cappella Madonna del Romito (Vallo del Diano, SA)… da qui si domina una valle!

C’è una bianca cappella, isolata sul crinale di una montagna, circondata da impenetrabili foreste di faggio e ben visibile da lontano per chi giunge e attraversa – da nord – l’immenso tappeto verde del Vallo di Diano: essa è la Cappella del Romito (o dell’Eremita) dedicata al culto della “madre” del Cristo. Situata a circa 1400 metri d’altezza, raggiungerla è già un viaggio di per sé lungo e contemplativo; un autentico cammino, non solo di fede, che penetra attraverso rigogliosi boschi dominati dalla faggeta e panorami che spaziano dai rilievi dei monti della Maddalena, fino alle distese prative dei campi messi a coltura del sottostante vallo “dianese”.

Per raggiungerla si lascia l’abitato di Padula e si prende quella rotabile (costruita col contributo dei prigionieri austriaci di stanza nella Certosa di San Lorenzo durante il Primo Conflitto Mondiale) che serpeggia attraverso crinali – ora alberati, ora brulli e scoscesi – fino a guadagnare gli altopiani erbosi di Mandrano (buoni per i pascoli estivi d’altura). Poco prima di sbucare sui pianori parte una deviazione sulla destra che, per leggeri falsipiani, conduce fino alla Cappella rupestre. Metro dopo metro l’altitudine tende ad aumentare mentre la flora presente nel sottobosco ed il manto forestale della copiosa faggeta prospettano scorci ambientali che si diversificano di volta in volta.

È un bel percorso, quello che conduce al Santuario, non difficile, ma pur sempre un cammino montano, anche se si procede gradualmente lungo una bianca sterrata – a volte tratturo, a volte carrareccia – che rende la progressione meno difficoltosa è al tempo stesso piacevole; è solo grazie alla volta racchiusa dalle chiome della secolare faggeta che questo cammino, per tutta la sua durata, avviene interamente all’ombra. Le celebrazioni in onore della Madonna del Romito hanno inizio durante l’ultima domenica di maggio in cui una teca di legno (dorato) e vetro che custodisce la statua lignea della Madonna, la “caggia”, viene portata in processione sul monte fino a raggiungere il Santuario dal cui piazzale, la vista spazia lungo tutto il bellissimo panorama offerto dai borghi, i paesi ed i campi del Vallo di Diano.

Avvicinandosi all’altura, sul cui promontorio è già ben visibile da lontano la cappella rupestre, lungo il percorso s’incontrano abbeveratoi per le mucche al pascolo e per le greggi di capre che stazionano quassù, oltre piazzole appositamente create per la raccolta del legno di disbosco. Fino a pochi anni fa la processione che ascende al Santuario veniva seguita da una numerosa folla di fedeli e non era raro poter vedere la statua della Madonna collocata su un camion tutto addobbato a festa con nastri colorati, fiori e “cente” che, seguito dai fedeli (i più stanchi e anziani salivano in auto), raggiungeva la sommità di monte Romito, ove giace l’antico Santuario Mariano a 1389 metri.

Raggiunti il Santuario la sua facciata s’apre su una terrazza semicircolare da cui si ammirano scorci panoramici su tutto il Vallo di Diano e i monti circostanti; in primo piano, laggiù in fondo, primeggia la meravigliosa Certosa di San Lorenzo. Ancora oggi, terminato il ciclo dei riti religiosi dedicati alla Madonna, poco sotto il piazzale sono sistemate alcune panche in legno ed appositi barbecue che consentono di poter consumare frugali colazioni all’aperto, oppure cucinare al momento carni cotte alla brace. Durante l’ultima domenica di agosto, invece, il flusso processionale prosegue lungo il percorso inverso, accompagnando la statua della Madonna che fa rientro nella parrocchia giù in paese. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento