CILENTO (SA)… lungo la “Via dei Sanfedisti” da Mercato a Rocca

Nascette portoghese de’ Lisbona, a Napule campava ‘onna Eleonora… Murette quanno ‘a Napule se more, ‘o millessettecientonovantanove…!

Tutta l’area che ruota intorno alle pendici del monte della Stella non è altro che la zona più antica della regione cilentana; quella parte di territorio in cui vennero ad incontrarsi le popolazioni autoctone preesistenti in questi luoghi e le nuove genti sbucate dai lontani lidi mediterranei, oltre i confini del mondo conosciuto. Ma questi territori furono anche il teatro – nel 1799 – di fortissimi ed aspri scontri armati tra i “giacobini” (che inneggiavano alla Repubblica partenopea di Championnet) e i “conservatori” lealisti (fedeli ai Borboni) delle bande sanfediste guidate del Cardinale Tommaso Ruffo.

La marcia per liberare il regno dai “giacobini” guidata dal cardinale calabrese, mosse dalla Sicilia e attraversò il regno borbonico risalendo territori, borgate, villaggi e paesi, raccogliendo, durante la sua avanzata verso la capitale borbonica, un numero sempre più corposo di masse popolari fedeli al Regno tanto da farlo diventare un vero e proprio esercito: i “Sanfedisti”. MERCATO Cilento (600 m) è un paese situato a “cavallo” lungo un crinale da cui si aprono vedute paesaggistiche di straordinaria bellezza tra le valli di Matonti e le marine di Agropoli a ponente, e sulla valle dell’Alento e i rilievi montuosi dell’interno a levante.

Antico luogo in cui confluivano e transitavano le rotte carovaniere di uomini, mezzi e animali che dai litorali costieri dovevano raggiungere gli aspri territori montuosi, questo paese oggi è ancora avvolto dai suoi magici silenzi fatti di profumi intensi della macchia mediterranea. Per un’erta salita si superano le case più antiche della borgata (frazione del comune di Perdifumo) posta ai piedi di una collina; più avanti si passa accanto al poderoso complesso monumentale del Convento di Santa Maria dei Martiri (già monastero dei “carmelitani) con i suoi singolari finestroni e le particolari “torri” angolari.

Terminato l’asfalto, inizia uno sterrato che si snoda lungo lo spartiacque. La pista ripercorre fedelmente il tracciato dell’antica via utilizzata il 12 aprile del 1799 dall’esercito dei Sanfedisti per conquistare il castello di Rocca e muovere battaglia contro le forze giacobine che li erano a presidio per impedire la marcia delle truppe del Ruffo. Lungo questo percorso sono possibili ammirare, su entrambi i versanti, alcuni scenari paesaggistici tra i più belli di tutto il Cilento: ad oriente la valle della Fiumara che va a confluire in quella dell’Alento mentre il Gelbison fa da cornice; a settentrione si stagliano le dorsali calcaree dei monti Chianello, Vesole e Soprano; a ponente invece si estende la valle del Testene, un rigagnolo d’acqua a carattere torrentizio che termina la sua breve corsa sulla costa presso Agropoli.

Il cammino si sviluppa generalmente in quota con altezze che variano tra i 660 e i 675 metri; a queste quote i terreni intorno sono ricoperti da boschi di castagno, mentre nelle cespugliaie ai bordi della pista emergono il biancospino, l’erica, la felce, la ginestra e il pungitopo; la brezza dei venti che ascendono dalle vallate sottostanti restituisce gli inebrianti profumi del mirto, del lentisco e dell’origano. Si continua a camminare tra ampie vedute paesaggistiche e panorami che si estendono oltre ogni possibile orizzonte. Siamo proprio lungo quel tratto di strada che qui vide contrapporsi le avanguardie sanfediste, coi giacobini attestati a difesa della “repubblica” partenopea proprio tra le mura del poderoso Castello.

La pista termina quando sull’orizzonte si staglia – improvvisamente – l’imponente mole del Castello di ROCCA Cilento (594 m, di origine Normanna del XII secolo). Qui, in questi paesi che si sviluppano dalla costa verso l’interno, ancora si evincono le tipiche caratteristiche medioevali riscontrabili negli impianti urbanistici; là, dove i centri arroccati sulle colline, avvolti dalle aromatiche essenze della natura cilentana, regalano ancora scorci paesaggistici ricchi di suggestione tra strette viuzze che s’incuneano fra le ombre dei porticati, delle torri, dei campanili, dei castelli, delle merlature e dei viali alberati. Paesi e villaggi da cui lo sguardo spazia sull’azzurro del mar Tirreno e l’incanto di Punta Licosa col suo isolato scoglio sormontato dal Faro.

Rocca Cilento è una frazione di Lustra; e sicuramente è questo il paese ove è più viva la testimonianza storica del Cilento più antico. Questo borgo fu la sede della baronia fino alla metà del 1500, divenendo il centro propulsore di attività per tutti i casali che ruotavano lungo le pendici del monte della Stella. Sebbene la presenza di una poderosa fortezza normanna testimonia, forse, l’unico esempio di castello ben conservato di tutto il Cilento, l’intero paese vive e tramanda il ricordo dei tempi che furono con i tipici portoni in pietra prospicienti la via principale che attraversa longitudinalmente l’abitato; i suoi terrazzini e le sue finestre graziosamente abbellite da vasi multicolori; gli arcani silenzi e l’immensità di luoghi lontanissimi che ruotano con vedute paesaggistiche che si perdono fin oltre ogni possibile orizzonte.

Su una balconata panoramica, quasi come se fosse un terrazzino, che si protende verso la diga dell’Alento ben visibile in lontananza, termina questo nostro percorso, alla scoperta di uno dei luoghi più antichi e, storicamente, più “coinvolgenti” di questi territori all’interno del Parco Nazionale. (testo ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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