Girovagando per il Cilento alla ricerca di luoghi insoliti che riescano ancora ad offrire suggestioni naturalistiche e panorami bucolici con scorci paesaggistici i quali incorniciano ambienti presumibilmente ancora inviolati dall’intervento umano non è impresa rara, tantomeno se si tiene conto che in pochi chilometri quadrati si concentrano la stragrande maggioranza di tutti quegli elementi naturali più significativi che determinano, quasi sempre, non solo la geografia dei luoghi, la sua flora e la sua fauna ma anche, e soprattutto, quel suo particolare vissuto rurale che è tipico delle montagne e delle vallate più inaccessibili e poco frequentate del Cilento più interno.
Questo è il caso dell’area che ruota intorno alla Grava di Vesalo. La selvaggia Valle Soprana, che si estende dai piedi del caseggiato di Laurino, attraversa l’alto corso del Calore, fino al vivaio della Forestale, viene caratterizzata da stretti canalini d’acqua chiamati “fugoli” circondati da un manto forestale talmente così fitto da creare monumentali gallerie vegetazionali. La Grava di Vesalo è una tra le più belle e importanti cavità ipogeiche d’Europa ove la natura si esprime al massimo della sua potenza; un inghiottitoio (pozzo naturale) in cui coinvolgono le acque del torrente Milenzio prima che queste precipitano nella grava per poi scomparire, nelle viscere della terra, con un ignoto percorso sotterraneo di circa 6 km.
Avvicinandosi con la massima cautela lungo i suoi bordi (potenzialmente scivolosi per il muschio e l’umidità generata dalle acque sotterranee) s’aprono due enormi “buchi” a cielo aperto, uno spettacolo del carsismo modellato da formazioni calcaree divise da un arco naturale; queste determinano l’ambiente circostante che offre – al tempo stesso – sensazioni di magnificenza e maestosità. Come un inaspettato tesoro che determina il paesaggio circostante, l’ambiente intorno alla grava è ricco di straordinarie bellezze che danno origine a un meraviglioso mosaico naturalistico, autentica testimonianza dell’incredibile natura cilentana che non smette mai di meravigliare con suggestioni di un territorio unico nel suo genere in un ambiente integro e senza “interferenze” umane.
La Grava di Vesalo (che s’apre a 928 metri d’altezza), circondata da copiose faggete, è uno dei fenomeni carsici più interessanti di tutto il mezzogiorno. Qui la natura si esprime al massimo della sua potenza. Le suggestioni di un territorio unico nel suo genere sono il privilegiato habitat di diverse specie di animali (tra cui volpi, faine, diverse specie di rapaci). Il ripetuto rumore delle fronde degli alberi che ondeggiano determina la presenza di avifauna; più in alto nel cielo volteggiano, planando con interminabili acrobazie, esemplari di poiane, gracchi e corvi imperiali. In una piccola radura erbosa, interamente circondata da una cornice di faggi secolari s’apre, proprio al suo centro, la fenditura perfettamente circolare che determina la grava.
La sua apertura è – praticamente – la “bocca” di un profondo inghiottitoio, tutta ammantata da una copiosa cespugliazione di felci (lingua corvina) che determina il sottobosco, nelle cui vicinanze si trova un grande pozzo naturale in cui precipitano, per mezzo di un grosso sifone, le acque del torrente Milenzio (corso d’acqua già denominato in passato come Vesolo, da Vae-soli) prima che queste precipitano definitivamente nella grava per poi scomparire nelle viscere della terra con un ignoto percorso sotterraneo che va a sfociare nei pressi dell’abitato di Laurino, sottoforma di molteplici sorgive che con le loro limpide acque vanno ad alimentare il fiume Calore.
Tutta l’area che ruota intorno alla grava viene fortemente interessata da fenomeni di carsismo con percorsi torrentizi, pozze e laghetti sotterranei. L’ambiente circostante all’imbocco dell’inghiottitoio proietta sensazioni di magnificenza e maestosità, quasi come se le montagne circostanti fossero sentinelle che, dalla notte dei tempi, custodiscono questo naturale tesoro fatto di incredibili bellezze naturali in cui i suoni delle acque che scorrono, sprofondando giù in basso verso l’ignoto, e i profumi delle erbe e dei terreni da queste bagnate, creano una piacevole sensazione di silenzio, di pace, di contemplazione e di serenità; condizioni che, se vissute e provate intensamente, alimentano lo spirito e la mente dell’uomo riuscendo, così, a ritrovare emozioni e sensazioni forse perdute da tempo…! (testi & photo ©Andrea Perciato)
