C’è uno specchio lacustre, nel cuore delle Dolomiti “ampezzane”, che sembra essere davvero un angolo di Paradiso piombato sulla Terra; una superficie d’acqua dolce – e colorata di tutte le sfumature che vanno dall’azzurro al verde – che riflette quel gigantesco spuntone roccioso, del gruppo del monte Cristallo, meglio conosciuto come il “Dito di Dio”… questo è il SORAPISS!
Uno spettacolare lago da visitare, scoprire e conoscere assolutamente almeno una volta nella vita; un luogo davvero unico nel contesto montuoso, stupendo da tutti i punti di vista naturalistici, ambientali e – soprattutto – paesaggistici. Per raggiungere questa meraviglia, occorre, però, percorrere un tratto di sentiero (indicato come il “215”) che presenta non poche “particolarità” lungo tutta la sua interezza.
La prima parte del sentiero attraversa un paesaggio tipicamente dolomitico che si esprime attraverso bellissimi tratti nel bosco (abetaie e qualche larice). Le prime centinaia di metri del tratto iniziale risultano essere agevoli, ma più si intensifica la salita e più compaiono – in successione – parti sempre più in pendenza che rendono la progressione piuttosto difficoltosa e, a tratti, anche molto impegnativa.
La parte centrale di questo percorso per raggiungere il lago prevede di camminare lungo i fianchi della montagna a ridosso di un profondo strapiombo che lascia aprire scorci panoramici di straordinaria bellezza sulle vette e le cime di una skyline unica al mondo: le Dolomiti. A questi tratti esposti si alternano anche parti di sentiero (spesso su roccia scivolosa) in cui la progressione obbliga a tenersi per mano ad una corda metallica agganciata alla parete.
In alcuni casi i chiodi in acciaio – apparentemente ancorati alla parete – che dovrebbero sorreggere il cavo d’acciaio per consentire il passaggio con le mani, sono facilmente instabili e, spesso, si staccano dall’ancoraggio della parete rocciosa. Evidenziati questi accorgimenti da non sottovalutare per compiere in tranquillità questa escursione, dopo aver superato – in successione – una sorta di continuo saliscendi, si giunge in vista del Rifugio Vandelli.
A pochi passi, superato il rifugio si raggiunge, finalmente, il lago Sorapiss. Le decine di metri che separano l’arrivo al lago offrono un paesaggio bellissimo; uno specchio d’acqua dalle incredibili tonalità che vanno dal verde al giada, dal turchese al cobalto; un luogo che vale davvero la pena contemplare in tutta la sua magnificenza. Raggiunti la sua sponda, lo scenario che s’apre è semplicemente fantastico, magico; è come ritrovarsi al centro di una fiaba!
Un vero paradiso nascosto tra le montagne che vale davvero la fatica superata per goderne la bellezza in tutta la sua cornice paesaggistica incastonata tra le rocce, attraversata dagli echi del vento che ululano tra le irte pareti, nascosta tra le nubi che giocano a rincorrersi. Un posto a dir poco incantevole, laddove il colore dell’acqua e la posizione in cui si trova, sembra essere uscita da una cartolina ove l’ombra del “Dito di Dio” domina su tutto.
I fondali del lago del Sorapiss si presentano, agli occhi dell’escursionista, con un colore pastello turchese che sembra – a volte – somigliare ad un cocktail di latte e menta, con le bianche pareti rocciose che ne circondano il periplo; mentre qua e là il verde dei pascoli e le macchie boscose, rendono questo luogo davvero unico, secondo molti uno dei posti più belli di tutte le Dolomiti; uno spettacolo scenografico degno della miglior location “fantasy”.
A parte tutte le “dovute” raccomandazioni (e le precauzioni) espresse nel compiere il tragitto in salita per raggiungere questo bellissimo lago azzurrino (e, spesso, torbido) situato a circa 2000 metri di quota sulle Dolomiti, poter culminare l’ascensione per scoprire questa meraviglia della natura incastrata in un paesaggio da libro delle favole, risulta essere il momento culminante di un percorso naturalistico, ma di una rara bellezza da lasciare stupiti e senza fiato. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
