È ancora buio quando cominciamo il viaggio per entrare in Macedonia del Nord e raggiungere Ohrid sulle sponde del suo omonimo lago. Questo viaggio nel cuore dei Balcani, muovendoci in van da Priznen (in Kosovo), attraversa territori di una straordinaria bellezza paesaggistica, ambientale e naturalistica alla scoperta di territori rimasti ancora così autenticamente selvaggi e – spesso – ancora inesplorati. Solita mezz’ora fermi alla frontiera per uscire dal Kosovo ed entrare in Macedonia e finalmente, quando la strada comincia a spianare, eccolo laggiù… Ohrid, un lago dai colori del sogno! Ohrid è un lago nascosto nel cuore dei Balcani, incastrato tra Macedonia e Albania, tra i più profondi del mondo e il più antico d’Europa; esso bagna un paese (la Macedonia settentrionale) che dal 1979 è patrimonio “naturalistico e culturale” dell’UNESCO. Ohrid è, soprattutto, una meraviglia della natura, un gioiello conosciuto da pochi, e un luogo ricco di testimonianze culturali dove il viaggiatore viene, letteralmente, conquistato da una pace e da una tranquillità che forse altrove, nel resto d’Europa, riesce difficile da trovare. Sole, bellezza, arte, cultura, buon cibo, prezzi contenuti sono gli ideali ingredienti per venire a conoscere questi territori (per fortuna) ancora poco frequentati.
Il lago di Ohrid risplende di una gamma cromatica in cui si riconoscono tutte le sfumature dell’azzurro. Sul pelo dell’acqua, o nascosti tra i canneti e le torbiere lungo le sue sponde, si ammirano i gabbiani che prendono il volo, mentre i pescatori solitari si godono la quiete facendosi cullare dalle onde sulle barchette colorate in ormeggio sotto un sole accecante. Ed è proprio il sole uno dei simboli di questo Paese; si ritrova anche nella bandiera rossa con i raggi gialli che sventola nei principali centri della nazione. L’attuale vessillo è una versione riadattata della vecchia bandiera che ritraeva il sole simbolo dell’antico regno macedone di Alessandro Magno, in vigore fino al ’95, anno in cui, a seguito di uno dei tanti contenziosi con la vicina Grecia, il Paese fu costretto a modificarla (la Grecia non riconosce alla Macedonia il diritto di usare tale simbolo perché la Macedonia geografica è in parte compresa anche in territorio greco, infatti il nome ufficiale della Macedonia settentrionale è FYROM, Former Yugoslav Republic of Macedonia).
Poche curve ancora e finalmente siamo ad OHRID. Il centro storico di Ohrid è un sogno: case ottomane, stradine lastricate, chiesette ortodosse, piazzette nascoste e muretti a secco. Sembra di attraversare la storia camminando tra le viuzze della città e ammirare ogni singolo dettaglio di questa meraviglia che, dal 1979, è parte integrante della lista dei patrimoni dell’umanità Unesco. Nessuno qui si aspetterebbe un tale concentrato di storia in una destinazione così sconosciuta alla maggior parte delle persone, invece Ohrid stupisce proprio per le sue testimonianze culturali dal valore inestimabile. Se non hai visto Ohrid ti sei perso il posto più bello della Macedonia del Nord. Ohrid è sicuramente la località più suggestiva di tutto lo stato ed è una delle più belle dei Balcani. Il centro storico di Ohrid è uno dei più antichi insediamenti umani d’Europa e del Mondo. I primi resti ritrovati infatti risalgono al 6000 a.C.. Secondo un’antica leggenda, Ohrid ospitava in passato ben 365 cappelle nella sola cittadella, una per ogni giorno dell’anno., uno dei motivi per cui l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio Mondiale (uno dei pochi casi in cui è patrimonio sia naturale che culturale). Oltre alle acque limpide del suo lago Ohrid è famosa per la quantità di chiese bizantine: originariamente erano 365, ed è forse anche per questo motivo che essa è conosciuta come la Gerusalemme dei Balcani ma, credeteci, per chi come noi a Gerusalemme ci è stato, non ha nulla di similitudine con la città in Terra Santa. Soprannominata “la perla dei Balcani”, è immersa in un bellissimo paesaggio sulle sponde del lago più antico e profondo d’Europa, dal quale prende il nome.
