“Via di Francesco” (PG, Umbria) da Foligno ad Assisi: ove tutto ruota… intorno alla PACE!

Ed è sempre il silenzio che accompagna il nostro cammino… finalmente! Si parte. Un passo dopo l’altro si macinano chilometri senza che nessuno se ne accorga. Paesi, borghi, pievi, villaggi, casali… compaiono improvvisamente dalla folta boscaglia e sembrano giocare a nascondino con tutti noi“. La Via di Francesco attraversa una Terra dove il senso del camminare si integra con un “vissuto” dalle arcaiche tradizioni. Questo cammino è un’alternanza di luoghi e momenti in cui il messaggio del “poverello” d’Assisi si respira ad ogni scorcio, dietro ogni cespuglio; profumi d’antico che ancora oggi riescono a penetrare l’animo umano…

La Via di Francesco ti conquista attraverso travolgenti emozioni che ti prendono seguendo piste e sentieri in cui i 5 sensi sono parte integrante di un “Creato” che ci è stato affidato e che sempre a noi spetta saperlo preservare. Questa Via è quel momentaneo distacco dall’effimero e dal superfluo in cui momenti ed emozioni restituiscono una naturale rilassatezza contemplativa; laddove la pista entra dai piedi, la sua essenza passa attraverso il cuore ed il suo spirito si materializza in quell’angolo della mente chiamato emozione…

La Via di Francesco è quel “non luogo” o quell’altrove da noi sempre cercato, laddove gli spazi assumono dimensioni senza confini mentre il tempo, come per incanto, sembra che si fermi per l’eternità. La Via di Francesco altro non è che un territorio vissuto fin nel profondo del nostro animo, ove il fondersi di emozioni e sensazioni, godibili attraverso le meraviglie offerte da una natura a tutt’oggi inviolata, rende chiunque desidera avventurarsi per queste contrade, libero di muoversi, libero di camminare, libero di vedere, di toccare, di sentire, di godere, di respirare, di sognare… liberi di amare!

Alle prime luci dell’alba, col sole che si profila all’orizzonte, si attraversano le stradine lastricate del centro di FOLIGNO. Percorrendo l’elegante corso Cavour si raggiunge la celebre piazza con il Duomo di San Feliciano, dove una targa ricorda che in questo luogo Francesco, ancora mercante, vendette le stoffe del padre per restaurare la chiesa di San Damiano. Superati il ponte sul fiume che circonda l’abitato folignate, la segnaletica stradale indica direzione Firenze… seguiamo quella! Il nostro cammino – nella sua parte iniziale – continua ancora tra i sofferenti rumori, le caotiche rotatorie e i gas di scarico della trafficata Via Flaminia

Una lieve pioggerellina genera lo spontaneo fischio che parte dal gruppo: “…se la pioggia cadrà… più divertente ancor sarà!”. Appena fuori la periferia nord di Foligno, si compie un ampio giro nella campagna folignate, e tra belle ville ed ampi campi di frumento, si entra a SPELLO (città dell’Infiorata) attraversando la monumentale Porta Consolare (d’epoca augustea). Un mondo tutto intriso di medioevo accoglie il nostro passare, tra botteghe addobbate coi caratteristici vasi fioriti e vicoli adombri il cui profumo intenso dell’infiorata, sembra non essersi mai allontanato; la bellissima chiesa di Santa Maria delle Grazie ci dona la visione degli affreschi del Pinturicchio.

Si continua a salire lungo la via Consolare e poi su via Cavour per raggiungere, infine, piazza Garibaldi. La cittadina merita una sosta, per la ricchezza delle sue opere d’arte, mentre da antiche botteghe di maestri fornai e mugnai, una giovane donna con abito tipico delle donne locali, ci offre (e ci invita all’assaggio de) le specialità del luogo di questi prodotti. Toccando l’apice del borgo si giunge presso un’ampia terrazza panoramica da cui sono già possibili scorgere i campanili di Assisi e la poderosa cupola di Santa Maria degli Angeli.

Sempre da un’antica porta d’origini romane (augustea) si esce dalla periferia settentrionale di Spello imboccando subito la suggestiva “Via degli Ulivi“, un tratto molto bello, piacevole, distensivo, contemplativo e rilassante che scorre attraverso ampi panorami che s’aprono sulla valle di Assisi. Quasi per incanto, ci si accorge che lungo questo tratto, apparentemente deserto, non si è soli; da lontano si odono pronunciare – tra la recita di un “Rosario”, che si alterna al mantra di un Nam-my-oho-ren-gek-yo – spontanee preghiere di giubilo, felicità e amicizia (un grande e intenso file/rouge che cementifica tutti coloro che attraversano la Via degli Ulivi).

Alternando tratti su strada asfaltata e su sterrata si giunge alla Maestà di Mascione, un’edicola ricca di ex-voto, dove si trova una fontanella; e qui l’incontro di pellegrini tedeschi che giungono da Friburgo, in Germania… la dice tutta! Un’ultima salita ripaga le nostre fatiche consentendo a tutti di ammirare (in parte) la selvaggia natura del monte Subasio e i panorami della valle Umbra; mentre si fanno più vicini gli echi dei rintocchi e il “canto” delle imponenti campane che ci avvertono che siamo alle porte di ASSISI. Entriamo nella città di Francesco presso la Porta Nuova. Da qui il percorso si snoda lungo le vie medievali, prima su Via Borgo Aretino per raggiungere la Basilica di Santa Chiara.

Si continua quindi su Corso Mazzini, poi in Piazza del Comune con il Tempio della Minerva. Si prosegue infine su Via Portica, Via Fortini, via del Seminario e, quindi, su via San Francesco, per raggiungere la “meta” del cammino: la Tomba di San Francesco presso la Basilica Inferiore di San Francesco. La magia della città francescana si esalta soprattutto dopo il tramonto e al giungere della notte fonda per andare ad ascoltare i canti elevati in preghiera dai frati di Assisi. Di notte il calpestio dei passi riecheggia sui basoli, mente l’occhio scorre alla ricerca di possibili spunti per poter catturare – col “magico” occhio della fotocamera – gli angoli più suggestivi, poco conosciuti e inconsueti di questa città universalmente conosciuta come “ombelico” della Pace.

Nessuno può riuscire ad immaginare quale fascino offre questa cittadina umbra avvolta dalle ombre di “sorella” notte; tanti i luoghi legati alla vita di San Francesco, alcuni sono veri e propri capolavori della storia dell’arte, altri più umili sembrano preservare la memoria del Poverello, comunque tutti da vedere, da vivere, da scoprire… PAX ET BONUM a tutti i camminatori, viandanti e pellegrini e al mondo intero! Se Francesco lo vorrà e la salute lo consentirà… arrivederci al prossimo Cammino. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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