Con la difficile convivenza e – spesso – artificiosa vicinanza tra le diverse comunità nazionaliste componenti l’antica repubblica “federata” sotto la guida del “maresciallo” Tito, il Montenegro rimase l’ultimo simulacro di ciò che fu la Jugoslavia. Ciò che restò, alla morte di Tito, dell’impero jugoslavo si smembrò – irrimediabilmente – dando così vita alle guerre civili che tutti noi abbiamo avuto modo di conoscere tra la fine del ‘900 e i primi anni del III millennio. Gli ultimi frantumi della “grande” Jugoslavia, come concetto di federazione serbo-montenegrina, sopravvissero fino a tutto il 2003; ma fu solo nel 2006 che la Serbia e il Montenegro decisero che era giunto il momento di separarsi. Montenegro… continuiamo la nostra “Transbalcanica” viaggiando sempre lungo la fascia costiera in direzione nord, un ripetuto saliscendi che serpeggia tra ponti, profondi valloni, le rupi calcaree che sprofondano nel mare e le curve a gomito che si avvinghiano lungo incredibili pendenze. Condividiamo il viaggio di spostamento da Budva a Kotor con persone del luogo; un variopinto mondo fatto di dialetti incomprensibili, sguardi persi nel vuoto al di là del finestrino a scrutare l’orizzonte, l’anziana donna che sistema il proprio fazzoletto che le copre la testa, la giovane coppia che si tengono fortemente stretti ogni volta che il van scodinzola per le strette curve.
Kotor sembra essere ancora lontana e poco alla volta che la strada comincia a spianare, cambia irrimediabilmente anche il paesaggio circostante. Le montagne determinano sempre lo sfondo, ma ai lati della strada s’aprono ampie distese di terreni coltivati a vigneti ed uliveti (principali colture di queste zone). Questa volta, però, ci troviamo ad attraversare una particolare ambientazione paesaggistica, come se fosse sospesa tra alte montagne e lingue di mare che si estendono lungo la difficile costa montenegrina dell’interno; sembra quasi di essere allo sbocco di un fiordo norvegese ma, subito dopo l’ultimo ponte compare in tutta la sua bellezza, lo splendido borgo medioevale di KOTOR. La città montenegrina è un sito (Patrimonio Mondiale dell’Umanità) dell’UNESCO, ed il suo aspetto di città medievale incastonata tra ripide scogliere e la baia, l’hanno resa celebre quale uno dei particolari (e nascosti) gioielli della costa orientale del mar Adriatico. Kotor (“CATTARO” in italiano), dal 1420 al 1797 è stata sotto il dominio veneziano e questa dominazione ha lasciato molte tracce nell’architettura locale; ma ciò che attira la nostra curiosità, è quello di andare alla conoscenza ed esplorazione del suo centro storico così ben conservato, e reso famoso per la sua particolare architettura, le sue chiese, le stradine tortuose, i monumenti storici e la sua caratteristica cinta muraria con le possenti torri e i barbacani che affondano nel mare.
Entriamo nella città vecchia attraverso il varco della “Porta del Mare” (o Porta Gurdich); qui due antichi cannoni puntano verso la vicina costa, mentre l’arco d’ingresso è sormontato da una stella e una data (21-XI-1944). Sotto l’arco, a destra, un particolare bassorilievo incorniciato in una sorta di “trilobatura” (che si rifà a motivi veneziani ed arabi) raffigura una Madonna con Bambino seduta in trono tra due santi. Eccoci finalmente all’interno del borgo, nell’enorme catino basolato della “Piazza delle Armi”, appena dopo l’ingresso della porta principale della città, sormontata dalla sua possente Torre dell’Orologio; ma basta uno sguardo intorno per rendersi conto di trovarci al centro di un luogo davvero bello e coinvolgente. La Città Vecchia di Kotor è un gioiello medievale splendidamente conservato; nascosta all’interno di antiche fortificazioni (sia dal mare che dai monti dell’interno) essa viene circondata da alte, aspre e rocciose montagne e dall’accogliente baia in cui è sorta. Passeggiare per i suoi vicoli, stretti e tortuosi, è come fare un salto indietro nel tempo, tra la vivacità dell’indole commerciale dei suoi abitanti di uno storico passato e l’effervescenza della moderna trasformazione (forse anche eccessiva) turistica dell’odierna popolazione locale. Qui ogni angolo racchiude una sua storia, dai cortili nascosti per secoli alla vista, tra vecchie chiese e piazze affascinanti. Il centro storico è una città medievale ben conservata, camminarci è come vivere all’interno di un labirinto.