Giunti al capolinea dei trasporti, ha inizio la nostra esplorazione di questa bella città. Pochi passi ed eccoci finalmente giunti all’altezza della sua vecchia cinta muraria. Entriamo attraverso la Porta Superiore, (Gorna Porta – Горна порта на тврдината) e il primo impatto che si trova e che, ovunque volga lo sguardo, qui si respira aria di storia. Essa presenta un ampio e solido ingresso ad arco, secondo l’architettura del castello medievale, mentre su entrambi i lati della porta si possono vedere le mura della città che si estendono verso il castello. Varcando la porta, si può scorgere l’antico teatro sulla sinistra; proseguendo invece sul lato destro della strada, questa conduce al castello. La porta è uno dei punti di ingresso più importanti delle mura storiche della città; questa porta, che faceva parte del sistema di difesa che proteggeva Ohrid nel Medioevo, è stata costruita in pietra e mattoni e ha subito, nel corso del tempo, ripetuti interventi di restauro. Nell’antichità la città si chiamava Lychnidos. ed era uno tra i più antichi insediamenti urbani in Europa. Dalla porta prendiamo leggermente verso sinistra e in breve discesa lungo Via Ilindenska raggiungiamo l’arena, antico Teatro ellenistico (Антички македонски театар од Охрид), costruito intorno al 200 a.C. in pieno periodo ellenistico. Esso fu utilizzato anche dai Romani per far svolgere combattimenti fra gladiatori e per giustiziare i cristiani. Rientrati nuovamente alla Porta principale, volgendo a destra si risale lungo Via Kuzman Kapidan che dalla porta stessa sale direttamente verso il castello. Lungo questa prospettano le facciate di piccole abitazioni dai vivaci colori pastello, vecchi edifici ancora con balaustre in legno che si alternano a moderni edifici la cui caratteristica è l’orditura delle facciate delle finestre che sporgono secondo un preciso gioco geometrico che si rifà allo stile ottomano che qui, ad Ohrid, ha lasciato numerose impronte.
Pochi minuti ancora e siamo sotto le mura del Castello, meglio conosciuto come la Fortezza di Samuele (Самуилова Тврдина), una bellissima roccaforte medioevale, dalle mura ancora imponenti (quelle che si vedono è la struttura originaria della fortificazione) e ben tenute nella loro struttura d’insieme, oltre ad essere il punto più alto di tutta la cittadella. Dedicata allo zar Samuele, dai suoi bastioni si può godere di una bellissima – e ancor più incredibile – vista a 360 gradi su tutto il lago e i suoi dintorni. La fortezza medioevale si presenta con un’alternanza di torri merlate d’avvistamento (a sezione quadrata) lungo le mura, mentre ai lati del suo accesso principale il portale è racchiuso tra due enormi torri (sempre merlate) a sezione tonda e da una cancellata in ferro. Essa aveva l’importante scopo di proteggere e riparare la città dagli assalti provenienti dalla terra ferma. Dal castello ha inizio la traccia di un bel sentiero che – attraversando una copiosa pineta – offre una immersione totale attraverso un’atmosfera fiabesca. Un panorama unico e meraviglioso viene offerto dalla elevata posizione strategica in collina; e qui la visione di insieme sembra di essere in paradiso. Senza mai lasciare la traccia principale del sentiero Kaneo Plaosnik Pateka, che attraversa tutta la pineta, e conduce in direzione del lago (appena visibile dalle folte chiome) fino allo spuntone roccioso del Punto panoramico Kaneo Viewpoint (Канео видиковац), sicuramente il luogo fotografico più famoso dell’intero paese, non solo di Ohrid. Situato a pochi passi dal centro della città, Kaneo Viewpoint, Kaneo Kilálópont, è una terrazza panoramica sopra la chiesa ortodossa di San Giovanni a Kaneo ed offre un panorama è mozzafiato. Una esperienza fantastica da vivere in un luogo davvero eccezionale; la maggior parte delle foto che promuovono la Macedonia nel mondo sono scattate da qui!
