LOCOROTONDO (BA, Puglia)… il “mio” ombelico del mondo!

Incantevole e stupefacente sono le prime impressioni che si avvertono giungendo per la prima volta a Locorotondo, tranquillo borgo adagiato su un’altura. Le sue tipiche casette imbiancate dai tetti aguzzi, evocano quelle dei villaggi sparsi nel nord Europa. Disposte in senso circolare intorno al centro, queste sono circondate da un preciso perimetro che raccoglie – al suo interno – i quartieri più vivaci. Passeggiare tra i vicoli di questo borgo (“Bandiera Arancione” del TCI) è un’esperienza dal fascino bucolico, fatta di continui scorci da fotografare; qui i balconi sono tutti in ferro battuto, abbelliti da vasi fioriti, coi cactus disposti agli angoli, le scale e le porte dipinte, le ceramiche esposte e i panni stesi al sole.

Già da lontano, avvicinandosi dall’immensa pianura determinata dalle ampie macchie ulivate e caratterizzate da chilometri di muretti in pietra a secco, Locorotondo appare in tutta la sua imponente bellezza, ergendosi – dall’alto del suo colle – in un paesaggio assolato che ne risalta il bianco candore delle sue case raccolte in quel labirinto di vicoli, slarghi e portali, esaltando una magnificenza architettonica che giunge dalla preistoria fino al tardo barocco; un luogo e un paesaggio unici nel loro genere.

Camminando attraverso il centro storico, nella sua parte più antica, ci si immerge – in un emotivo percorso spazio/temporale – nel suo labirinto di vicoli bianchi, puliti, profumati e soprattutto fioriti (una sorta di “Vicoli/Giardino”); laddove i venti dell’est serpeggiano trasportando i profumi delle essenze aromatiche attraverso le cosiddette “Cummerse”, le tipiche case locali coi tetti spioventi realizzati con la tecnica delle “chiancarelle”, piccole lastre in pietra calcarea locale, montate a secco, in modo da poter veicolare l’acqua sotto le dimore.

Prima di addentrarsi alla conoscenza del borgo c’è un belvedere da cui è possibile godere di un panorama mozzafiato sull’intera Valle d’Itria, una bella vallata dagli orizzonti ondulati e caratterizzati da nuclei sparsi di trulli, oltre ad antiche masserie circondati da boschi e campi in terra rossa, da cui emergono vigneti e uliveti. Questo belvedere offre la sensazione di poter ammirare – durante i giorni di foschia in valle d’Itria – i cumuli di nubi ondeggianti che sembrano il mare; e già questo rende Locorotondo è uno dei borghi più belli della Puglia.

Il suo centro storico si sviluppa in una perfetta forma circolare; ed è proprio da questa sua particolare forma urbana che ha origine la sua toponomastica. Con le case tutte tinte di bianco esalta la sua bellezza artistica, urbanistica e architettonica in tutto il suo splendore, soprattutto sotto l’azzurro del cielo; come un’intricata ragnatela, dal suo centro (che ruota intorno alla principale chiesa madre di San Giorgio) si diramano le tante viuzze strette che esaltano i mille colori dei fiori esposti sui tanti balconcini del centro e le splendide ceramiche locali.

Sembra di camminare attraverso un paesaggio fiabesco, immersi nel bianco candore delle case tra singolari negozietti e antichi locali. Girovagare senza una precisa meta, esalta quel senso di scoperta, quella piacevole sensazione di andare ad esplorare i tanti angoli e gli scorci pittoreschi sparsi un po’ tutt’intorno, coi suoi bei palazzi e le singolari chiesette – spesso nascoste – tra le viuzze imbiancate; perdersi in questo dedalo di vicoli e di slarghi, lasciandosi avvolgere solo dai colori e dalla penombra, è una esperienza davvero molto affascinante.

Quando il dì giunge al tramonto il sole infuoca il paesaggio a ponente tale da trasformare l’orizzonte in un indimenticabile scenario da lascare incantati per lo stupore e la suggestione che riesce ad evocare. Da qui si articola la “Scalinata dei Templari” che, attraversando i vigneti e gli uliveti, costeggia le scarpate che girano intorno al paese. Tra le emergenze architettoniche più in vista spunta il barocco del palazzo Morelli, la chiesa madre di San Giorgio con la facciata neoclassica, e la chiesa di Santa Maria la Greca (del XV secolo) che, in contrasto alla sua linea sobria ed essenziale, presenta – nella sua facciata – un articolato rosone moderno.

Non si può andare via da Locorotondo se non si compie – ad appena pochi chilometri dal centro – una breve e piacevole sgambata camminando lungo piste campali che attraversano secolari uliveti e campi di ortaggi tutti circondati dai muretti a secco che conducono alla scoperta del “trullo” più antico di tutta la regione, risalente al 1509, e recentemente restaurato con discutibili interventi stilistico/architettonici di dubbio gusto (!) Esso, purtroppo, non è visitabile al pubblico perché privato, ed è visibile solo da lontano. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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