Un incredibile connubio di elementi, i cui s’intrecciano arte, storia, scienza e natura caratterizza questo piccolo borgo arroccato tra monti e valli, sui crinali dell’Appennino Lucano. CASTELGRANDE offre, a chi giunge per queste contrade la prima volta, un autentico contenitore di emozioni ricco di scorci paesaggistici, ampi panorami e tramonti da sogno. Il borgo, caratterizzato da un susseguirsi di rampe, ardite salite e rocambolesche discese, strade e vicoli spesso impervie ma – al tempo stesso – accoglienti, su cui prospettano antichi portali in pietra e da cui si scorgono i sorrisi di una popolazione sempre accogliente e pronta ad offrire il massimo dell’ospitalità locale al viaggiatore di passaggio; sono tutti elementi, questi, che fanno da contorno alle bellezze del circondario.
Il paese non solo è uno dei borghi più caratteristici dell’Appennino Lucano, ma nel suo territorio e le aree circostanti convivono attrattive naturali, culturali e scientifiche di immenso valore. Qui si ha l’opportunità di godere appieno del suo interessante patrimonio architettonico, che si articola tra antichi portali che rendono preziosi i palazzi storici con decorazioni in pietra, stradine e vicoli di particolare suggestione. Così, dopo aver ammirato anche qualche “particolare” tipo di murales a tema astronomico come quello di Samantha Cristoforetti, si propone di compiere una interessante escursione che parte dal basso del borgo fino a raggiungere i 1250 metri dei crinali di Colle Toppo, in località Accolta, ove sorge la struttura scientifica dell’Osservatorio Astronomico, dotato di un telescopio altazimutale, ma… andiamo subito a camminare su questo “Cammino delle Stelle”.
L’itinerario proposto parte dalla chiesa, isolata nel verde della boscaglia, di Santa Maria di Costantinopoli, eretta intorno al 1200 e – successivamente – ampliata fino agli inizi del XVII secolo; il sacro edificio si presenta a pianta centrale con disegno planimetrico a “croce greca” dai bracci ricavati da absidi. Un’impervia salita conduce alle prime case della parte bassa del paese e, per stradine che serpeggiano attraverso lo storico borgo, si guadagnano le rampe che conducono fino alla parte alta del caseggiato; attraverso il cuore di Castelgrande si scoprono gioielli decorativo/architettonici tutti da scoprire per mezzo di portali antichi, stradine lastricate in pietra, vicoli e palazzi storici. Camminando per il centro storico si potranno conoscere bellezze in puro stile “barocco” e i ruderi di un antico maniero Longobardo a dominio del borgo.
Superate le ultime case del borgo, si guadagnano i pianori prativi posti a monte del paese; luoghi da cui s’aprono splendide vedute paesaggistiche sull’aspra natura espressa dai paesaggi bucolici che incorniciano stazzi, masserie isolate, recinti in pietra e ovili ottenuti con materiali da risulta; qui in zona la pastorizia e i prodotti caseari ricavati dagli allevamenti risultano essere di ottima qualità. In meno di 3 km dal centro del paese, in una landa circondata solo da crinali prativi (rara è la presenza di qualche albero) che si perdono sull’orizzonte con vedute panoramiche davvero molto belle, compare – in tutta la sua solitudine – il “Rifugio delle Stelle”, una struttura ricettiva a metà strada tra l’Osservatorio Astronomico e il centro storico del borgo; questo rifugio è una piccola oasi di tranquillità circondata da un paesaggio incontaminato.
Dal Rifugio delle Stelle la carraia prosegue in direzione N-E serpeggiando lungo i piacevoli saliscendi di crinale: qui, durante la stagione invernale, è tutto ricoperto dal bianco candore della neve; i passi scorrono leggeri sulla pista mentre le impronte lasciate nel manto nevoso sono l’unica presenza aliena in questi luoghi che si perdono – per chilometri – oltre ogni possibile orizzonte; solo qualche rara presenza di animali, come cavalli e mucche al pascolo, sono l’unica forma vivente qui presente. La rottura dei cristalli di ghiaccio fanno sentire la propria voce sotto il peso dei nostri scarponi, mentre il ritmo cadenzato del fiato determina la nostra progressione lungo questa “Via Lattea” che ripercorre la “Pista delle Stelle” che conduce fino in cima al Toppo di Castelgrande (1248 m) ove giace la ben visibile, e luminosa, cupola dell’Osservatorio Astronomico.