Finalmente siamo alla Chiesa di San Giovanni Teologo (Църква Свети Јован Богослов), piccola chiesa Bizantina tra le più famose della Macedonia, sita sopra la scogliera e dedicata a San Giovanni Teologo. Oltre alla bellezza della chiesa da qui è possibile godere lo splendido panorama del lago, specchio d’acqua che possiamo definire come il “mare” dei Macedoni. La vista da lassù, a qualunque ora del giorno, è un qualcosa che lascia – letteralmente – senza fiato. Dedicata a San Giovanni Bogoslov e San Caneo, si presenta come una sottile combinazione di elementi bizantini e armeni che esaltano la notevole bellezza architettonica della chiesa. Questa chiesa bizantina fu costruita nel XIII secolo in forma rettangolare. Edificio religioso dedicato a Giovanni di Patmo, autore dell’Apocalisse, spesso identificato con l’apostolo, la sua costruzione non è nota, ma si ipotizza che sia antecedente al 1447; gli archeologi ritengono che la chiesa sia stata edificata prima dell’avvento dell’Impero Ottomano, probabilmente nel XIII secolo. Poco alla volta, scendendo per rampe e gradoni, si raggiunge Ohrid Boardwalk (Крајбрежно шеталиште Охрид). Il lago di Ohrid, situato tra Macedonia e Albania, è uno dei più profondi del mondo e il più antico in Europa. Sulle sue sponde affacciano diversi centri abitati; camminando lungo le sponde del lago possono avvistarsi colonie di cigni e papere. Il percorso continua alternandosi tra piccole rampe, spiagge acciottolate, gradoni in roccia calcarea e passerelle. Sfiorando la superficie dell’acqua lungo la costa di Ohrid, la passerella sfiora uno splendido affioramento di spiagge rocciose. Le acque fresche sono sempre trasparenti e invitanti, mentre il paesaggio sul mare offre splendide vedute panoramiche. Compaiono i primi edifici della città bassa di Ohrid e serpeggiare tra le ombre di un intricato labirinto di vicoli e strettoie esalta la nostra curiosità di esploratori venendo affascinati da queste antiche stradine.
Siamo così finalmente giunti alla porta “bassa” delle mura cittadine, la Lower Gate of the City Wall (Долна порта). La Porta Inferiore fa parte delle fortificazioni medievali di Ohrid, e risalgono al IV secolo. Queste mura sopravvissero fino all’invasione ottomana del 1395, dopo questa data la città si espanse oltre questi confini. Questa porta non è del tutto intatta a tutt’oggi; lungo la struttura muraria sopravvive solo una delle sue torri originali. A differenza della Porta Superiore, che è ben mantenuta con porte pesanti e funziona ancora come ingresso alla città, la Porta Inferiore si fonde più perfettamente – nascondendosi fino a scomparire – nel paesaggio urbano. Una caratteristica interessante della Porta Inferiore è la grata che s’apre ai suoi piedi; essa copre l’originale camminamento fatto di grandi pietre scolpite e levigate. Questa superficie determina l’ingresso nella parte storica di Ohrid. Sbuchiamo finalmente alla bianca luce nel candore del calcare che si riflette sui basoli squadrati della vivace Promenade – Quay Ohrid (Шеталиште – Кеј Охрид), una zona molto popolare. Camminando attraverso negozietti e botteghe lo sguardo viene distolto dalla numerosa moltitudine di gente che vaga da un punto all’altro della strada; si osserva, praticamente, il mondo che passa. Il centro storico di Ohrid è ben conservato, mentre le fortezze medievali, le numerose chiese, monasteri e moschee, nonché il suo grande lago risalente a milioni di anni fa, attraggono sempre di più flussi di stranieri che provengono non solo dai paesi balcanici, ma anche da tutta Europa e da alcuni paesi dell’Asia Minore. Nel 1979, l’UNESCO ha aggiunto il lago di Ohrid, e un anno dopo la città di Ohrid, alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Camminando ancora lungo la strada del vecchio Bazaar (Стара Чаршија), abbiamo la certezza che Ohrid sia un magnifico melting-pot interculturale e multietnico; e lo possiamo riscontrare, ascoltando