RIVIERA di ULISSE (Scauri, LT), di Sentieri degli Dei & altri Paradisi in terra…!

Immaginate… di ritornare indietro nel tempo, a quasi 2500 anni fa, quando le onde di un mare in tempesta spingevano la prua di una nave che, dopo mille pericoli scampati e sanguinose battaglie affrontate, conduceva – nel suo rocambolesco viaggio di ritorno verso Itaca – l’acheo Odisseo (Ulisse) ed il suo equipaggio verso le scogliere di Circe…

Ed è proprio nel basso Lazio che va a svilupparsi questo tratto costiero, dall’estremo lembo del golfo di Gaeta, ove termina quel territorio oggi conosciuto come la “Riviera di Ulisse” la cui natura è protetta all’interno di un Parco Regionale, unitamente all’altro (minore, ma non per questo meno importante) Parco Regionale della Gianola che si distribuisce sulla modesta altura del monte di Scauri…

Il Parco Regionale Gianola e Monte di Scauri… Siamo a ridosso della modesta altura di Scauri (126 m) le cui pendici sono ricche di vegetazione (una estesa macchia mediterranea e copiose foreste di sughero, esemplari di leccio e sporadici pini marittimi), il tutto racchiuso in un complesso ambientale che al suo interno raccoglie testimonianze storiche e archeologiche, come i resti di una villa marittima romana del 50 a.C. e cinque torri costiere.

All’estrema periferia sudorientale del caseggiato di Formia scorre via delle Vigne; da essa si stacca, sulla destra, uno stradello indicato come Via del Porticciolo Romano, e questo già basta a stuzzicare la curiosità (e la fantasia) dell’escursionista, invitandolo a raggiungere – dopo poche decine di minuti – lo spettacolare scorcio paesaggistico, naturalistico e ambientale in cui si riflettono le splendide acque cristalline del “Porticciolo Romano”.

La cornice vegetazionale in cui giace questo scorcio viene dominata dalla macchia mediterranea, che si evidenzia per la presenza di querce da sughero, della lecceta, dagli arbusti di roverelle e dai monumentali pini d’Aleppo. Questo luogo è davvero incantevole, laddove lo sguardo scorre tutto intorno alla ricerca di spunti sia naturalistici che storici e geologici; laggiù, sullo sfondo, il promontorio di Gaeta chiude questo angolo di autentico paradiso.

È un po’ come ritrovarsi, all’improvviso, proiettati in un etereo Paradiso, ma siamo sulla terra e con le pedule ben ancorate tra la scogliera, le basse radici della macchia e la sabbia. Il luogo è davvero spettacolare poiché qui si uniscono – come in un eterno connubio – i due fondamentali patrimoni offerti dalla natura circostante: l’azzurro del mare e il verde della bassa macchia e dei rilievi che compongono il Parco di Gianola e Monte di Scauri.

Il suggestivo Porticciolo “Romano” di Gianola altro non è che una bellissima peschiera d’epoca romana collocata in una posizione paesaggistica unica. La sua struttura, di forma rettangolare con uno sbocco sul mare, è stata costruita in pietra viva. Qui, i locali usano chiamarlo “Porticciolo Romano”, ma in realtà ciò che a noi è visibile è un manufatto del 1930, realizzato dai possidenti locali per ormeggiare piccole imbarcazioni; viene così indicato perché costruito su antiche peschiere romane (di cui rimane qualche traccia ai margini dell’insenatura).

Dal porticciolo ha inizio, lungo la costa occidentale, la traccia di un buon sentiero che attraversa l’intensa macchia mediterranea formata, in prevalenza, da esemplari di querce da sughero e, in misura sporadica, da lecci, mirto e lentisco. Si cammina su un sentiero in terra battuta che rasenta la scogliera – non alta ma – abbastanza frastagliata, composta da strutture litologiche che vanno da scisti conglomerati, misti a calcare e rocce di natura lavica.

