Per chi giunge la prima volta a Faicchio, in quel lato della provincia di Benevento che s’affaccia sulla valle del Titerno, ormai ridotto ad un “arrojo” (solco roccioso) in secca, non immagina di trovarsi di fronte ad un autentico spettacolo, della storia così come per la natura, di un borgo arroccato “a guardia” della valle dominato dalla splendida fortificazione del Castello (maniero ducale) medioevale, caratteristico biglietto da visita della località, immersa tra vigneti e uliveti.
La via che accede in paese lascia scorgere – poco alla volta – la superba fortezza medioevale (risalente al XII secolo) col suo varco d’accesso che s’apre tra due imponenti torrioni cilindrici. Conosciuto anche come Rocca “Nova”, esso sorge in posizione strategica su uno sperone di roccia. L’edificio assume la forma di un poligono irregolare i cui lati vengono uniti da tre torri che poggiano su basi tronco-coniche e che per aspetto e similitudine, richiama un suo più famoso e celebre gemello: il Maschio Angioino in Napoli.
Il Castello chiude il lato meridionale della piazza principale (piazza Roma), punto nevralgico della borgata, attraversata dalla via Fabio Massimo, catino in cui confluiscono e da cui partono, le principali direttrici che collegano i paesi vicinali o che conducono ai territori circostanti. La bella cortina di edifici storici con il sagrato della Chiesa di San Rocco, delimitano il prospetto settentrionale della piazza su cui svettano le pendici ulivate del monte Monaco di Gioia alle cui pendici s’adagia il bianco Convento/Santuario di San Pasquale, meta di questa escursione.
Dalla Piazza si prende la rampa che comincia la sua ascesa lungo via Palmieri che a sua volta attraversa – in successione – tutta una serie di edifici di varie dimensioni con portali in pietra e corti interne che determinano le varie tipologie, succedutesi nei secoli, e che si sono adattate alla pendenza della montagna. Appena superati un incrocio tra il vicolo principale e due diramazioni – quella a sinistra, via Tiglio e quella a destra, via Crocevia II – che raccordano il perimetro urbano nella sua parte alta, si entra apertamente nella campagna circostante fino ad incontrare la prima delle “cappelle” che, con affreschi dai vividi colori, raffigurano le scene della Passione del Cristo.
Da qui comincia la Via Crucis lungo un sentiero in pietra che, per serpentine e tornanti, supera pendii coltivati intensamente a uliveti e attraversa terreni – delimitati da muretti a secco – sistemati a vigneti, frutteti ed altre piante. Volgendo lo sguardo verso il basso, si scorgono i tetti del caseggiato di Faicchio, dominato dalle torri del castello, le sinuose anse della valle del Titerno e la boscosa sagoma del monte Acero. Complessivamente il sentiero che dal paese conduce al Convento non lascia incertezze circa le direzioni da seguire, non presenta particolari difficoltà tecniche ed è breve nel suo complesso solo… è completamente esposto al sole!
Senza mail lasciare la pista principale, il sentiero termina a ridosso della rampa d’accesso del poderoso Santuario/Convento di San Pasquale, luogo decisamente suggestivo per il valore sia naturalistico che storico. Il Convento di San Pasquale è ubicato in una posizione elevata che domina il centro storico di Faicchio; a questo è annessa la chiesa di San Salvatore. Esso si presenta come una grande struttura in pietra, arroccata lungo le pendici del monte Erbano (l’Eribium di origini sannite) appena sopra la cittadina di Faicchio.
L’intero complesso presenta una chiesa antecedente il ‘700 (intitolata al SS Salvatore), alloggi e cellette per le attività religiose che vi si sono succedute durante il corso dei secoli, compreso un periodo dedicato alle suore di clausura. La struttura è costruita completamente in pietra locale, distribuita su almeno 4 livelli e 6 corpi indipendenti (di cui quattro ormai chiusi e senza alcun tipo di attività) ristrutturati dopo il sisma del 1980. In un’ala al suo interno sorge il piccolo Museo della Storia e della Scienza locale che raccoglie alcuni tra i primi sismografi ed apparati meteorologici del fisico Luigi Palmieri nativo di Faicchio.
Il panorama che si gode da quassù, misto all’aurea di pace e al silenzio che offre tutto il circondario, vale la “fatica” fatta lungo la salita per raggiungerlo. La località, nel suo insieme, risulta essere molto suggestiva ed attrae per la sua caratteristica meditativa; sembra quasi sentirsi come… un lasciarsi trasportare indietro nel tempo! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