Ascoltare la voce dei campanacci degli animali al pascolo che sale dai valloni e che sfiora i crinali circostanti, è una sensazione unica e indescrivibile; l’eco che si perde ben oltre ogni possibile orizzonte, lascia intuire la desolazione e – al tempo stesso – la magnificenza di questi luoghi rimasti ancora così fortunatamente intatti da secoli. Qui, di notte, la temperatura che scende di poco sotto lo zero, alle prime luci dell’alba offre lo straordinario spettacolo naturale della formazione di piccole e grandi stalattiti formatesi in base alla direzione dei venti dominanti in quota; suggestive cornici naturali che s’aprono in un surreale spazio dal paesaggio lunare. Questo luogo, questi orizzonti, questi silenzi coinvolgono l’escursionista in un armonioso caleidoscopio di emozioni e di sensazioni che non ha eguali.
Esplorare questi luoghi, ove incanto e meraviglia proiettano il viaggiatore immergendolo in un contesto fiabesco, quasi surreale, è come ritrovarsi protagonisti attraverso un viaggio spazio/temporale laddove stupore e fascino per l’ignoto, ricompensano la fatica spesa e le energie profuse per raggiungere quest’altura visibilissima a chilometri di distanza. Raggiungere l’Osservatorio in una splendida giornata di sole, ove s’aprono tutti i possibili orizzonti che spaziano sui territori di ben tre regioni (Campania, Puglia e Basilicata), è come ritrovarsi in un paesaggio unico dalle incredibili caratteristiche; luoghi spesso sconosciuti agli stessi abitanti dei territori circostanti; visioni panoramiche che di giorno s’aprono in una natura da mozzare il fiato, mentre di notte, volgendo lo sguardo all’insù… sono le stelle del cielo che guidano i nostri passi!
Da quassù la posizione è meravigliosa e l’aria frizzante del mattino genera sensazioni di pace e di tranquillità. Sulla sinistra, verso W, si riflette il piccolo specchio lacustre del lago di Saetta, un invaso artificiale che imbriglia e raccoglie le acque del torrente Ficocchia, un affluente del fiume Ofanto, ed ha avuto lo scopo – fin dalla sua creazione nel 1985 – di irrigare i campi dei limitrofi territori e di fornire acqua alle isolate masserie del circondario. Verso oriente si eleva la modesta elevazione di monte Rapone (1237 m) i cui boschi, nella seconda metà del XIX secolo, hanno dato sicuro rifugio alle bande brigantesche che operavano in questi territori. Mentre a S le alture di Piano del Castello (1269 m) sulla sinistra e quella di monte Giani sulla destra (1144 m) chiudono – come due gigantesche muraglie – il vallone in cui scorrono, impetuose, le acque di un torrente.
Quassù termina l’itinerario proposto che ci ha portato alla conoscenza di Castelgrande e del suo circondario, alternandosi in un mix in cui si rincorrono arte, natura e scienza. Oltre al suo centro storico, distribuito attraverso un susseguirsi di salite e discese, è l’escursione che si compie lungo la “Pista delle Stelle” che raggiunge l’apoteosi di stupore e meraviglia portando il viaggiatore in cima all’Osservatorio Astronomico, un’ascesa attraverso paesaggi mozzafiato che non solo metterà alla prova le capacità fisiche, intuitive e percettive, ma che superando – metro dopo metro – luoghi che sembrano usciti da una fiaba, questi ricompensano della fatica profusa con le bellezze naturali e paesaggistiche che si profilano lungo tutto l’orizzonte. Castelgrande non è solo un borgo, è un luogo che ti accoglie e ti rende protagonista di un tessuto sociale, storico, naturalistico e culturale che giunge da molto lontano… (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