Da qui il golfo di Gaeta compare in tutta la sua scenografica cornice paesaggistica. Sembra davvero di poter camminare in un angolo di Paradiso piovuto sulla terra. Qui c’è tutto: tanto verde dai monti fino al mare, l’aria tersa e pulita, una vista che non stanca mai di far scoprire sempre nuove prospettive, la voce di un mare e tanta abbondanza di storia che sembrano rievocare le antiche gesta della mitologia virgiliana con Ulisse ed Enea. 

Oltre agli ambienti naturali col sentiero che s’immerge nella folta vegetazione caratterizzata della macchia, camminare lungo questo promontorio offre la possibilità di poter scorgere i numerosi resti di epoca romana. Qua e là lungo il sentiero – ora in terra battuta, ora tra le sporgenti radici, ora tra le rocce, ora a ridosso degli scogli, ora in alto sulle teste – sono possibili vedere tracce di laterizi e resti di mura ad “opus reticulatum” di torri e/o avamposti d’origine romana.

Il sentiero sfiora le basi rocciose dell’altura da cui si scorgono – in alto sulla destra – ciò che resta delle testimonianze storiche e archeologiche che, da sempre, confermano la presenza di importanti personalità di epoca romana sulle coste del Lazio meridionale. In pochi minuti si raggiungono i resti della villa costruita sul mare dal cavaliere romano Mamurra; il buen retiro del ricco e potente Mamurra, praefectum fabrum di Cesare in Gallia e Britannia.

Siamo all’altezza della cosiddetta Cisterna Maggiore, due bacini (enormi vasche con colonne interne), colleganti tra loro che – all’occorrenza – fungevano anche da modeste terme; questa altro non è che una pertinenza dell’antica Villa di Mamurra che è posta poco più sopra. Tra la cisterna e la villa s’apre, in tutta la sua maestosità, la “Grotta della Janara”, una scala coperta con volta a botte che prospetta sull’immenso e riprende il nome dalle Domus de janas sarde.

Dall’interno della grotta si resta colpiti dalla bellissima visione del promontorio di Gaeta ed il suo arco costiero. Dalla villa si può prendere la buona traccia di un sentiero che – presto – diventa subito una pista carraia che attraversa un folto ed esteso bosco, formato prevalentemente da querce da sughero, dalla lecceta e da esemplari di roverelle; ogni tanto, qua e là, compaiono giganteschi pini d’Aleppo e robusti tronchi di sughero.

Il percorso va concludendosi compiendo un anello in senso antiorario che termina proprio a ridosso del bosco, nuovamente su Via del Porticciolo Romano. Qui giace un’area per la sosta con la presenza di una baracca in legno che funge da info-point durante i periodi festivi e di maggior affluenza di gitanti ed escursionisti che vogliono godere delle bellezze della Riviera di Ulisse; accanto compare una curiosa (ma interessante) “Biblio-Barca” che contiene libri anche in lingua straniera.

Per bellezza e suggestione, ma anche per la particolare posizione e prospettiva di scenari paesaggistici, il tratto costiero di questo sentiero si avvicina molto al più famoso – e blasonato – Sentiero degli Dei in costa d’Amalfi ove le case a grappolo di Positano creano una cornice paesaggistica da leggenda; qui – invece – il promontorio di Gaeta, che chiude a nord l’omonimo golfo, al calar del tramonto offre una suggestiva visione panoramica di tutto rispetto.

Miti e leggende si rincorrono lungo le coste mediterranee; luoghi di un “Mare Nostrum” in cui la memoria delle eroiche gesta di guerrieri e filosofi, viaggiatori e poeti, uomini d’arme e uomini di fede hanno attraversato i secoli per offrire – all’uomo del III millennio – la visione di ciò che queste terre, fin dall’antichità, hanno sempre rappresentato quei privilegiati luoghi d’incontro e di scambio tra culture, civiltà e popoli. L’uomo, quando vuole, ha davvero il potere di comportarsi da uomo…! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)   

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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