Castelpagano sorge nella parte settentrionale della provincia di Benevento, a ridosso del Molise, nel cuore più antico del Sannio. Il caseggiato viene circondato da ampie ed estese vedute paesaggistiche, caratterizzate dai dolci crinali tipici dei rilievi della vicina Puglia e dell’Appennino meridionale, piccoli corsi torrentizi, spesso tutti in secca, e pianori che si perdono all’infinito intervallati da estese macchie boschive (cerrete e quercete); il tutto in un’autentica cornice naturale caratterizzata dalla bellezza degli orizzonti.
Questi luoghi sono stati frequentati da millenni; essi vengono inquadrati nella cosiddetta fascia tratturale, perché attraversati da numerose direttrici di greggi transumanti. Il territorio si identifica con la tribale cultura sannitica dei Pentri (VI-III secolo a.C.) distribuiti lungo quei percorsi ove si concentravano la gran parte degli scambi commerciali basati sulle principali economie locali sia agricole che pastorali. Conosciuto in antichità anche come Castelsaraceno, per via dei Saraceni in fuga da Bari dopo la riconquista (871) da parte di Ludovico II, le più evidenti tracce del Medioevo qui presenti primeggiano per il bellissimo Palazzo Feudale e la cosiddetta colonna detta “della gogna”.
La parte superiore del paese viene caratterizzata da un’edilizia residenziale, con case basse, tutte in pietra locale e col vano d’accesso rialzato sul livello di calpestio stradale, tecnica costruttiva che si rifà alla “matrice” contadina e pastorale di fine ‘800 che per secoli ha caratterizzato la casa del pastore/contadino transumante. Mentre per conoscere l’anima più antica del caseggiato, basta scendere e approdare nello splendido catino della Piazza del Municipio, attraversato dalla SP 54, con al centro una bella fontana all’ombra di un albero, e su cui prospettano i palazzi e i monumenti più importanti della parte vecchia del paese.
Sul lato settentrionale compare il Palazzo Municipale, mentre gli edifici più antichi fanno da skyline sul prospetto meridionale della stessa piazza come: il già citato Palazzo Feudale d’epoca Normanna che domina il caseggiato con la sua possente mole in muratura. All’apice di due rampe di scale si erge la colonna detta della “Gogna o dell’Infamia” laddove, secondo tradizioni popolari, venivano legati i colpevoli di reati commessi per essere così esposti alla pubblica infamia, e su cui si legge la seguente iscrizione in latino: “flagello stultus sapientor fit” (Con questo flagello lo stolto diventa savio).
La Chiesa Madre del SS. Salvatore (risalente al VII secolo), con un singolare portale d’accesso in pietra. Sempre sul prospetto meridionale della piazza s’affacciano altri edifici sicuramente di matrice medioevale ma che – durante il corso dei secoli – hanno subito rifacimenti strutturali presentandoli nella veste odierna. Prima del vicoletto di San Rocco che mena giù verso un gruppo di case (con cantine e piani sottani) di matrice rurale, colpisce una singolare rampa di gradoni in pietra calcarea che portano all’ingresso della “canonica” del SS. Salvatore; accanto al portale, in basso a destra, compare un fregio marmoreo che testimonia tutto ciò che resta dell’antico orologio che compariva sulla torretta in alto della stessa canonica.
Ma Castelpagano non è solo storia, cultura e tradizioni; il suo circondario riesce ad offrire spunti per trascorrere brevi periodi di vacanza, come le numerose vigne distribuite, un pò dappertutto, nel suo territorio; cappelle isolate sperse nella campagna o giù in fondo a valloni; antichi ponti in pietra che superano improbabili corsi torrentizi, sempre più in secca; distese infinite di campi sistemati e coltivati a foraggio; la coltura intensiva di prodotti dell’orto, la lavorazione di prodotti caseari, l’accurata preparazione di marmellate, l’apicoltura, il già citato e gustoso vino, la poca presenza di uliveti e tanta – ma proprio tanta – presenza di pascoli per greggi e mandrie di bovini.
Cos’altro aggiungere, se non avere il tempo (magari nell’arco di un weekend) per venire a conoscere questo angolo di Sannio che, come sempre, riesce a sorprenderti con tutte queste sue ricchezze, mentre Castelpagano non aspetta altro di accoglierti e farti sentire proprio come a casa tua. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
