entra finalmente in Caggiano, attraverso i caratteristici portoni che s’affacciano sull’antico decumano dove troviamo la chiesa di Santa Caterina e il palazzo Oliva.

Per archi in pietra, rampe, supportici con volte a crociera, ripide scale, fregi e lapidi, portali finemente decorati, si giunge alla chiesa di Santa Maria de’ Greci (del XII–XIII sec. con la leggendaria “pietra” del Tempio di Gerusalemme qui portata, come vuole la tradizione, dai Templari); poi il palazzo Colonna, la chiesa madre di S. Salvatore e i bastioni turriti del Castello. Alla Porta del Lago, antico varco di levante, termina questo interessante tuffo medioevale nella misteriosa e coinvolgente Caggiano dei Templari. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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