Posizionato sulla cima dell’omonima altura a 751 m, Erice è – sicuramente – uno tra i più bei borghi d’Italia; un concentrato medievale di arte, storica e cultura ben conservato che vanta origini antichissime, quasi mitologiche. Il suo nome viene accostato ad Erice, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle. Per la sua invidiabile posizione ambientale e paesaggistica Erice è un angolo di Sicilia che sembra abbracciare tutta l’isola, laddove lo sguardo sembra volgere oltre ogni possibile orizzonte, con panorami mozzafiato di straordinaria bellezza naturalistica.
Erice è un borgo medioevale attraversato da vie acciottolate, circondato da mura che trasudano di storia e antichissime tradizioni, ove gli incontri con la gente del posto (che qui hanno una forte cordialità e disponibilità al dialogo col forestiero) ascoltando i loro racconti sapientemente accompagnati alla scoperta di aneddoti, sfociano in storie che narrano delle vicende vissute in questo borgo incantato. Conosciuta anche come la “città dalle 100 chiese” Erice è un “laboratorio delle meraviglie” ove la tradizione culinaria si alterna alle produzioni artistiche di manufatti (ceramiche e i tipici tappeti “ericini” tessuti a mano e ricchi di decorazioni) unici nel loro genere; mentre non si disdegna di degustare i famosi dolci alla mandorla.
Passeggiare per i suoi vicoletti, le sue stradine lastricate, le sue mura ciclopiche e le vecchie fortificazioni rappresenta un emozionante viaggio nel tempo. Erice, autentico vero gioiello della storia siciliana, è un must in cui convergono arte, storia, cultura, tradizioni, paesaggio ed eccellenze artigianali; tra i suoi vicoli si respira un’atmosfera fuori dal tempo, mentre dall’alto delle sue torri e dei suoi bastioni si estendono – all’infinito – una moltitudine di punti panoramici dominanti l’intera Sicilia occidentale. L’aria salmastra che sale trasportata dai venti del vicino mare aleggia tra le stradine rotte solo dal calpestio dei passi sui basoli antichi di millenaria storia.
‘U Munti, come viene chiamato il borgo dalla gente del posto, eleva la sua massima bellezza quando – nelle giornate afose o con la bruma espressa dal forte tasso di umidità – viene avvolto dalle foschie e dalle nebbie. La sua storia millenaria viene espressa nelle costruzioni che resistono al tempo e suscitano forti emozioni interiori, tra cui i famosi “silenzi” di Erice, provando semplicemente a perdersi camminando nei vicoli meno frequentati, andando alla scoperta di quegli angoli meno battuti e potendo godere della splendida vista su Trapani e le isole Egadi, si scoprirà come il fascino di Erice sia rimasto intatto nel corso tempo, dovuto in gran parte anche il suo incredibile silenzio.
Erice è un borgo unico, dove storia e natura si legano rincorrendosi tra le sue stradine o arrampicandosi lungo le sue rampe, oppure riposandosi all’ombra dei suoi antichi palazzi e chiese; emozioni – queste – che aggiungono valore ad un paese già di per sé squisito, un pezzetto di medioevo spesso avvolto dalle nuvole, un dedalo di viuzze affascinanti, un castello sulla sommità, una meravigliosa vista su monte Cofano, San Vito lo Capo e su Trapani. La principale forza del borgo è – senza ombra di dubbio – il suo spettacolare panorama sul golfo di Trapani, le saline, le Isole Egadi e le montagne circostanti.
Il borgo ericino è piuttosto contenuto, quasi un piccolo scrigno fatto di tesori laddove le emozioni si rincorrono alle sorprese che – di volta in volta – si riscontrano ora in un edificio sacro, ora in un palazzetto nobiliare, per cui lo si può visitare tutto in un paio d’ore di cammino; ma è talmente così ricco di monumenti e luoghi caratteristici che non bastano giorni per poterlo visitare davvero fino in fondo; senza disdegnare, poi, che è meraviglioso fermarsi nel reticolo dei suoi vicoletti (bisogna prestare attenzione al basolato perché risulta scivoloso nella parte liscia e si rischia di cadere!) e poter gustare le tipiche specialità locali.
Tra i suoi principali monumenti meritano una visita la Chiesa Madre dedicata a Maria Assunta, autentico capolavoro di architettura normanna. Giunti alla principale porta d’accesso del borgo (Porta Trapani) e volgendo immediatamente nel vicoletto a sinistra, sullo sfondo s’impenna – in tutta la sua monumentale bellezza – il campanile (Torre di Re Federico del 1314) della Cattedrale (risalente agli principi del XIV secolo) dedicato all’Assunta con la sua bellissima facciata (col porticato sorretto da colonne e l’imponente “rosone”) che ha mantenuto, nel tempo, l’originaria impronta medioevale che va dal gotico al catalano.
Vi è poi l’atipico edificio della Torretta di Pepoli, una eclettica costruzione (villa ancorata su uno strapiombante sperone roccioso) sorta ai piedi del ben più poderoso Castello; il paesaggio e il panorama che si può godere dalle sue balconate poste sui diversi livelli sfalsati è di una incredibile bellezza e incredibilmente magnifico da lasciare stupiti e senza fiato; una veduta che raccoglie – con un unico sguardo per oltre 270° – l’intera fascia costiera della Sicilia occidentale e poi, i tramonti sulle Egadi che si godono da quassù, sono uno spettacolo… da non perdere assolutamente! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
