Potrà sembrare eccessivo, sicuramente in molti non lo crederanno mai, ma i territori attraversati da questo “anello” hanno il privilegio, forse unico in Italia, che con una sola visuale panoramica a 360° sui vastissimi e infiniti orizzonti si affacciano, quasi a comporre un magico intreccio fatto di culture, etnie e civiltà diverse, quattro tra le più interessanti Regioni del Mezzogiorno italiano: Puglia, Molise, Campania e Basilicata.
Non c’è da meravigliarsi, nell’attraversare questi straordinari scenari agresti se, le brezze al mattino restituiscono, ai nostri polmoni, l’acre e frizzante odore dell’erba verde bagnata dalla rugiada, là dove le vacche al pascolo ciondolano scampanando dietro l’abbaiare dei cani, oppure l’attraversare il cortile di una masseria ove i grossi tavoli al fresco dei porticati emanano, densi e profumati, gli stuzzicanti odori di una ricotta ancora fumante. I luoghi in cui questo anello si effettua hanno un forte legame, quasi un “ritorno alle origini”.
Campi sterminati, particolarmente belli dopo la mietitura, attraversano un paesaggio incontaminato che è immerso in una diversa, inconsueta aurea di luminosi silenzi. L’alto corso dell’Ufita è caratterizzato da un tipico paesaggio agreste che viene evidenziato dai cromatismi dei campi e dalla regolarità degli orizzonti in cui colli, vallate e paesini si rincorrono nascondendosi tra le foschie mattutine. Qui l’alternarsi delle stagioni provoca suggestivi effetti cromatici nel paesaggio che appare dipinto, nella primavera, di tutte le tonalità del verde delle fioriture colorate.
L’estate, invece, si contraddistingue per il giallo dorato dei campi e il verde dei seminati i quali contrastano in autunno, quando sul bruno della terra e dei campi spicca il giallo vivo ed il rosso fuoco degli alberi a foglia caduca sottolineato dall’argento degli ulivi, nuovamente verdi in inverno tra il bruno e il marrone della terra che a termine del suo ciclo rivede qualche spruzzo di bianco e rosa dei meleti, dei pescheti, dei mandorleti e dei ciliegeti i quali preannunciano che la primavera è nuovamente alle porte.
TREVICO… Ricchissimo di memorie storiche il suo centro antico coi vicoli, i cortili, i terrazzi ricolmi di vasi fioriti, i portali, le case gentilizie, la bellissima Port’Alba e la splendida Cripta della Cattedrale, che con le sue pareti affrescate d’epoca medioevale, testimonia l’importanza di un passato che a tutt’oggi continua a restituire, idealmente, i fasti e le vestigia di un tempo. VALLATA… è il più popoloso paese della Baronia ed occupa una posizione di rilievo nell’economia della zona. Qui si celebra uno dei riti più suggestivi e antichi del Sud Italia, i “Misteri del Venerdì Santo“, la particolarità e la carica emotiva messa in scena è quanto di più autentico si possa vivere.
La Valle dell’UFITA… Un antico alone fatto di silenzi e maestosi panorami avvolge, come in un’infinita cornice, le straordinarie bellezze paesaggistiche ed ambientali della valle in cui scorre il fiume Ufita, uno dei maggiori tributari del fiume Calore irpino. Vasti orizzonti che si rincorrono a perdita d’occhio, autentiche prospettive di uno spazio in cui il giallo dorato dei campi restituisce arcane sensazioni. Lungo i profili dei crinali montuosi che scorrono sugli infiniti orizzonti celesti della vallata sfilano, uno dietro l’altro, le decine di comuni, abitati, frazioni, caseggiati, villaggi, contrade e masserie, ferme quasi come “sentinelle” poste a guardia degli estremi confini naturali della Valle dell’Ufita; quelli che durante il feudalesimo erano i territori della Baronia.
GUARDIA LOMBARDI… Sorge tra boschi di una rigogliosa flora volge lo sguardo sulle valli dell’Ufita, dell’Ofanto e d’Ansanto, luogo della civiltà rurale, testimonianza di quel lavoro agricolo che tanto ha dato sostegno alle aree interne. Il paese sembra poter essere come un’anima irpina che si impregna circondandosi di storia e bucoliche atmosfere, quasi come se il tempo fosse sospeso in un mondo che vuole raccontarsi a chi vi si accosta per la prima volta. SANT’ANGELO dei LOMBARDI… E’ uno scrigno ricco di bellezza, importante centro medievale posto sulla cima di un colle dalle numerose sorgenti e dagli scorci paesaggistici di estrema bellezza, dal Castello degli Imperiali, all’incantevole centro storico e alla straordinaria Abbazia del Goleto, splendore che cattura ogni sguardo e che ha per soffitto il cielo. Il nuovo borgo, sorto e ricostruito dopo il sisma del 1980, è davvero incantevole.
TORRELLA dei LOMBARDI… Paese dai lineamenti medievali, come un maestoso castello posto a baluardo, ha dato i natali, Sergio Leone il guru dei film western all’italiana. Terra di storia e dagli antichi sapori Torella dei Lombardi racchiude la bellezza di una favola senza tempo. FRIGENTO… è un caratteristico paese arroccato (a 911 m) sulla sommità di tre alture. Nel suo territorio hanno origine quattro sorgenti sulfureo-ferruginose: la Calcara, la Mefitelle, l’Acqua Longa (nel bosco di Migliano) e San Martino (nella omonima località) la quale alimenta quattro piccoli laghi artificiali. Frigento è sempre pronta ad accogliere il visitatore tra i profumi, i sapori e i colori che non lasceranno certamente indifferenti.
STURNO… Terra di tradizioni popolari, legate alla “tracciatura del solco”. Si affaccia, coi suoi grandi silenzi e gli estesi orizzonti dall’alto (652 m) di squarci paesaggistici mozzafiato, con delle straordinarie vedute panoramiche sulla valle dell’Ufita, che si profila giù in basso a oriente. Esplorare Sturno cominciando dalla tavola… perchè no? Con la “menesta maritata” si inizia a pregustare l’essenza di tutti i sapori più autentici di un’arte contadina che qui si esprime al massimo della sua bellezza. CASTELBARONIA… Adagiato in cima a una collina della Valle Ufita, in uno splendido paesaggio verdeggiante, è un borgo grazioso e ricco di storia, dove, ancora oggi, si rivivono le antiche tradizioni legate al culto e all’olio di oliva. Girovagare nel cuore di Castel Baronia si scopriranno le memorie di personaggi noti e meno noti che qui hanno lasciato traccia di sé e l’eccellenza di sapori da condividere in compagnia.
Questo “anello” dell’Alta Irpinia termina nuovamente a TREVICO… un luogo dell’anima, ma anche della cultura, borgo che si fregia dal passato del titolo di città perchè sede vescovile, custode di una storia di rilievo e terra dai sapori di grande eccellenza. Trevico è detto il “Tetto d’Irpinia” poiché, con i suoi 1094 metri di altitudine, è il comune più elevato non solo della provincia di Avellino, ma anche dell’intera Campania. Se il viaggiare è sempre l’inizio di una storia, Trevico non può mancare. Terra di autori, di civiltà contadina e orgogliosamente testarda nel lavorare la terra sono tutti elementi questi che, probabilmente, hanno favorito la nascita di una narrativa cinematografica che ha avuto le sue origini con Ettore Scola che proprio qui ha avuto i suoi natali. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