e sentire l’intreccio di particolari dialetti e lingue più o meno conosciute, camminando attraverso le sue vie. Qui è possibile sentire gli echi della Grecia, dell’antica Roma e del Medio Orientale, tutte popolazioni storicamente “vissute” in questa terra. Qui ad Ohrid è piacevole passeggere lungo le tipiche stradine lastricate che serpeggiano nel suo centro, oltre a poter ammirare edifici in puro stile ottomano che si alternano (e, spesso, inglobano) alle innumerevoli chiesette ortodosse. Oltre ad essere un luogo da visitare assolutamente, Ohrid è ricca di negozi ed ha un mercato che riporta indietro nel tempo con i suoi colori ed i suoi incredibili (e speziati) sapori. Il bazar risale al periodo ottomano ed è particolarmente vivace soprattutto la sera. Lungo la via del bazar si trovano negozi che vendono gioielli realizzati con perle di Ohrid, oltre agli accoglienti caffè. Quel bianco minareto laggiù in fondo determina il luogo ove giace la Moschea di Ali Pasha (Џамија Али-Паша), costruita nel 1573 da Solimano Pasha e restaurata nel 1823 da Maraşlı Ali Pasha, Gran Visir di Belgrado. Il minareto della moschea, registrato presso la Fondazione della Moschea del Visir Ali Pasha, fu distrutto durante un bombardamento durante le guerre balcaniche del 1912. Al suo interno (ove è possibile entrare senza calzature ai piedi) s’apre la grande sala principale a cupola singola e il nartece a tre cupole, abbellita con enormi tappeti d’azzurro; in alto giganteggiano splendidi lampadari, mentre dal pulpito una sorta di stola raffigura la Mecca (il principale luogo di culto dei musulmani nel mondo), elemento figurativo mai visto nelle moschee da noi visitate! Il bianco minareto, alto 32 metri è stato ricostruito, decorato con ornamenti intagliati a mano, mentre l’atrio d’ingresso è stato finemente decorato con le tipiche geometrie della tradizione islamica; all’esterno sono stati completati una fontana in marmo e il giardino.
Il nostro cammino alla scoperta e conoscenza do Ohrid, termina presso la gigantesca chioma del secolare platano di Chinar Tree (Чинарот). Qui nel dicembre 2012 la neve fece crollare il “vecchio platano” di Ohrid, simbolo vivo e secolare della storia della città e forse l’albero più antico dell’intera Macedonia: il “chinar” era molto più che parte del paesaggio cittadino, un vero compagno di viaggio, salutato e celebrato da visitatori venuti da lontano. Un ramo di grandi dimensioni, quasi la metà del “chinar”, già gravemente compromesso a causa dell’età, si spezzò sotto la neve; oggi rimane in piedi solo una piccola parte della pianta, una volta enorme (quasi 20 metri di altezza e 18 di diametro del tronco). Il nome dell’albero è di origine ottomana: chinar (in iraniano, chenar) è il nome turco del platano orientale, specie che si estende ad est dei Balcani verso l’Asia. Le stime sulla sua età variano in modo significativo. La gente del posto sostiene però che sia molto più antico, quasi di 1100 anni. La leggenda vuole che a piantare l’albero sia stato San Clemente di Ohrid, uno studente di San Cirillo e Metodio; mentre negli ultimi anni dell’Impero ottomano, l’albero ospitava una “kafana” una sorta di tavolo. Ohrid vale davvero il lungo viaggio per raggiungerla e consigliamo vivamente di andarla a visitare; qui il Medioevo riuscirà a prendervi per mano e a guidarvi per le numerose bellezze naturalistiche, storiche, architettoniche, religiose e culturali attraverso un viaggio nel tempo proprio nel cuore di un crocevia talmente così importante che ha lasciato il segno ovunque. Per noi la Trasnbalcanica termina domani col viaggio di rientro in Albania e l’aereo per il rientro in Italia ma, se siete già li, oppure state pensando di raggiungere questo luogo che sembra uscito da una fiaba, allora mettetevi comodi e godetevi la straordinarietà della bellezza del posto e, mi raccomando… non pensate ad altro! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