Fondata dai Greci, nell’insenatura più nascosta al mare aperto della baia “Boka Kotorska” (questo il suo antico nome) crebbe fino a divenire – nel XII secolo – il principale porto serbo; nel tempo, poi, fu dominata dai veneziani, e questa impronta storica si rispecchia soprattutto nell’architettura dei principali edifici della città. Tra i luoghi più caratteristici il borgo conserva, al suo interno, monumenti come la Chiesa ortodossa, in puro stile romanico del XII secolo, di Sveti Luka (San Luca), quella cattolica di Sveti Trifun (San Trufino), la Piazza d’Armi, il Palazzo Grgurin e la fortezza di Sveti Ivan (Sant’Ivano), oltre alle numerose botteghe, vicoli e palazzi disseminati un po’ dappertutto. All’interno del borgo si diramano mille vicoletti che conducono in tutte le direzioni; tutti pavimentati con basoli squadrati e su cui prospettano alti edifici, le cui finestre sono distribuite secondo una particolare orditura in “stile ottomano”, con passaggi molto stretti e lunghi, laddove percorrendone la sua interezza si resta ammaliati dalle ripetute scoperte che si fanno: un vicolo, una chiesetta cristiana, un portale, un passaggio in galleria, una chiesa ortodossa, un vivacissimo bazar, una romantica e accogliente piazzetta, un pittoresco scorcio dalle mille sfumature, una scalinata in pietra che conduce verso i “camminamenti” delle mura, per raggiungere il Castello sulle pendici della montagna e godere di una veduta dall’alto della baia di Kotor.
Una storia poco conosciuta, qui a Kotor, è quella dell’antica presenza, in città e fuori dal borgo, delle decine e decine di mulini che provvedevano alla macina del raccolto che giungeva dai territori dell’interno ed al conseguente commercio – via mare – delle derrate distribuite nei principali porti del Mediterraneo. Dialogando con alcune persone del luogo, queste – oltre ad indicarci la direzione – c’invitano a conoscere lo slargo di “Trg od Brašna” (la Piazza della Farina); una bella piazza che s’apre proprio nel centro storico e che si trova di fronte al Palazzo Bizanti. La toponomastica di questo spazio deriva dal fatto che un tempo tutti i magazzini di farina si trovavano proprio in questo luogo, in cui si affacciavano i palazzi delle due famiglie più ricche del tempo: i Pima e i Buća. A questo punto, in cui i nostri occhi vengono completamente appagati da così tanta bellezza artistica, storica e culturale, resta da godere solo dell’ultima “ciliegina sulla torta”; contemplare la vecchia città dall’alto delle sue mura, riflessa nello specchio di mare interno che ne esalta la bellezza naturalistica e paesaggistica del luogo, esplorando i suoi “camminamenti” percorrendone esclusivamente il lungo tratto delle sue merlature e i poderosi bastioni che prospettano verso il mare. Camminando sopra le sue antiche mura medioevali è un ottimo posto per compiere passeggiate e godere di bellissime vedute panoramiche e paesaggistiche. Si può camminare da un cancello all’altro – comprese le dovute soste per ammirare e fotografare – godendo delle incredibili skyline sul fiordo e i territori circostanti.
Vale davvero una piacevole giornata di cammino potersi perdere vagabondando per i suoi vicoli basolati e le strette stradine godendo della frescura offerta dalle ombreggiature; attraversare slarghi, entrare nelle chiese e cappelle di varie confessioni religiose e salire, infine, per percorrere le sue mura, è già di per sé uno spettacolo di bellezza che solo qui – e in pochi altri luoghi nel mondo – è possibile godere. Per queste sue “singolari” caratteristiche il borgo antico e la città vecchia di KOTOR non sono solo un luogo da vedere o un posto da visitare fugacemente (questa è roba per turisti); esso è un luogo tutto da esplorare con gli occhi aprendo il cuore ad ogni stimolo mosso dalle emozioni e dalla curiosità; un posto tutto da camminare, da sentire, da godere… da vivere! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
